“Non si vive invano ai piedi di un vulcano” Jorge Pilar vesuvionline | Il Cannocchiale blog
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vesuvionline
Notizie, aggiornamenti e liberi pensieri di vita sociale, politica e ambientale dal Parco nazionale del Vesuvio

 

Fine dell'  ecocidio

Facciamo sì che la distruzione ambientale

diventi un crimine.

Unisciti al movimento e fai sentire la tua voce!

Un'iniziativa dei cittadini europei ha potere giuridico,i politici non possono più ignorarci!
1 Milione di firme per il nostro futuro

"la legalità è la premessa assoluta della democrazia" 

"Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono.Poi vinci!"
Mahatma Gandhi

In uno stato democratico i cittadini hanno diritto
ad esprimere le proprie opinioni dove vogliono.
Anche su internet. 

 

 Utente: Alessandro74
Nome: FrancoM

Sono uno in mezzo ai tanti.

Uno che pensa e quindi esiste.

 Sono quello che sono, imperfetto e migliorabile.

Sono uno che sa di non sapere.
 

Adesso una Italia nuova
...YES, WE CAN...
Si può fare

 

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 foto

 

NOI CI IMPEGNIAMO

Ci impegniamo noi

e non gli altri

unicamente noi

e non gli altri,

né chi sta in alto

né chi sta in basso,

né chi crede

né chi non crede.

Ci impegniamo senza pretendere

che altri s'impegnino,

con noi o per suo conto,

come noi o in altro modo.

Ci impegniamo senza giudicare

chi non s'impegna,

senza accusare chi non s'impegna,

senza condannare chi non s'impegna,

senza disimpegnarci

perché altri non s'impegna.

Ci impegniamo perché

non potremmo non impegnarci.

 
 

Chi lotta sa di poter perdere

chi non lotta ha già perso

 

 

Solo in Campania, posto che nelle altre regioni vige il divieto assoluto, (con il decreto n. 90) sarà possibile smaltire in discarica un rifiuto normativamente considerato pericoloso in qualsiasi paese europeo.
75 Magistrati
della Procura Generale di Napoli (documento inviato al Consiglio Superiore della Magistratura nel giugno 2008)


Questo è un Urban Blog!
Boscotrecase e Area Vesuviana


 

 Firma contro i corrotti

aiutaci
 
"Signor Abate, detesto quello che scrivete, ma darei la vita per permettervi di continuare a scrivere"  
François-Marie Arouet (per gli amici e gli svizzeri Voltaire 1754) 

Dovete ritrovare il coraggio di indignarvi di fronte alla negazione dei diritti che vi competono
mons. Depalma Vescovo di Nola


"Il male non sta solo nell'atto di compiere il male, sta nel non prendere posizione contro il male"
Oriana Fallaci.

 "Chiunque, da solo, si accinge oggi a spostare le montagne dell'indifferenza, se non dell'odio e della violenza, ha un compito immane. Ma ciò che è impossibile a milioni di uomini isolati e divisi, pare diventi possibile a gente che ha fatto della fraternità universale il movente essenziale della vita.”
Chiara Lubich - Parlamento europeo, 1998

"Se vuoi la Pace custodisci il Creato

e difendi i diritti e i beni comuni di ogni uomo".

 

 « Ogni giorno di più mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede nell'amore che non abbiamo donato. L'amore che doniamo è la sola ricchezza che conserveremo per l'eternità »
Gustavo Rol

Cercate l'amico sempre nelle ore di vita, lui può colmare ogni vostro bisogno,
ma non il vostro nulla.

K. Gilbran 

lo sdegno per la realtà delle cose è il coraggio di cambiarle
Sant'Agostino

"Lasciatemi dire che è anche un po' colpa nostra se c'è qualche politico, più di un politico, che non fa il proprio dovere o, peggio ancora, fa qualcos'altro"
Francesco Fortugno

" La mafia non è affatto invincibile.
E' un fatto umano, e come tutti i fatti
umani ha avuto un inizio e avrà anche
una fine.
Piuttosto bisogna rendersi conto
che è un fenomeno
terribilmente serio,
molto grave,
e che si può vincere
non pretendendo l'eroismo
da inerti cittadini, ma impegnando
in questa battaglia tutte le forze
migliori delle istituzioni.."

Giovanni Falcone

"E' naturale avere paura,

l'importante è che sia accompagnata dal coraggio"

paolo borsellino 

Il fatto è che loro sono forti della nostra paura.

Nel momento in cui noi non abbiamo più paura ,

loro sono poca cosa.

Silvana Fucito

Il saggio sa di essere stupido,
è lo stupido invece che crede di essere saggio 
William Shakespeare


Si è sempre meridionali di qualcun'altro

 

Se i genitori hanno fallito che siano i figli ad educare i padri;

se la vecchia scuola ha mancato che siano gli alunni a formare i
docenti distratti o cinici o indifferenti;

se la politica ha mostrato il suo volto
peggiore che siano i cittadini a ricordare ai politici che sono loro ad essere al servizio della gente e non viceversa!

                                                            

                                  prof. Felicio Izzo


"La democrazia è il governo del popolo, dal popolo, per il popolo"
Abramo Lincol


La vecchiaia è come un conto in banca.
Prelevi da ciò che hai accumulato.
Date di più. Aspettatevi di meno. 


Aiuta gli altri ad aiutare se stessi.
Rita Levi-Montalcini

 

Gli uomini sbagliano e comunque, quando lo fanno, subiscono sempre le conseguenze dei loro errori. L’arte invece è sempre al di sopra di tutte le bassezze umane, infatti risorge prepotentemente da tutte le ceneri.
musicaepolitica

Quando imparermo ad osservare senza emettere giudizi, sarà un gran giorno per la nostra intelligenza.
Sale nel mondo

 "Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità"
Joseph Pulitzer (1911)


"Val sempre la pena di fare una domanda, ma non sempre di darle una risposta"
(Oscar Wilde)

"Non c'è nulla di male a essere ultimi, se lo si è con dignità"
(Zdenek Zeman)



"Non serve trovare un posto in una società ma costruire una società nella quale valga la pena di trovare un posto" 


 A combatter con il fango...
che si vinca o che si perda,
sempre ci si infanga.
 
 

«… Noi sappiamo che la Terra non appartiene …»

all’uomo, è l’uomo che appartiene alla Terra.

Questo sappiamo.

Tutte le cose sono collegate

come il sangue che unisce una famiglia.

Tutto è connesso.

Quello che accade alla Terra,

accade ai figli della Terra.

L'uomo non ha tessuto la trama della vita,

in essa non è che un filo.

Qualsiasi cosa che egli faccia alla trama…

la fa a sé stesso

Risposta del Capo Indiano Seattle

al Presidente Americano nel 1854

 

Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri.
I tuoi pensieri diventano le tue parole.
Le tue parole diventano le tue azioni.
Le tue azioni diventano le tue abitudini.
Le tue abitudini diventano i tuoi valori.
I tuoi valori diventano il tuo destino.
Mahatma GANDHI

Ama tutti
Ama ogni giorno
Ama per primo
Chiara Lubich


La libertà è innanzitutto un dovere,
prima che un diritto
Oriana Fallaci

"Nessuna violenza sui bambini è giustificabile, tutte le violenze sui bambini possono essere evitate. Il grado di civiltà di un Paese si misura in base all'attenzione che dedica ai suoi bambini".
Walter Veltroni


"il miglio rifiuto è quello che non è prodotto"
W. Sacks

Una stampa cinica e mercenaria
 prima o poi
creerà un pubblico ignobile.
Joseph Pulitzer

Non avere amici che non siano simili a te stesso; se sbagli, non aver paura di correggerti.Non mi dispiace di non essere conosciuto dagli uomini, mi dispiace di non conoscerli.
Confucio

La legalità non si predica, si pratica 

Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile.
Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. 
Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo.
 
Aldo Moro alla moglie Eleonora

La Pace prima che traguardo, è cammino, cammino in salita.
don Tonino Bello

Uno stato che attua la pena di morte
è uno stato che non insegna
che uccidere è sbagliato!
nelson mandela

"...Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo chiude la borsa
e c'è il sospetto che sia triviale l'affanno e l'ansimo dopo una corsa,
l'ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami vita."
il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni
el Che

l`uomo saggio è colui che sa di non sapere..
filosofia Zen

"Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinunzino all'azione"  Edmund Burke

"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"

"Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere,qualunque sia il sacrificio da sopportare,costi quel che costi,perche' in cio' sta l'essenza della dignita' umana"
Giovanni Falcone 

per cambiare il mondo basta anche una sola persona,
basta che non sia una persona sola
Mario Adinolfi

Molto ho imparato dai miei maestri, altro dai miei colleghi
e moltissimo dai miei allievi.
 [dal “Talmud”]
   

"Un idiota in un posto importante e' come un uomo in cima a una montagna: tutto gli sembra piccolo e lui sembra piccolo a tutti"
(Match)

"La somma dell'intelligenza sulla Terra e' costante; la popolazione e' in aumento"
(Cole)

”Noi abbiamo combattuto per quelli che c’erano,
per quelli che non c’erano e anche per chi era contro…”
Arrigo Boldrini (medaglia d’oro per la Resistenza) 

Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia
commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo
Ernesto Che Guevara

"Se un uomo non è disponibile a correre qualche rischio per le proprie idee,
o le sue idee non valgono nulla
o è lui che non vale nulla"
(Ezra Pound)

“I deboli non combattono,
quelli più forti lottano per un’ora,
quelli ancora più forti lottano per molti anni,
ma quelli fortissimi lottano per tutta la vita.
Costoro sono indispensabili”

B. Brecht



“Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato
quando l'ultimo albero sarà abbattuto
quando l'ultimo animale sarà ucciso
solo allora capirete che il denaro non si mangia."
Profezia Creek

Quando la metà del mondo guarda in tv

l´altra metà che muore di fame,
la civiltà è giunta alla fine.

James Wolfensohn
già presidente della Banca Mondiale
 


 Essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza,

anche quando ilmare è cattivo e il

cielo si è stancato di essere azzurro.

Bob Dylan



Se sei triste e vorresti morire, pensa a chi sa di morire e vorrebbe vivere.    
Jim Morrison

"La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica

è quella di essere governati da uomini malvagi"

Socrate

 

È necessario cercare il giusto equilibrio tra
il rispetto della propria identità e il riconoscimento di quella altrui.
 
 Papa Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla)

 

"Dio, tu che hai posto un limite all'intelligenza dell'uomo, perchè non hai posto un limite alche alla sua idiozia?"
 

(John Fitzgerald Kennedy)
 

 "L'utopia è come l'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare".

Eduardo Galeano

 

 

„Non possiamo più ignorare e sottrarci al dibattito politico, dimenticare l’urgenza di una

riappropriazione delle sfide democratiche, «facendo come se» l’impegno civile e

responsabile fosse una faccenda riservata agli eletti“

 

 "Non dimenticare che nei periodi più bui, un piccolo numero di donne, di uomini, di giovani e perfino di bambini sparsi sulla terra, sono stati capaci di cambiare il mondo”  Frére Roger Schutz

Se in tutta questa guerra disonesta dobbiamo perdere anche il gusto del bello, allora il barbaro ha già vinto   Trevanian - "Shibumi. Il ritorno delle gru. L'etica dell'assassino perfetto"

"Alla fine, proteggeremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che capiamo, e capiremo solo ciò che ci viene insegnato"    Baba Dioum, ambientalista senegalese

Può darsi non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla Martin Luter King

DIARI
19 luglio 2015
Per non dimenticare...

           

 

Era una domenica di luglio

Si parte da maggio 1992 e il Giudice Giovanni Falcone raggiunge i numeri necessari per vincere l'elezione a superprocuratore. I Giudici Borsellino e Falcone esultano, ma purtroppo il 23 maggio Giovanni Falcone viene ucciso insieme alla moglie e ad alcuni componenti della scorta (ANGELI).

Paolo Borsellino soffre molto, il legame che ha con Falcone è speciale. Dalle prime indagini nel pool, alle serate insieme, alle battute per sdrammatizzare, ai momenti di lotta più dura quando insieme sembravano "intoccabili", al periodo forzato all'Asinara (dovettero pagare le spese per il soggiorno) fino al distacco per Roma. Una vita speciale, quella dei due amici-magistrati, densa di passione e di amore per la propria terra. Due caratteri diversi, complementari tra loro, uno un po' più razionale l'altro più passionale, entrambi con un carisma, una forza d'animo ed uno spirito di abnegazione esemplari.

A Borsellino viene offerto di prendere il posto di Falcone nella candidatura alla superprocura, ma rifiuta. Resta a Palermo, nella procura dei veleni, per continuare la lotta alla mafia, diventando sempre più consapevole che qualcosa si è rotto e che il suo momento è vicino.

Vuole collaborare alle indagini sull'attentato di Capaci di competenza della procura di Caltanissetta. Le indagini proseguono, i pentiti aumentano e il giudice cerca di sentirne il più possibile. Arriva la volta dei pentiti Messina e Mutolo, ormai Cosa Nostra comincia ad avere sembianze conosciute. Spesso i pentiti hanno chiesto di parlare con Falcone o con Borsellino perché sapevano di potersi fidare, perché ne conoscevano le qualità morali e l'intuito investigativo. Continua a lottare per poter avere la delega per ascoltare il pentito Mutolo. Insiste e alla fine il 19 luglio 1992 alle 7 di mattina Giammanco gli comunica telefonicamente che finalmente avrà quella delega e potrà ascoltare Mutolo.

Lo stesso giorno Borsellino si reca a Villagrazia per rilassarsi. Si distende, va in barca con uno dei pochi amici rimasti, pranza e confida al suo amico Pippo Tricoli, insegnante di storia: "E' arrivato il tritolo per me".  Finito il pranzo, si concede un riposino e alle 16.30 circa lascia Villagrazia e torna a Palermo per accompagnare la mamma dal medico: l'esplosione di un'autobomba sotto la casa di via D'Amelio strappa la vita al giudice Paolo Borsellino e agli uomini della sua scorta. E' il 19 luglio 1992. Con il giudice perdono la vita gli agenti di scorta Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi, prima donna poliziotto a essere uccisa in un attentato di mafia.

E' un attentato dai numerosi punti oscuri, uno su tutto l'agenda rossa, e volutamente non saranno menzionati ma ciò che deve essere ben impresso nelle nostri menti è che NON DOBBIAMO DIMENTICARE!!!




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DIARI
18 luglio 2015
Per tutti...
           

Quando abbandoni un cane

      
DOG
Io me lo ricordo quando siamo andati a casa assieme. Era un giorno di sole e la foglie erano gialle e rosse e quando ci camminavo sopra scricchiolavano rumorose. Mi ricordo che mi appoggiavi piano per terra e ridevi vedendomi incerto a zampettare su quelle foglie mentre mi giravo al suono della tua voce, cercando i tuoi occhi e la carezza della tua mano.

Mi ricordo di quando quelle foglie sono diventate un'umida poltiglia nascosta da uno strato bianco di neve. Che era fredda, ma così morbida che ci affondavo tutto fino al collo. E tu correvi con me, io andavo avanti e tu restavi un po' più indietro. Ma io ti aspettavo, non ti avrei mai lasciato solo.

Ti aspettavo ogni giorno. Aspettavo la tua voce che mi raccontava la sua giornata. Capivo quando era stata una buona giornata, quando al lavoro il tuo capo non ti aveva maltrattato, e capivo quando invece ti avevano fatto arrabbiare. Allora mi sedevo buono vicino a te: infilavo la mia testa sotto al tuo braccio e cercavo di farti ridere, come quel giorno in cui eravamo andati a casa assieme e io facevo scricchiolare le foglie.

Ti aspettavo anche quando avevi troppo da fare per passare del tempo con me: quando uscivi al mattino e tornavi la notte. Sono paziente e non conosco il rancore: so che nella vita ci sono della cose importanti e ho imparato che ce ne sono molte prima di me. Ho trascorso la mia vita ad aspettare la tua, a cercare il tuo cuore scavando tra i cuscini del tuo divano. Non l'ho trovato spesso, il tuo cuore: ma qualche volta l'ho visto e ho imparato a riconoscerlo.

L'ho riconosciuto nelle tue lacrime quando il tuo dolore aveva un sapore salmastro che sentivo sulla punta della lingua. L'ho riconosciuto quando sei tornato a casa, un giorno, con un fagotto che profumava di talco e di pipì, e che mi ha fatto finire in un angolo buio di quel cuore. Non mi serve la luce, mi basta il buio se quel buio è un posto che conosco. E il tuo cuore io lo conosco, so che mantiene un posto per me.

Anche oggi ti aspetto. Anche oggi che fa caldo e di foglie gialle e rosse per terra non ce ne sono. Anche oggi che le mie zampe sono arricciate dall'artrosi e non mi permettono più di correrti davanti e fermarmi ad aspettarti. Anche oggi io ti aspetto, anche se non so dove sono, non conosco questa strada in cui continuo a girare cercando il tuo profumo, la tua traccia. Ma il mio naso non è più buono, o forse la tua traccia se ne è andata via con te e allora è meglio che io torni là dove mi hai lasciato: verrai a prendermi e mi solleverai in braccio come quando ero piccolo e avevamo ancora un sacco di giorni da vivere assieme.

Ho fiducia nel tuo cuore. È il solo cuore che conosco. Tornerai a prendermi con una ciotola piena d'acqua dove potrò dissetarmi e una scatola di pappa che io mangerò troppo velocemente. E poi mi farai risalire in macchina dove c'è la mia coperta, quella col mio odore, quella in cui mi addormentavo quando facevamo dei viaggi lunghi a scoprire il mondo. Che ne abbiamo visto un bel po' eh, di mondo? Per questo so che tornerai e continuo ad aspettarti: esattamente qui dove mi hai lasciato. Anche se sono passate un po' di notti e qualche giorno, io so che presto vedrò spuntare la tua macchina in fondo alla strada e allora sarà di nuovo come il giorno in cui siamo andati a casa assieme e tu sarai felice di avermi con te e io sarò felice di essere con te.

Fai presto però, perché io sono paziente, ma il mio cuore batte lento, lo sento stanco, pesante di fatica e di paura. Allora mi accuccio: quando arriverai, se tu non riuscirai a vedermi, alzerò la coda a salutarti e festeggiare il tuo ritorno.

Fai presto, davvero, perché ho gli occhi pieni di nebbia e ho paura di non riuscire a vederti, a riconoscere la tua mano che si abbassa ad accarezzarmi la testa, a grattarmi le orecchie.

Fai presto, ti prego, perché non sento più le zampe: me la sono fatta addosso e ho paura che quando arriverai non riuscirò a saltarti in braccio.

Fai presto perché io ho vissuto la mia vita con te: ogni volta che ho avuto paura ho trovato rifugio in te. E oggi che di paura ne ho davvero tanta, oggi che sento che il cuore mi abbandona ho bisogno di te: di guardare i tuoi occhi mentre i miei si chiudono tranquilli come hanno fatto ogni notte quando il sonno che li attendeva era di ore e non di sempre.

Torna a prendermi: fammi morire vicino a te.

Qualche giorno fa, l'assessore al Bilancio del Comune di Imola ha dichiarato, in sede di Consiglio, che i cani in esubero nel canile vanno abbattuti. A poche ore dalla disgraziata uscita, il sindaco ha corretto il tiro, specificando che le parole del suo collega erano dettate dall'impossibilità di concedere un bonus fiscale a chi adotta un cane abbandonato in un momento di crisi tale da non consentire di aiutare nemmeno le famiglie degli imolesi.

Vorrei ricordare a questo assessore imprudente (perché oggi mi sento politicamente corretta) che il canile della sua città è pieno di cani che i suoi concittadini hanno abbandonato, ad ennesima certificazione del fatto che se il cane è il migliore amico dell'uomo, l'uomo non lo è di certo del cane.

I cani, caro assessore, non si abbandonano e di sicuro non si abbattono. Se lo segni e cerchi di non dimenticarlo mai più.




permalink | inviato da FrancoM il 18/7/2015 alle 12:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
DIARI
16 luglio 2015
A Massalubrense per Zero Waste night
Zerowaste:istruzioni per l'uso
 


Zero Waste: quando l’ambiente dà spettacolo.

Sabato 18 luglio a Massa Lubrense si svolgerà Zero Waste Night, una serata interamente dedicata all’ambiente ed alla riduzione dei rifiuti.
L’evento è patrocinato dal Comune di Massa Lubrense ed organizzato da Zero Waste hotel e ristoranti, in collaborazione con Zero Waste Italy, Zero Waste Campania, Legambiente, Terra delle Sirene, WWF Penisola Sorrentina, Pro Loco Massa Lubrense e Pro Loco Due Golfi.
Si inizierà alle 17.00, quando i volontari di Legambiente andranno a Marina del Cantone coinvolgendo grandi e piccini in attività di sensibilizzazione ambientale e pulizia della spiaggia.
Alle 20.00 bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni si ritroveranno alla Pro Loco di Viale Filangieri per un laboratorio ri-creativo, durante il quale sarà realizzata un’opera con tappi di plastica. Alle 20.15 ci sarà l’apertura degli stand, tutti dedicati al mondo dell’ambiente e del riciclo. Alle 20.30 Tonino Esposito di Zero Waste hotel e ristoranti aprirà la serata. Interverranno Rossano Ercolini di Zero Waste Italy, il Sindaco di Massa Lubrense Lorenzo Balducelli e l’Assessore all’ambiente Sonia Bernardo.
Poco dopo le 21.00 si darà il via agli spettacoli, iniziando con “Benvenuti a Massa” una commedia (eco)logica.
Alla commedia seguirà un intervento musicale di Emanuela Giannicola, dopodiché uno spazio dedicato alla danza, con un’esibizione della scuola di ballo “Ritmo Latino”.
La serata si concluderà all’insegna della moda, con la sfilata di una giovane stilista campana che realizza abiti riciclati.
Dopo la sfilata i partecipanti al laboratorio ri-creativo saranno premiati per l’opera realizzata, che doneranno al Comune di Massa Lubrense.
Durante la serata si potranno gustare prodotti a chilometro 0 grazie ai bar che collaborano all’iniziativa.
Partner dell'evento: Sartori Ambiente - ANEA - Bidonville - Funghi Espresso - Euronics Mastellone - Impresa Edile G.T. - Penisolaverde - Bemarking - A.G. 361°.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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DIARI
15 luglio 2015
Il brigante Pilone. La storia di Antonio Cozzolino da Boscotrecase: da valoroso soldato di Sua Maestà di borbone alla macchia vesuviana

 Antonio Cozzolino, conosciuto anche come Pilone, ovvero Tonino 'o Pilone (Boscotrecase, 20 gennaio 1824Napoli, 14 ottobre 1870), fu un famoso brigante, che tenne in scacco, dal 1860 al 1865 circa, le truppe piemontesi alle falde del Vesuvio, uccidendo anche il capitano delle Guardie Nazionali di Ottaviano. Dopo una vita alla macchia fu ucciso durante un agguato a via Forìa a Napoli, tradito da un suo fedelissimo.

Pilone, giovane scalpellino

Ritenuto da molti storici l'ultimo dei grandi briganti del brigantaggio postunitario italiano come Carmine Crocco, fedelissimo al Re Francesco II, Cacciatore dell'Esercito Borbonico, Antonio Cozzolino, un giovane alto dai cappelli ricci, con barba e baffi - da qui il soprannome Pilone: grande e peloso - nacque il 20 gennaio 1824 a Torre Annunziata, in località Casale Nuovo, sotto il regno di Ferdinando I, re Lazzarone. Furono gli anni più difficili per il Regno delle Due Sicilie: erano in corso i moti carbonari di Guglielmo Pepe e la città era invasa dai fedelissimi di Gioacchino Murat. I genitori, Vincenzo Cozzolino e Carolina Liguori, abitarono nel quartiere Annunziatella di Boscotrecase, precisamente nei vicoli di contrada Casavitelli, borgo in cui Antonio Cozzolino è sempre tornato sin dall’infanzia. Il padre, che di mestiere faceva lo scalpellino, mise a lavorare il figlio insieme a lui, permettendo allo stesso di conoscere tutte le cave del luogo, tra cui il Monte Tifata, il Casertano, le cave di Mondragone e quelle del Vesuvio. Cozzolino lavorò la pietra con il padre dal 1838 al 1844, iniziando con i lavori per la posa dei binari della linea ferroviaria Napoli-Portici, e proseguendo fino a Torre Annunziata, a Castellammare di Stabia, e a Sarno, dove terminava il cantiere della ferrovia. Sin dall’infanzia appassionato d’armi, spavaldo e incline a primeggiare, il giovane scalpellino all’età di 20 anni venne arrestato con l’accusa di porto d’armi abusivo e resistenza alla forza pubblica.

Da soldato a Cacciatore dell’ottavo battaglione

Nel 1844, anno in cui fu convolato a nozze con la borghese Luigia Falanga di Boscoreale, si arruolò nell’esercito borbonico di Ferdinando II per sfuggire alla prigionìa. Fu allora che venne trasferito a Nocera e destinato al corpo “Cacciatori piedi di linea” dell’ottavo battaglione. Una volta finito l’addestramento, si stabilì in Calabria per due anni, dove rimase in servizio per sterminare le bande che infestavano la Sila e l’Aspromonte. Si trattava di bande fuorilegge composte da criminali: è combattendo contro i briganti che Pilone iniziò la sua carriera militare fino a diventare lui stesso un temuto brigante e combattente di re Francesco II. Nel maggio del 1848, passato alla storia come l’anno dei moti liberali che causarono il caos in tutta Europa, Cozzolino fu in servizio a Napoli e subito dopo a Messina, con l’incarico di riportare ordine nelle province che si erano ribellate alla corona. Nel 1849 lasciò lo Stretto e fu spedito a Gaeta e a Velletri  per combattere contro Garibaldi, il quale fu poi costretto a ritirarsi e abbandonare Roma. Terminata la leva di otto anni come soldato semplice, nel 1853 si offrì di fare da rimpiazzo ad un nobile dell’ottavo battaglione che non voleva espletare il servizio militare. Così rimase a Nocera agli ordini del maggiore Michele Sforza, nella seconda compagnia del capitano Luigi Caracciolo di San Vito. Poi fu distaccato a Salerno, nella caserma di Portanova, e successivamente, insieme ai ragazzi dell’ottavo, arrivò in Sicilia, per reprimere i moti rivoluzionari di un’isola che non voleva rassegnarsi a restare sotto il Regno di Napoli. Presagendo lo sbarco di Garibaldi, Cozzolino e il suo battaglione vennero reimbarcati a Trapani il 2 maggio. Da lì si spostarono verso Alcamo dove approdarono l’8 maggio e allestirono l’accampamento militare, in attesa che la brigata del generale Francesco Landi arrivasse da Palermo.

La battaglia di Calatafimi - olio su tela di Remigio Legat

La battaglia di Calatafimi

Il 15 maggio l’armata dei Borbone lottò a Calatafimi contro le truppe garibaldine, quattro volte più numerose dei Cacciatori che arrivavano a stento a cinquecento unità[4]. In questa battaglia il sergente Cozzolino agguantò la bandiera dei mille strappandola all’alfiere Menotti, assalì e incendiò una casa di Partinico da dove contadini e popolani siciliani attaccarono le truppe regie, poi continuò a Monreale e così pure a San Martino, a Renne e a Parco[2]. A Corleone il maggiore Michele Sforza su disposizione del capitano Caracciolo, amico e protettore di Antonio Cozzolino, conferì a quest’ultimo la medaglia borbonica al Valor militare dei Cacciatori di San Giorgio e lo promosse a secondo sergente dei Cacciatori. Il 24 agosto 1860 Cozzolino s’imbarcò per Napoli, dove arrivò il 27 agosto. Quando fu chiaro che Garibaldi sarebbe arrivato in città senza incontrare resistenza, il sergente lasciò Napoli e raggiunse il battaglione a Nocera. Da qui, per ordine dello Stato maggiore, si scontrarono con gli invasori il 21 settembre a Caiazzo: una battaglia questa in seguito alla quale il brigante si guadagnò la promozione a sergente maggiore dei Cacciatori. L’1 e il 2 ottobre si distinse nella battaglia del Volturno, dove cadde prigioniero delle truppe piemontesi e dopo la quale fu rinchiuso per pochi giorni nel carcere militare di Ischia. Una volta fuori tornò al suo paese, Boscotrecase, dove riprese il suo antico lavoro di scalpellino, con l’aiuto del conte Gaetano Caracciolo di Torchiarolo. Dopo la scarcerazione Pilone e la moglie Luigia furono ospitati a casa del cognato Raffaele Falanga, un ricco possidente di Boscoreale.

Il Comitato Borbonico Generale

Nella primavera del 1861 a Napoli nacque il “Comitato Borbonico Generale”, composto da Antonio Caracciolo, suo antico protettore, il principe di Montemiletto, il principe di Ottajano e Giuseppe IV de’ Medici duca di Miranda, ultimo intendente borbonico della provincia di Napoli[5]. Il 29 marzo, il giorno dell’antivigilia della Santa Pasqua, Antonio Cozzolino fu invitato alla riunione del comitato che si tenne in piazza San Pasquale a Portici. In questa occasione apprese che in Puglia e in Basilicata era scoppiata la controrivoluzione con migliaia di contadini e montanari locali e che lo stesso stava avvenendo sulle montagne d’Abruzzo e del Molise, in varie parti della Campania e sulle montagne della Calabria. Una volta venutone a conoscenza Pilone si mise a disposizione della causa di re Francesco II, combattendo per lui, per il Regno delle Due Sicilie e iniziando ufficialmente la sua seconda vita: quella del brigante. Tra la mattina di Pasqua 1861 e il giorno successivo, tramite il taverniere Paolo Collaro, entrò in contatto con Vincenzo Barone, il capobanda del monte Somma, che dalla montagna colpiva e controllava i piemontesi. L’intesa tra il capobanda Barone e il sergente Pilone fu immediata, così tanto che ben presto diventarono comandanti alla pari di due brigate diverse appartenenti allo stesso esercito e con l’unica indiscutibile guida Francesco II di Borbone. In seguito a un attacco improvviso dei piemontesi che avevano circondato la casa dei fratelli Cozzolino, questi ultimi riuscirono a cavarsela e a raggiungere San Sebastiano, dove gli fu facile disfarsi dei cavalli e raggiungere i boschi del Vesuvio. Qui riuscirono a reclutare nuovi uomini e, grazie all’aiuto dei due amici Gennaro Alderisio e Vincenzo Vangone, si rifornirono di viveri e armi. Al nuovo attacco dei bersaglieri, avvenuto a giugno, la banda Pilone rispose decimandoli e la vittoria le aggiudicò il controllo totale dei boschi del Vesuvio. Da qui in poi Cozzolino iniziò ad organizzare minuziosamente i suoi colpi: assalì le masserie dei paesi vesuviani che avevano dato ospitalità ai piemontesi, prese d’assalto treni e carrozze che trasportavano le truppe savoiarde, colpì così Resina, Boscoreale, Pompei, Scafati e Sant’Anastasia, e liberò nove prigionieri borbonici dal carcere di Torre Annunziata.

L’invasione di Boscotrecase

Fu il 9 luglio 1861 che la banda Pilone effettuò l’assalto a Boscotrecase, il paese natale del capobanda. Il capitano Cozzolino, una volta respinta la guardia nazionale diretta dal cugino, ferì due militari e ne uccise altri due, poi liberò Filippo Migliaccio che si unì alla banda per sfilare insieme ai compagni lungo le strade del paese. Nacque così la leggenda Pilone: dieci guardie nazionali si unirono a lui mentre centinaia di persone gridavano festosamente “Viva Francesco! Viva Pio IX! Viva Pilone!”. Gli scontri continuarono per i briganti del Vesuvio ai danni del posto di Guardia di Boscoreale e dei Nazionali di Terzigno, per proseguire con un terzo colpo compiuto alla stazione ferroviaria di Castel Cisterna e per concludere il 22 luglio con lo svaligiamento del Casino di caccia di Vomero. In virtù della tecnica militare guerrigliera mostrata in campo, nel luglio 1861, l’ex sergente dei Cacciatori, venne promosso al grado di “comandante delle truppe in guerra nella provincia di Napoli”. Il 27 agosto dello stesso anno, il comandante Cozzolino rimase solo: Vincenzo Barone, capobanda di Sant’Anastasia e suo compagno di battaglia, cadde vittima di una “spiata” fatta da alcuni tra i suoi fedelissimi e venne trucidato a bruciapelo all’età di vent’anni dalle forze dell’ordine. Da quel momento Cozzolino si ritrovò da solo a capo della banda del Vesuvio, che, ciononostante, dall’autunno del 1861 si riempì di decine di giovani che chiedevano di combattere per l’armata del Regno delle Due Sicilie. Dopo l’assalto a Villa delle Ginestre di Torre del Greco, l’ex scalpellino tentò di spaventare l’avvocato Lebano facendo irruzione a cavallo per le vie di Trecase, tanto che l’avvocato tornò a Napoli e mandò contro la banda Pilone un intero battaglione con l’ordine di annientarla.

Pilone: eroe e malfattore

Il 2 dicembre 1861 la banda Cozzolino tornò in piena attività e vide tra i suoi componenti Luigi Carillo, Luigi Panariello, Francesco Napodano, Luigi Ranieri, Domenico Cirigliano e altra gente di Terzigno. Se per la popolazione Pilone diventò un eroico, per le forze dell’ordine la sua banda, che arrivò a contare 51 membri effettivi, diventò il nemico da abbattere ad ogni costo. Le sue gesta e l’efficacia delle sue azioni finirono per attirare l’attenzione della Questura di Napoli, ai tempi diretta da Silvio Spaventa, che diede il via ad una serie di arresti: il 24 luglio fu la volta del monsignor Bonaventura Cenatiempo, e cinque suoi “complici”, la notte seguente presero il principe di Montemiletto, perché consigliere del comitato borbonico di Portici, e i suoi complici, tra cui il barone Achille Luigi Caracciolo di San Vito e il marchese Domenico De Luca. Quest’ultimo già capitano dell’ottavo battaglione Cacciatori, aveva preso parte in Calabria ad uno scontro con i soldati italiani ed era stato superiore e amico di Pilone. Gli altri erano tutti consiglieri del comitato borbonico che si riuniva clandestinamente nel Caffè Nocera di Napoli, mentre il capo, Francesco Ricciardi Conte di Camaldoli, riuscì a fuggire. Quest’ultimo si nascose nel Castello Medici di Ottajano, salvandosi insieme al barone Vincenzo Carbonelli e proprio qui, la notte del 31 dicembre 1861, si incontrarono segretamente con Pilone. Intanto il comitato borbonico di Napoli si mise a diffondere manifesti borbonici di propaganda nei vicoli e nelle strade, simulando insurrezioni popolari per celebrare il ritorno sul trono di re Francesco II. Tra il giugno 1861 e il marzo 1862 le forze dell’ordine di Napoli imprigionarono i tre emissari borbonici Quattromani, Bishop e la principessa Sciarra, confiscando loro dei documenti che contenevano codici grazie ai quali scoprirono i rapporti e i luoghi delle bande campane, compresa la banda Pilone. Il 28 luglio 1862, il nuovo capo della polizia Nicola Amore si servì di due poliziotti in borghese per infiltrarsi nella banda di Cozzolino ed eseguì l’arresto di due dei componenti con l’accusa di essersi addentrati nel palazzo del principe di Francavilla al Chiatamone travestiti da domestici e di aver rubato un cavallo. In questa circostanza la squadra mobile scoprì una lista su cui erano elencati ventidue nomi di liberali borghesi napoletani di cui la banda voleva liberarsi, compreso l’avvocato Giustiniano Lebano.

Sequestri illustri e rapine

Nel dicembre del 1862, dopo aver sottratto dei fucili alla guardia nazionale, la banda Pilone decise di svaligiare il treno di Terzigno e all’arrivo di carabinieri e bersaglieri locali iniziò uno scontro che portò all’arresto di quindici componenti del guerrigliero e alla morte di due. Anche in questa occasione il comandante Pilone riuscì a salvarsi fuggendo con ventisei compagni e trovando riparo nelle cave del Vesuvio, dove nel 1863, con l’aiuto del comitato borbonico, fece arruolare altri quattordici componenti per un totale di quaranta effettivi. Dopo la cattura del nobile Sangro duca di Casacalenda, avvenuta a Napoli il 13 gennaio, a fine dello stesso mese la banda Pilone fermò a Boscotrecase la carrozza del marchese Avitabile, direttore del Banco di San Giacomo a Napoli, rapinò il marchese chiedendo un riscatto di ventimila ducati al colono e sequestrò il suo fucile da caccia, i suoi cavalli, e i suoi beni, finendo per intascare in tutto diecimila ducati]. Nel 1864-1865 sulla strada che porta al Vesuvio dal versante di Boscotrecase, si trovò a transitare il corteo con l’allora principe Umberto di Savoia, figlio di Vittorio Emanuele II: l’ex scalpellino e la sua banda fermarono la carrozza spianando le armi e mettendo fuori gioco i pochi soldati che l’affiancavano, spogliarono la compagnia e il principe, rubando abiti, oggetti, soldi, armi e preziosi e li lasciarono tornare indietro. Attraverso quel colpo la banda Pilone sancì l’inizio di una serie di incursioni su tutto il vesuviano e nell’Agro nocerino sarnese. Le settimane che seguirono diedero inizio all’allarme generale di carabinieri, bersaglieri, guardie nazionali di Caserta che scatenarono una vera e propria campagna militare contro la banda di Antonio Cozzolino. I primi a finire dietro le sbarre furono i fedeli fiancheggiatori di Pilone: Raffaele Falanga e Ferdinando Cozzolino, cognato e zio del brigante; seguirono Biagio Panariello, Salvatore Lombardi Zoccolaro, Luigi Auricchio, Ludovico Perugino. Uno dopo l’altro, furono assicurati alle patrie galere tutti coloro che avevano collegamenti con i comitati borbonici di Portici e Napoli. Secondo la legge Pica, emanata nel 1863, per tutte le famiglie che abitavano nei boschi, o che avevano un giovane in “odore” di brigantaggio o un renitente alla leva, era previsto il carcere. E così accadde a Boscoreale, Ottajano e Terzigno. La massiccia caccia all’uomo continuò, tuttavia Cozzolino riuscì più volte a sfuggire alla cattura. In un primo momento l’ex sergente maggiore dei Cacciatori si rifugiò nel Nolano dove si congiunse con la banda di Sabatiello Capuano, originario di Serino. Nel febbraio del 1866, l’ex scalpellinò tentò di dare l’assalto a un treno poco prima che il convoglio entrasse nella stazione di Sarno, tuttavia la spedizione si rivelò un tragico fallimento. La banda fu intercettata e annientata da un drappello della locale Guardia nazionale: due bersaglieri e un carabiniere persero la vita, dei briganti si salvò solo Pilone, nuovamente costretto a ritirarsi.

Real Albergo dei Poveri (Napoli) - Foto di fine 1800

L’assalto di Via Forìa

Infine, resosi conto dell’impossibilità di riformare l’antica banda, Cozzolino decise di imbarcarsi a bordo di un peschereccio che lo portò esule sulle coste del Lazio e da lì raggiunse Roma, dove fu accolto dal suo amato sovrano, Francesco II di Borbone. Quest’ultimo gli procurò un passaporto pontificio ma non bastò a salvare Pilone che successivamente venne rinchiuso nelle carceri pontificie di Tivoli. Il 6 marzo 1869 riguadagnò la libertà e poco prima che finisse l’estate tornò a Napoli, col fine di riprendere la lotta armata contro l’invasore. Da un apporto di Pubblica Sicurezza risulta che il 9 settembre del 1869, la polizia di Napoli fu avvisata dall’informatore boschese Celestino Acampora, che il brigante Cozzolino era tornato nelle campagne di Boscotrecase e di Boscoreale, apparentemente disarmato e tranquillo. Il Vesuvio venne presto circondato da uomini in divisa, tutti allertati per dare la caccia all'inafferabile bandito, d'altra parte, con il dispiegamento delle forze dell'ordine, contrabbando e traffici divennero un'impresa impossibile e fu per questo che per i camorristi la presenza di Pilone si tramutò in un fatto ingombrante e sconveniente: per quanto rispettato fosse quell'uomo - che si era spesso rivelato utile alla "comune battaglia" - non si poté più consentire che, a causa della sua ostinazione, il territorio fosse presidiato, casa per casa, dalle forze dell'ordine. L'unico modo per porre fine allo stadio d'assedio che rovinava i negozi, era eliminare Pilone: la sua semplice cattura avrebbe dato il via ad un processo che avrebbe trascinato nel baratro confidenti e sospetti. Frattanto Il brigante riuscì a sottrarsi per quasi un anno alla caccia di soldati e carabinieri, fino al momento in cui il 20 settembre 1870 i bersaglieri entrarono a Roma, decretando la fine dello Stato pontificio: la città eterna era caduta. Allora non solo lo status di compromesso politico che aveva Pilone divenne inutilizzabile, ma improvvisamente vennero a mancare gli aiuti finanziari ricevuti in tutti quegli anni da Francesco II. Pertanto, in seguito ad un accordo tra notabili e camorristi della "Bella Società", successe che a Napoli, il 14 ottobre del 1870, Salvatore Giordano, vecchio compagno di scorribande di Cozzolino scelto dai suddetti per trascinare il brigante in trappola, tradì quest’ultimo accompagnandolo in Via Forìa, dove lo aspettavano quindici poliziotti, precisamente lungo il tratto di strada compreso tra il Real Albergo dei Poveri e l’Orto Botanico. Pilone fu ucciso dall’appuntato Generoso Zicchelli che gli affondò una lama nel petto, e fu poi pugnalato e preso a calci dalle forze dell’ordine restanti.

Brigantaggio: eroi popolari o volgari malfattori?

La gazzetta piemontese, alla data del 16 ottobre 1870, riportò così l’avvenimento della cattura di Antonio Cozzolino:

«Togliamo dal Roma di Napoli del 14, i seguenti particolari: il famigerato Pilone sfuggito alle persecuzioni cui era fatto segno nel tenimento di Torre Annunziata, era rifugiato in Napoli e voleva continuarvi le sue gesta. La questura venuta in cognizione che stamane doveva perpetrare un ricatto verso l’Albergo dei poveri, ha inviato il delegato Petrillo con alcune guardie in borghese per sorprenderlo. Infatti alle 9 e dieci minuti, nella strada Forìa, e proprio alla fine dell’Orto Botanico, gli agenti della forza pubblica, dai connotati che avevano, hanno riconosciuto il brigante, ed avvicinandosi gli hanno intimato l’arresto. Pilone, armato, ha cominciato a difendersi con un nodoso bastone producendo delle contusione al delegato Petrillo ed alla guardia Mazzella, poi armatosi di un pugnale, si è scagliato sulla guardia Zicchelli che più lesto gli ha tirato un colpo al cuore e lo ha ucciso all’istante. Il cadavere trasportato nella Questura è stato veduto da molto popolo accorso alla notizia. Il Pilone era vestito decentemente ed aveva un occhiale bleu col quale cercava non farsi conoscere.»

Ancora oggi, quando si parla del fenomeno del brigantaggio, non si sa se chiamare personaggi come Pilone "eroi" in lotta per i propri diritti e un futuro migliore o se si trattò di semplici criminali che rapinarono i signorotti dell’epoca e sparsero sangue e violenza. A partire dal 1865, periodo in cui la repressione dei militari era quasi giunta al suo termine, il fenomeno del brigantaggio finì per distaccarsi sia dalle interferenze politiche che dalla lotta contadina, assumendo manifestazioni sempre più sporadiche. La questione del brigantaggio postunitario è tutt’ora priva di un’indagine che accolga tutti i punti di vista - siano essi liberali, legittimisti o briganteschi – e che faccia ordine sul confuso e complesso mosaico delle cause che ne hanno determinato l’inizio con un apparente aspetto di delinquenza.

Pilone, il sergente borbonico Antonio Cozzolino: la vera storia" di Michele Iorio.

 http://www.lospeaker.it/pilone-il-sergente-borbonico-antonio-cozzolino-la-vera-storia/

 




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DIARI
11 luglio 2015
Al Ministro dell'Ambiente GL Galletti
           

Comunicato stampa del 10/07/2015

C’è chi propone di interrarle in discariche protette e chi incenerirle ma non nel proprio territorio perché troppo inquinato. Magari inquinando quello del vicino.

Un po’ per ciascuno non fa male….

Soprattutto i tanti prof. campani si sgolano a spiegare che quelle “balle” oramai non fanno più paura perche mummificate, dimenticando che due inchieste della Procura di S M Capua Vetere e Nola, attraverso il deposito di consulenze tecniche indipendenti, e queste sì di altro profilo scientifico, hanno dimostrato inconfutabilmente come quelle “balle” prese a campione contenessero rifiuti tal quale, pneumatici, contenitori di solventi e acidi, pile al mercurio, scarti della lavorazione dei pellami e finanche medicinali di diverso tipo e fibre di amianto.

Nel tavolo di Partenariato per il Piano regionale per le bonifiche prodotto quattro fa, a cui eravamo presenti con poche altre associazioni purtroppo (poi a chiacchiere in tanti rivendicano Aarhus) avevamo lanciato l’idea che per la “monnezza imballata” (eco balle ??), poiché costituiva start up in quanto non c’era di paragonabile al mondo (solo le istituzioni campane del tempo e i loro consulenti universitari potevano inventare un deposito a garanzia di quel tipo per banche e finanziatori dell’incenerimento), aveva bisogno di una soluzione al suo trattamento che provenisse dai migliori istituti di ricerca al mondo sulle tecnologie sostenibili per l’ambiente. Avevamo proposto, già in precedenza all’Assessore Ganapini, nel 2008, in quanto referente europeo, di promuovere e finanziare un bando internazionale che in sei mesi producesse progetti dai più importanti istituti di ricerca del mondo, che operano nel campo della salvaguardia ambientale, che soddisfacessero i criteri di sostenibilità, salvaguardia e economicità e venissero vagliati da una commissione composta da rappresentanti delle istituzioni, ricercatori e cittadinanza attiva per la scelta del progetto finale che superasse ogni proposta di incenerimento. Proposta, ovviamente, come tante altre prodotte dalle varie associazioni di cittadinanza attiva, rimasta nelle buone intenzioni di farla riemergere in sede di discussione in Consiglio da parte di qualche Consigliere regionale maggiormente sensibile, ma la Giunta Regionale a cui compete la gestione delle aree previste dal Piano regionale di bonifiche ha pensato bene di inserirlo nell’attuale Piano RSU e ha dato il via al bando di gara per un inceneritore dedicato, quello previsto a Giugliano, appunto.

Nel frattempo Napoli e piazza del Plebiscito è stata attraversata dal #fiumeinpiena dei 100 mila cittadini che, tra l’altro, chiedevano con forza un nuovo e più sostenibile Piano regionale dei RSU.

Successivamente incontrammo  il Ministro Orlando che aprì ad una disponibilità a discutere di una soluzione allo smaltimento delle “balle di monnezza” con gli stakeholder territoriali avvalendosi di istituti italiani Enea, Cnr e Ispra, che sono poi quelli che sostanzialmente hanno dato copertura tecnica al Piano regionale Rifiuti Urbani e a quello per gli Speciali in Campania con le conseguenti infrazioni Ue, non dimenticando che tante sono le procedure comminate all’Italia per incapacità gestionale del settore,  che pesano e peseranno sulle tasche della collettività.

Oggi leggiamo di una proposta del Ministro dell’Ambiente G L Galletti per soluzioni che tenga conto di “eliminazione dei pericoli per l'ambiente, contenimento dei tempi dello smaltimento e messa in sicurezza per contenere la penalità, minimizzazione dei costi e accettabilità sociale della scelta, operata in condivisione con la Regione”.

E dopo un anno di lavoro di una commissione di super esperti c/o il Ministero, avanza tre proposte di soluzione:

1 - realizzazione di un impianto di incenerimento dedicato nel comune di Giugliano che richiede tre anni per la costruzione dell'impianto e circa 14 anni, fino al 2033, per il completo smaltimento delle eco balle;

2 - smaltimento presso impianti di termovalorizzazione, esistenti in Italia e all'estero, con un costo di circa 800 milioni di euro (??) e una durata di circa dieci anni;

3 - diversificare la soluzioni in rapporto alla volumetria dei siti di stoccaggio. Per il più grande messa in sicurezza permanente dei rifiuti trasformandolo in una discarica a norma, con impermeabilizzazione della falda, captazione del biogas prodotto e copertura delle “eco balle” con strutture definitive e destinato sia per scopi sociali che per la produzione di energie rinnovabili. Per i rimanenti, dovrebbe avviarsi l’incenerimento con recupero energetico come da normativa dettata dall'articolo 35 dello ‘sblocca Italia’ con un costo complessivo di circa 280 milioni di euro e un tempo di realizzazione di circa tre anni”.

“Total burn”, direbbe l’Agenzia Eu per l’Ambiente, o al massimo una discarica tal quale. Entrambe soluzioni contrarie alla Direttiva UE e al principio del ciclo integrato.

Ma non può sfuggire a chi si interessa dell’argomento l’approssimazione delle proposte, corredata da inesattezze tecniche che si spera amplificate dalla sintesi giornalistica, in attesa di essere verificate nello specifico dal verbale delle dichiarazioni del Ministro al Parlamento.

E proprio quando il Parlamento Eu approva la risoluzione di moratoria per l’incenerimento e l’eliminazione delle discariche entro il 2020.

Non solo, violando persino la direttiva poi resa materia legislativa dallo stesso Ministero per l’obbligo del pre trattamento finalizzato al conferimento in discarica.

Nel frattempo è nata la Città Metropolitana a guida del Sindaco di Napoli, città che ha aderito al protocollo verso #rifiutizero 2020.

C’è un Comune, Giugliano appunto,  che ha superato la fase commissariale dotandosi di un Sindaco pienamente legittimato dal voto popolare che, come dichiarato nel suo programma, mai consentirà sul suo territorio la costruzione di un impianto di incenerimento di rifiuti.

E dulcis in fundo, proprio ieri si è insediata una Giunta Regionale che sulle questioni Rifiuti ha declinato un programma di revisione del PRRSU contrario ad ogni ipotesi di nuovi inceneritori e discariche.

E che dire delle manifestazioni (proprio oggi invitiamo il Ministro a Parma) che in tutta Italia chiedono con forza di cambiare rotta verso una gestione degli scarti post consumo più sostenibile e rispettosa dei territori e orientata alla #circulareconomy che guarda alla Cop21 di Parigi più che a procedure del secolo scorso.

E finanche la garbata polemica aperta col Presidente del CNR prof. Nicolais è servita per un confronto successivo, vis a vis, su tecnologie che, pur da tempo presenti, a suo dire, in strutture di ricerca, non trovassero adeguata applicazione alle problematiche del settore, convenendo che innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale fossero imprescindibili.

Ecco perché noi vorremmo sommessamente insistere sulla quarta soluzione, inespressa dal Ministro, mi auguro per mancato approfondimento, avendola già presentata al suo predecessore Orlando, alla Giunta regionale precedente ed elaborate  e consegnate con le relative risultanze alla Commissione Potocnik, , quando l’expertise di Zero Waste Europe fece per loro l'audit sul Piano Regionale coinvolgendo l’Arcadis di Bruxelles su indicazione dell'Agenzia europea dell'Ambiente in audizione sulla procedura d’infrazione EU per la vergognosa gestione del ciclo dei rifiuti in Campania.

La proposta prende abbrivio tre anni fa dal rendere operativo da subito, tra i vari progetti in campo, quello che sul piano delle B.A.T. garantisce la migliore gestione in loco del processo di smaltimento ( con impianti modulabili, riadattabili e riutilizzabili in contesti differenti)  in termini di costi, sostenibilità ambientale e indotto occupazionale nel rispetto di un territorio già profondamente segnato da incuria e degrado ambientale.

Cioè nel segno delle premesse che il Ministro Galletti ha indicato appena ieri, e dopo un anno di commissioni di esperti, al Parlamento.

E’ un progetto industriale che prevede di processare le “balle” attraverso gli STIR trasformati in "Fabbriche dei Materiali" in situ  (il che potrebbe risolvere il problema in 8 anni) anziché fare l'inceneritore a Giugliano o spedirle su e giù per l’Italia e l’Europa a bruciare cose che normativamente non possono essere bruciate, se non previa caratterizzazione.

In tal senso la realizzazione dei distretti MRBT (Material Recovery Biological Treatment) come proposta strategica per il trattamento del RUR risponde coerentemente al rispetto della Direttiva Discariche 99/31 (obbligo di pretrattamento) che stiamo sostenendo e proponendo e in parte contribuendo a realizzare  in molti territori e che come alternativa all'incenerimento risponderebbe, meglio e più, ai requisiti indicati in premessa dal Ministro (meno gas serra, meno rischi per la salute, incentivazione occupazionale, controllo in entrata, economicità, ecc.).

Ma soprattutto lavorando sul “recupero dei materiali” più che mai preziosi per la scarsità di materie prime e per la nostra impoverita economia manifatturiera.

Se tale impiantistica si avvalora del progetto della “Civiltà del Sole” utilizzando copertura in fotovoltaico, si riduce fino ad azzerarlo, il costo energetico.

Ed ecco perchè non ci appassionano quelle proposte che spostano su altre popolazioni la soluzione, sprecando risorse preziose e gravando altre comunità dei residui dell’incenerimento.

Infine, nelle more di scelte che non possono in alcun modo prescindere da un confronto di partecipazione collettiva con i territori di competenza, ai sensi di Aarhus, dal Partenariato all’ Agenda 21, ci permettiamo insistere sulla proposta formulata, convinti che non basta l’esperienza italiana, ma occorre aprirsi al mondo del sapere globalizzato ( basterebbe un bando internazionale in 6 mesi) per trovare la migliore soluzione compatibile con il disastro prodotto in Campania dalla sciatteria e dall’incompetenza delle sue istituzioni come certificato dalla Corte di Giustizia Europea.

Noi faremo fino in fondo, responsabilmente, la nostra parte.

 

Franco Matrone

Zero Waste/Rifiuti Zero  Italy




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DIARI
11 luglio 2015
Oltre il concetto di Rifiuti Zero. L'Economia circolare. Convegno del M5S a Bruxelles

Tanta Zero Waste Campania al Parlamento EU per

Beyond The Zero Waste Concept The Circular Economy Brusselles 1 luglio 2015

https://www.youtube.com/watch?v=atzbdme9R8Y

 

http://youtu.be/ftzkZuy8xyQ




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DIARI
11 luglio 2015
Le corresponsabilità dell'Europa nel genocidio di Srebrenica

           

Srebrenica, Olanda condannata. Per l’Aja: “I caschi blu complici del genocidio”

Secondo il tribunale internazionale, le Nazioni Unite avrebbero dovuto proteggere i musulmani massacrati durante la guerra dell'ex Jugoslavia. Una sentenza emessa dopo che i parenti delle vittime avevano fatto causa al compound olandese

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L’Olanda è responsabile del massacro di Srebrenica. A dirlo è la giustizia dell’Aja, che ha riconosciuto lo stato civilmente colpevole per la morte dei musulmani uccisi a Srebrenica, in Bosnia, durante la guerra dell’ex Jugoslavia. Per il giudice l’Olanda “è responsabile della perdita subita dai familiari dei deportati dai serbo-bosniaci dal Dutchbat a Potocari  nel pomeriggio del 13 luglio 1995” perché i caschi blu avrebbero dovuto proteggerli. Una sentenza emessa dopo che i parenti delle vittime avevano fatto causa al compound olandese, sostenendo di non aver aiutato i musulmani che avrebbero dovuto trovarsi sotto la tutela delle Nazioni Unite.

La sentenza è avvenuta pochi giorni dopo il 19esimo anniversario della strage considerata il peggior crimine di guerra commesso in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Una cerimonia solenne è stata celebrata domenica nella città della Bosnia ed Erzegovina orientale, insieme al funerale delle 175 vittime identificate di recente, che si aggiungono alle 6mila cui fino ad adesso è stata data identità. Più di 20mila persone si sono riunite al Potocari Memorial Center, ad alcuni chilometri da Srebrenica, per ricordare gli oltre 8mila musulmani che furono massacrati.

Secondo le stime ufficiali, 8.372 uomini e ragazzi musulmani vennero uccisi a Srebrenica, un’enclave protetta dalle Nazioni unite e assediata dalle forze serbo bosniache del generale Ratko Mladic durante la guerra degli anni ’90. I caschi blu non opposero nessuna resistenza quando i serbi entrarono nella città l’11 luglio del 1995, separando gli uomini dalle donne e dai bambini. Ad oggi, non è ancora stato completato il recupero dei resti delle vittime dalle fosse comuni. Il lavoro è reso più complicato dal fatto che molti dei responsabili della strage spostarono i corpi in altre fosse per nascondere le prove dei reati commessi. In altri casi, sempre per insabbiare il genocidio, i resti di una stessa persona sono stati divisi in diverse fosse comuni, a volte molto distanti l’una dall’altra. “Queste persone sono state vittime di un nazionalismo mostruoso“, ha dichiarato il sindaco di Srebrenica, Camil Durakovic, durante l’ultimo anniversario del massacro.


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DIARI
10 luglio 2015
I Major's USA verso Rifiuti Zero...e in Italy ???
           

Conferenza dei sindaci degli USA redige un documento a favore di Zero Waste

U.S. Mayor Newspaper

In support of Municipal Zero Waste Principles and a Hierarchy of Materials Management

WHEREAS, solid waste management is one of those most basic of services that a city must provide to its residents, and cities and local government entities exclusively bear the operational and financial burdens of sustainable municipal solid waste management; and

WHEREAS, The United States Conference of Mayors has a long history of supporting the principles of sustainable waste management and of endorsing programs and initiatives that promote them; and

WHEREAS, examples of this support include a host of policy resolutions adopted by The United States Conference of Mayors, particularly over the past 25 years, including resolutions in 1990, 1993 and again in 2005 supporting comprehensive solid waste management; 1993 and 1994 resolutions supporting composting; a 1997 resolution in support of Recycling at Work; resolutions in 1994 and 2000 supporting shared manufacturer responsibility for waste reduction; resolutions in 2010 endorsing Extended Producer Responsibility for Products and “Closing the Recycling Loop – Affirmative Sustainable Procurement Program;” a 2012 resolution supporting Extended Producer Responsibility for Mattresses; and a 2014 resolution supporting the Donation of Used Goods to Legitimate Local Nonprofits as a Means of Contributing to Local Economies and Diverting Items from Landfills; and

WHEREAS, while progress has been made, today the United States as a whole still generates an estimated 251 million tons of municipal solid waste (MSW) each year, recovering only 87 million tons, or 34% of that amount, through recycling and composting – a mere fraction of the recyclable/compostable amount; and

WHEREAS, the majority of MSW – 135 million tons in 2012 – ends up in landfills, generating significant amounts, as it decomposes, of methane – the second most prevalent greenhouse gas in the United States – among other adverse environmental impacts; and

WHEREAS, Increasing the amount of MSW recycled and/or composted could create hundreds of thousands of jobs and contribute billions to the economy; and

WHEREAS, the energy intensity of extracting virgin materials for product manufacturing is an order of magnitude higher than that of recovering the same material through recycling – to wit, it takes 10.4 million Btu to manufacture products from a ton of recyclables, compared to 23.3 million Btu for virgin materials; and

WHEREAS, additional concerns arise from the inefficient routing of waste, and in some cases the long-hauling of waste for low-value disposal methods – which result in increased energy use, greater emissions and increased road and traffic impacts; and

WHEREAS, the concept of zero waste goes beyond recycling and composting at the end of a product’s life cycle, to encompass the entire life cycle of a product, beginning with product design, and envisioning the use and management of materials in ways that preserve value, minimize environmental impacts, and conserve natural resources; and

WHEREAS, materials management through zero waste can begin to shift the fiscal burden of waste and empower industry to embrace resource responsibility by rewarding stewardship through purchasing and economic development incentives; and

WHEREAS, while cities and other local and regional government entities across the country have adopted a variety of ambitious plans and strategies aimed at increasing diversion rates, there is no one set of universally adopted principles or guidelines that guides the development of these plans and strategies; and

WHEREAS, furthermore, while cities and local government entities bear the operational and financial burden of sustainable municipal solid waste management, in many instances state and federal legislative actions can significantly enhance cities’ abilities to work successfully toward zero waste; and

WHEREAS, while industry and the federal government have variously defined and categorized zero waste strategies, it behooves the nation’s cities, with primary responsibility for waste management, to devise a definition that encourages shared fiscal responsibility and legislative innovations,

NOW, THEREFORE BE IT RESOLVED, that The United States Conference of Mayors adopts a definition of Zero Waste, and set of Zero Waste principles, that recognizes a Hierarchy of Material Management as follows:

 

  • Extended Producer Responsibility and Product Redesign
  • Reduce Waste, Toxicity, Consumption, and Packaging
  • Repair, Reuse and Donate
  • Recycle
  • Compost
  • Down Cycle and Beneficial Reuse
  • Waste-Based Energy as disposal
  • Landfill Waste as disposal, and

BE IT FURTHER RESOLVED, that The United States Conference of Mayors calls upon the federal and state governments to recognize the rights of local governments to enact ordinances that support strategies to reduce waste in their local communities, as part of a comprehensive zero waste strategy; and

BE IT FURTHER RESOLVED, that The United States Conference of Mayors actively supports a system where producers minimize waste during product design and take responsibility for the reuse and/or recycling of these used products; and

BE IT FURTHER RESOLVED, that The United States Conference of Mayors calls upon the various partners in the food industry to work with the federal government and other stakeholders to minimize food waste through education about food expiration dates and other strategies; and

BE IT FURTHER RESOLVED, that The United States Conference of Mayors calls upon Congress and the Administration to design tax incentives, legislative and other strategies that incentivize the use of recycled over virgin materials in the manufacture of products and product packaging, as well as the local handling and management of solid waste; and

BE IT FURTHER RESOLVED, that The United States Conference of Mayors encourages cities that have not already done so to work toward the adoption a similar set of zero waste principles in their own communities.




permalink | inviato da FrancoM il 10/7/2015 alle 18:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
DIARI
27 giugno 2015
A Boscotrecase il 5 luglio la VI ed. di #balconeinfiore

  

 

 

 

 

 

 

 

           

 

 

 

 

 

 

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permalink | inviato da FrancoM il 27/6/2015 alle 0:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
DIARI
23 giugno 2015
Del Giudice nuovo assessore Ambiente e vice Sindaco di Napoli

A Napoli ex nominato da @deMagistris viceSindaco e assessore Ambiente al posto di @TommasoSodano! Auguri da

 

 

 


 

  

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permalink | inviato da FrancoM il 23/6/2015 alle 16:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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