“Non si vive invano ai piedi di un vulcano” Jorge Pilar vesuvionline | Il Cannocchiale blog
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vesuvionline
Notizie, aggiornamenti e liberi pensieri di vita sociale, politica e ambientale dal Parco nazionale del Vesuvio

 

Fine dell'  ecocidio

Facciamo sì che la distruzione ambientale

diventi un crimine.

Unisciti al movimento e fai sentire la tua voce!

Un'iniziativa dei cittadini europei ha potere giuridico,i politici non possono più ignorarci!
1 Milione di firme per il nostro futuro

"la legalità è la premessa assoluta della democrazia" 

"Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono.Poi vinci!"
Mahatma Gandhi

In uno stato democratico i cittadini hanno diritto
ad esprimere le proprie opinioni dove vogliono.
Anche su internet. 

 

 Utente: Alessandro74
Nome: FrancoM

Sono uno in mezzo ai tanti.

Uno che pensa e quindi esiste.

 Sono quello che sono, imperfetto e migliorabile.

Sono uno che sa di non sapere.
 

Adesso una Italia nuova
...YES, WE CAN...
Si può fare

 

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 foto

 

NOI CI IMPEGNIAMO

Ci impegniamo noi

e non gli altri

unicamente noi

e non gli altri,

né chi sta in alto

né chi sta in basso,

né chi crede

né chi non crede.

Ci impegniamo senza pretendere

che altri s'impegnino,

con noi o per suo conto,

come noi o in altro modo.

Ci impegniamo senza giudicare

chi non s'impegna,

senza accusare chi non s'impegna,

senza condannare chi non s'impegna,

senza disimpegnarci

perché altri non s'impegna.

Ci impegniamo perché

non potremmo non impegnarci.

 
 

Chi lotta sa di poter perdere

chi non lotta ha già perso

 

 

Solo in Campania, posto che nelle altre regioni vige il divieto assoluto, (con il decreto n. 90) sarà possibile smaltire in discarica un rifiuto normativamente considerato pericoloso in qualsiasi paese europeo.
75 Magistrati
della Procura Generale di Napoli (documento inviato al Consiglio Superiore della Magistratura nel giugno 2008)


Questo è un Urban Blog!
Boscotrecase e Area Vesuviana


 

 Firma contro i corrotti

aiutaci
 
"Signor Abate, detesto quello che scrivete, ma darei la vita per permettervi di continuare a scrivere"  
François-Marie Arouet (per gli amici e gli svizzeri Voltaire 1754) 

Dovete ritrovare il coraggio di indignarvi di fronte alla negazione dei diritti che vi competono
mons. Depalma Vescovo di Nola


"Il male non sta solo nell'atto di compiere il male, sta nel non prendere posizione contro il male"
Oriana Fallaci.

 "Chiunque, da solo, si accinge oggi a spostare le montagne dell'indifferenza, se non dell'odio e della violenza, ha un compito immane. Ma ciò che è impossibile a milioni di uomini isolati e divisi, pare diventi possibile a gente che ha fatto della fraternità universale il movente essenziale della vita.”
Chiara Lubich - Parlamento europeo, 1998

"Se vuoi la Pace custodisci il Creato

e difendi i diritti e i beni comuni di ogni uomo".

 

 « Ogni giorno di più mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede nell'amore che non abbiamo donato. L'amore che doniamo è la sola ricchezza che conserveremo per l'eternità »
Gustavo Rol

Cercate l'amico sempre nelle ore di vita, lui può colmare ogni vostro bisogno,
ma non il vostro nulla.

K. Gilbran 

lo sdegno per la realtà delle cose è il coraggio di cambiarle
Sant'Agostino

"Lasciatemi dire che è anche un po' colpa nostra se c'è qualche politico, più di un politico, che non fa il proprio dovere o, peggio ancora, fa qualcos'altro"
Francesco Fortugno

" La mafia non è affatto invincibile.
E' un fatto umano, e come tutti i fatti
umani ha avuto un inizio e avrà anche
una fine.
Piuttosto bisogna rendersi conto
che è un fenomeno
terribilmente serio,
molto grave,
e che si può vincere
non pretendendo l'eroismo
da inerti cittadini, ma impegnando
in questa battaglia tutte le forze
migliori delle istituzioni.."

Giovanni Falcone

"E' naturale avere paura,

l'importante è che sia accompagnata dal coraggio"

paolo borsellino 

Il fatto è che loro sono forti della nostra paura.

Nel momento in cui noi non abbiamo più paura ,

loro sono poca cosa.

Silvana Fucito

Il saggio sa di essere stupido,
è lo stupido invece che crede di essere saggio 
William Shakespeare


Si è sempre meridionali di qualcun'altro

 

Se i genitori hanno fallito che siano i figli ad educare i padri;

se la vecchia scuola ha mancato che siano gli alunni a formare i
docenti distratti o cinici o indifferenti;

se la politica ha mostrato il suo volto
peggiore che siano i cittadini a ricordare ai politici che sono loro ad essere al servizio della gente e non viceversa!

                                                            

                                  prof. Felicio Izzo


"La democrazia è il governo del popolo, dal popolo, per il popolo"
Abramo Lincol


La vecchiaia è come un conto in banca.
Prelevi da ciò che hai accumulato.
Date di più. Aspettatevi di meno. 


Aiuta gli altri ad aiutare se stessi.
Rita Levi-Montalcini

 

Gli uomini sbagliano e comunque, quando lo fanno, subiscono sempre le conseguenze dei loro errori. L’arte invece è sempre al di sopra di tutte le bassezze umane, infatti risorge prepotentemente da tutte le ceneri.
musicaepolitica

Quando imparermo ad osservare senza emettere giudizi, sarà un gran giorno per la nostra intelligenza.
Sale nel mondo

 "Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità"
Joseph Pulitzer (1911)


"Val sempre la pena di fare una domanda, ma non sempre di darle una risposta"
(Oscar Wilde)

"Non c'è nulla di male a essere ultimi, se lo si è con dignità"
(Zdenek Zeman)



"Non serve trovare un posto in una società ma costruire una società nella quale valga la pena di trovare un posto" 


 A combatter con il fango...
che si vinca o che si perda,
sempre ci si infanga.
 
 

«… Noi sappiamo che la Terra non appartiene …»

all’uomo, è l’uomo che appartiene alla Terra.

Questo sappiamo.

Tutte le cose sono collegate

come il sangue che unisce una famiglia.

Tutto è connesso.

Quello che accade alla Terra,

accade ai figli della Terra.

L'uomo non ha tessuto la trama della vita,

in essa non è che un filo.

Qualsiasi cosa che egli faccia alla trama…

la fa a sé stesso

Risposta del Capo Indiano Seattle

al Presidente Americano nel 1854

 

Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri.
I tuoi pensieri diventano le tue parole.
Le tue parole diventano le tue azioni.
Le tue azioni diventano le tue abitudini.
Le tue abitudini diventano i tuoi valori.
I tuoi valori diventano il tuo destino.
Mahatma GANDHI

Ama tutti
Ama ogni giorno
Ama per primo
Chiara Lubich


La libertà è innanzitutto un dovere,
prima che un diritto
Oriana Fallaci

"Nessuna violenza sui bambini è giustificabile, tutte le violenze sui bambini possono essere evitate. Il grado di civiltà di un Paese si misura in base all'attenzione che dedica ai suoi bambini".
Walter Veltroni


"il miglio rifiuto è quello che non è prodotto"
W. Sacks

Una stampa cinica e mercenaria
 prima o poi
creerà un pubblico ignobile.
Joseph Pulitzer

Non avere amici che non siano simili a te stesso; se sbagli, non aver paura di correggerti.Non mi dispiace di non essere conosciuto dagli uomini, mi dispiace di non conoscerli.
Confucio

La legalità non si predica, si pratica 

Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile.
Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. 
Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo.
 
Aldo Moro alla moglie Eleonora

La Pace prima che traguardo, è cammino, cammino in salita.
don Tonino Bello

Uno stato che attua la pena di morte
è uno stato che non insegna
che uccidere è sbagliato!
nelson mandela

"...Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo chiude la borsa
e c'è il sospetto che sia triviale l'affanno e l'ansimo dopo una corsa,
l'ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami vita."
il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni
el Che

l`uomo saggio è colui che sa di non sapere..
filosofia Zen

"Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinunzino all'azione"  Edmund Burke

"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"

"Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere,qualunque sia il sacrificio da sopportare,costi quel che costi,perche' in cio' sta l'essenza della dignita' umana"
Giovanni Falcone 

per cambiare il mondo basta anche una sola persona,
basta che non sia una persona sola
Mario Adinolfi

Molto ho imparato dai miei maestri, altro dai miei colleghi
e moltissimo dai miei allievi.
 [dal “Talmud”]
   

"Un idiota in un posto importante e' come un uomo in cima a una montagna: tutto gli sembra piccolo e lui sembra piccolo a tutti"
(Match)

"La somma dell'intelligenza sulla Terra e' costante; la popolazione e' in aumento"
(Cole)

”Noi abbiamo combattuto per quelli che c’erano,
per quelli che non c’erano e anche per chi era contro…”
Arrigo Boldrini (medaglia d’oro per la Resistenza) 

Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia
commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo
Ernesto Che Guevara

"Se un uomo non è disponibile a correre qualche rischio per le proprie idee,
o le sue idee non valgono nulla
o è lui che non vale nulla"
(Ezra Pound)

“I deboli non combattono,
quelli più forti lottano per un’ora,
quelli ancora più forti lottano per molti anni,
ma quelli fortissimi lottano per tutta la vita.
Costoro sono indispensabili”

B. Brecht



“Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato
quando l'ultimo albero sarà abbattuto
quando l'ultimo animale sarà ucciso
solo allora capirete che il denaro non si mangia."
Profezia Creek

Quando la metà del mondo guarda in tv

l´altra metà che muore di fame,
la civiltà è giunta alla fine.

James Wolfensohn
già presidente della Banca Mondiale
 


 Essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza,

anche quando ilmare è cattivo e il

cielo si è stancato di essere azzurro.

Bob Dylan



Se sei triste e vorresti morire, pensa a chi sa di morire e vorrebbe vivere.    
Jim Morrison

"La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica

è quella di essere governati da uomini malvagi"

Socrate

 

È necessario cercare il giusto equilibrio tra
il rispetto della propria identità e il riconoscimento di quella altrui.
 
 Papa Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla)

 

"Dio, tu che hai posto un limite all'intelligenza dell'uomo, perchè non hai posto un limite alche alla sua idiozia?"
 

(John Fitzgerald Kennedy)
 

 "L'utopia è come l'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare".

Eduardo Galeano

 

 

„Non possiamo più ignorare e sottrarci al dibattito politico, dimenticare l’urgenza di una

riappropriazione delle sfide democratiche, «facendo come se» l’impegno civile e

responsabile fosse una faccenda riservata agli eletti“

 

 "Non dimenticare che nei periodi più bui, un piccolo numero di donne, di uomini, di giovani e perfino di bambini sparsi sulla terra, sono stati capaci di cambiare il mondo”  Frére Roger Schutz

Se in tutta questa guerra disonesta dobbiamo perdere anche il gusto del bello, allora il barbaro ha già vinto   Trevanian - "Shibumi. Il ritorno delle gru. L'etica dell'assassino perfetto"

"Alla fine, proteggeremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che capiamo, e capiremo solo ciò che ci viene insegnato"    Baba Dioum, ambientalista senegalese

Può darsi non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla Martin Luter King

DIARI
27 giugno 2015
A Boscotrecase il 5 luglio la VI ed. di #balconeinfiore

  

 

 

 

 

 

 

 

           

 

 

 

 

 

 

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DIARI
23 giugno 2015
Del Giudice nuovo assessore Ambiente e vice Sindaco di Napoli

A Napoli ex nominato da @deMagistris viceSindaco e assessore Ambiente al posto di @TommasoSodano! Auguri da

 

 

 


 

  

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DIARI
20 giugno 2015
#summaecologia

"bisogna imparare il valore proprio di ogni creatura;il senso umano dell’ecologia e un nuovo stiledivita"


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DIARI
18 giugno 2015
Una riflessione di Saviano da condividere
           

Ma non ci dicevano che sulla Terra dei Fuochi esageravamo?

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A Calvi Risorta, in provincia di Caserta, nella cava ex Pozzi Ginori si sta scavando da giorni. Dalla superficie fino a nove metri e più di profondità, emergono rifiuti di ogni genere e color e ci sono materiali che si infiammano quando, scoperti, entrano a contatto con l’ossigeno dell’aria.

A scavare sono gli uomini del Corpo forestale su mandato della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che ipotizza il reato di disastro ambientale. Per il comandante regionale del Corpo Forestale Sergio Costa, siamo davanti alla più grande discarica di rifiuti tossici d’Europa: 2 milioni di metri cubi su 25 ettari di terreno contaminato.

A dare informazioni alla Procura, un anno fa, era stato un giornalista locale, Salvatore Minieri, che ha seguito altre inchieste sulle ecomafie in Campania, il cui lavoro ha consentito l’avvio delle indagini.

Là sotto c’è davvero di tutto, compresi fusti di vernice con i nomi delle ditte produttrici, contenitori con etichette che indicano la presenza di politilene/riblene. Alcuni vengono dalla Francia. Altri devono ancora essere classificati.

Eppure ci si dice sempre di essere prudenti. Eppure vengono sempre diffusi dati rassicuranti a fronte di un'emergenza ormai fuori controllo. L’invito alla cautela era arrivato direttamente dal ministro alla salute Beatrice Lorenzin secondo la quale la connessione diretta tra inquinamento da rifiuti tossici e incidenza del cancro nella popolazione dell’area non poteva essere dimostrato, invocando il rigetto di ogni “facile allarmismo”.

Mi chiedo quando arriverà il tempo dell’allarme, se non è bastato lo studio dell’ISS che rivela un eccesso di mortalità rispetto al resto della regione del 4-6 percento in provincia di Caserta e un tasso di ricoveri per tumori nel primo anno di età superiore del 68 percento, a far partire delle ricerche puntuali su queste connessioni.

Ci dicevano che stavamo esagerando e soprattutto, con un’affermazione che considero un insulto, che le malattie dipendono dalla cattiva alimentazione.

#Noncopriteildisastro urlano adesso i cittadini del comitato dell’Agro Caleno che sabato hanno previsto una manifestazione per contrastare il progetto che vorrebbe una centrale a biomasse proprio qui, in quest’area che adesso vomita fuori lo schifo accumulato in oltre trent’anni di malaffare.

Ora le procure hanno uno strumento, la legge sui reati ambientali. Il disastro ambientale è punito con il carcere da 5 a 15 anni. L’inquinamento ambientale prevede pene da 2 a 6 anni con multe da 10 mila a 100 mila euro. Sono previste aggravanti in caso di lesioni o morte di una o più persone, da 2 anni e 6 mesi fino a 7 anni, per lesioni che comportino più di 20 giorni di malattia; pene detentive da 3 a 8 anni per lesioni gravi e da 4 a 9 anni per lesioni gravissime. In caso di morte si rischia il carcere da 5 a 10 anni.

La politica non fermi la propria indignazione, la politica non tema di "esagerare".




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DIARI
18 giugno 2015
A Salerno si parla di Ambiente e Salute






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DIARI
17 giugno 2015
La storia di Chiara Vigo, la signora del "filo d'acqua"

Chiara Vigo, la Signora del bisso marino approda a Sorrento

 
Unico Maestro al mondo
 

 

Chiara Vigo, la Signora del «filo d’acqua», è una donna dal viso fiero e antico di Grande Madre mediterranea. Quasi una speciale Mater Matuta dei nostri giorni, che conserva nel fuoco degli occhi e nella maestria delle mani una sapienza (e un’energia) arcaica, tramandata nella sua famiglia da trenta generazioni in modo iniziatico, medianico, velatamente sciamanico. Perché Chiara Vigo, 60 anni, sarda, due figlie, è l’unico Maestro riconosciuto, rimasto al mondo e depositario dei segreti del rito tradizionale della plurimillenaria raccolta e lavorazione del bisso marino: una sorta di impalpabile e cangiante «seta» mediterranea, pressoché impercettibile al tatto e ricavata dai filamenti secreti da un raro e grande mollusco bivalve, la Pinna Nobilis (nota come «nacchera»), protetta dal 1992 dall’Unione Europea perché in via di estinzione.

Una fibra naturale, per capirci, che oltre a vestire più di settemila anni fa sovrani, sacerdoti e poi personaggi biblici della valle mesopotamica, è anche la materia iridescente del tessuto di bisso marino della Veronica («vera icona»), conservata nel santuario abruzzese di Manoppello e che reca sorprendentemente impresso, a colori e a grandezza   naturale, il volto del Cristo perfettamente combaciante con il sudario della Sacra Sindone.
Un’aura di laica sacralità si percepisce intorno alla figura di Chiara Vigo, non a caso dichiarata dall’Unesco «Patrimonio Immateriale dell’Umanità» e oggetto, di recente, di studi e di interesse mediatico. E sarà proprio lei la guest star di una delle sessioni speciali di apertura del denso Simposio internazionale della Canadian Society for Italian Studies, in programma presso l’Istituto Sant’Anna di Sorrento durante il week-end del sostizio d’estate, da venerdì 19 a domenica 21 giugno, dove confluiranno 230 studiosi provenienti da Usa, Canada, Australia e alcuni paesi europei chiamati a confrontarsi proprio sui «Maestri» di eccellenze, passate e presenti, dell’Italia ma anche ad indagare il nuovo Grand Tour degli stranieri nel nostro Paese, oltre che l’attuale ruolo creativo degli italiani all’estero: ”salvifico“ per la Madrepatria, che non se la passa mica tanto bene.

Maestro vivente tra i tanti italiani di ogni campo di un passato glorioso e più o meno remoto, Chiara Vigo sarà così presente venerdì alle 18 a Sorrento con Susanna Lavazza, giornalista e scrittrice che su di lei ha pubblicato prima un e-book di taglio divulgativo («Dal buio alla luce. Il bisso marino e Chiara Vigo», edito da Cartabianca e tradotto anche in inglese e in tedesco) e, nel 2014, un volume bilingue, illustrato da 150 foto artistiche, intitolato «Chiara Vigo l’ultimo maestro di bisso» (edizioni Carlo Delfino), dal quale sono anche tratte alcune delle immagini oggetto, in Costiera, di una mostra di foto del poeta dell’obiettivo Luigi Garavaglia, ritrattista della Vigo ma anche testimone iconografico della nascita e lavorazione del preziosissimo tessuto visibile, oggi, in alcuni dei più prestigiosi musei del mondo che espongono alcuni dei 54 lavori realizzati (al ritmo di uno ogni cinque anni almeno) dalla ieratica, tenace e coraggiosa Signora del «filo d’acqua».  

      Con loro, anche Rossana Cingolani, autrice di un documentario su Chiara Vigo che racconta la suggestione di un percorso ammirato in tutto il mondo e che in Giappone, Paese particolarmente attento al valore della trasmissione di antiche tradizioni in estinzione, sarebbe valso alla Vigo il titolo di venerabile Living National Treasure, «Tesoro Nazionale vivente». Questa sessione dell’articolato Simposio internazionale è stata organizzata da Paola Bernardini, giornalista di lungo corso e studiosa dell’università di Toronto, in collaborazione con Rita Librandi, storica della lingua italiana dell’università L’Orientale di Napoli, che hanno coinvolto a discutere sul «fenomeno Vigo» nel giornalismo narrativo anche Franco Siddi,
presidente dell’Osservatorio TuttiMedia della Fnsi.

Perché il «caso» Chiara Vigo, custode consapevole di un patrimonio di oralità e gestualità ancestrali vincolato dal «giuramento del mare», nel pieno rispetto del suo respiro profondo e del valore archetipico della vita che veicola, non incuriosisce soltanto specialisti e appassionati. Addita anche un altro modo (e ritmo) possibile di vita, più in sintonia con il creato e le creature. E interpella chiunque scelga di andare in direzione ostinata e contraria alla dilagante mercificazione e violenza del mondo.

«Io non sono un artigiano, e non sono un’artista, perché la mia specialità è sacra», ama ripetere Chiara   Vigo: «il bisso non si vende e non si compra perché è un bene dell’umanità, dunque non mi appartiene. I maestri lo ereditano, lo filano e lo tessono per la collettività, vivono di offerte, si alzano alle tre del mattino, pregano per la pace nel mondo e vivono perché i bambini siano sempre accolti». Non sono parole retoriche: Vigo le pratica con adamantina e incrollabile coerenza. Fedele alla litania del suo giuramento: «Ponente, Levante, Maestro e Grecale/ prendete la mia anima e/ buttatela nel fondale/ che sia la mia vita/ per Essere, Pregare e Tessere/ per ogni gente/ che da me va e da me viene/ senza tempo, senza nome, senza colore, senza confini,/ senza denaro/ in nome del Leone dell’Anima mia e/ dello Spirito Eterno/ così sarà». Perciò Chiara rifiutò con gentile fermezza, nel 2001, ben 2 miliardi e mezzo di vecchie lire offerti dai giapponesi per una sua opera in omaggi al femminino, «Il Leone delle Donne», un prezioso arazzo ricamato con un bisso pescato da sua nonna nel 1938.

Inconcepibile, per lei che da quando era bambina, al seguito della nonna Leonilde Mereu, a sua volta maestro di bisso e fine artista di arazzi, ha superato tante dure prove di iniziazione al mondo magico della seta del mare: dalle immersioni in apnea, a 13 metri di profondità, con la luna nuova nel mese di maggio, per portare con delicatezza in superficie sulla terraferma appena 300 grammi di filamento grezzo, trasformabili in 30 grammi di filo pulito e in 14 metri di filo ritorto; attraverso la paziente e complessa cardatura, lavorazione e tessitura della lieve secrezione delle «nacchere», molluschi che in 25 anni di ciclo vitale nelle praterie di alghe «posidonia» possono superare la lunghezza di un metro e che Chiara manipola con un antico fuso e tesse con le unghie lunghe nel lino su un telaio arcaico in legno, canne e corde, fino a realizzare tessuti, ricami e manufatti che, a parte la finezza di ogni dettaglio, hanno la particolarità, se esposti alla luce del sole, di assumere una lucentezza dorata.

Il filo di bisso, infatti, assume il colore più scuro del bronzo in penombra e quello dell’oro piena luce, mentre è quasi invisibile se esposto in controluce.
Lo si può verificare non solo a Manoppello, dove il bimillenario bisso marino sul volto del Nazareno racconta il Mistero cristiano nel mistero di un’arte millenaria giunta in Sardegna dal popolo dei Caldei attraverso la principessa Berenice, ma anche in quei musei dove sono esposte le opere di Chiara Vigo: tra i quali il Louvre di Parigi, il British Museum di Londra e altri di Basilea, Calcutta, Washington e Roma. Un lavoro di infinita pazienza, accompagnato da Chiara Vigo da canti ancestrali che evocano sonorità aramaiche e nuragiche, ma che pongono la Signora del bisso fuori dal tempo, anzi. Semmai, in un tempo dell’Origine sul quale vale la pena di riflettere. Magari - perché no? -, con una visita di persona nella periferia incantata di Chiara Vigo. Come fanno migliaia di persone di tutto il mondo che ogni anno vanno in pellegrinaggio al suo Museo-laboratorio del Bisso, con accademici che da Australia, Usa, Svizzera, Francia, Israele (in particolare rabbini paleografi ed epigrafisti) chiedono di conoscere e studiare la sua arte, con studenti universitari che svolgono su di lei le loro tesi di laurea.

Sulla porta del museo-laboratorio di Chiara Vigo, in una stanza spartana annidata sull’isola di Sant’Antioco a Sud-Ovest della Sardegna, due cartelli manoscritti informano cortesemente i visitatori di tutto il mondo sullo spirito che anima la meta del loro viaggio, chiarendo il genius loci che dimora nel sito: «La fretta non abita qui». E, giusto per chiarire ulteriormente: «In questa stanza non si vende NIENTE». Un’inattuale elogio della lentezza, e del disinteresse, che non guasta nell’era della simultaneità mercantile.


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DIARI
14 giugno 2015
...per non dimenticare...mai più

Quel primo treno oltre il filo spinato. Era oggi. Era l’inizio di Auschwitz: l’inferno dimenticato da Dio

Il 14 giugno del ’40 un convoglio partito da Tarnów deporta 728 polacchi nel lager. Tra loro c’è Stanislaw Ryniak, il prigioniero «numero uno»

Il primo treno arrivaall’inferno settantacinque anni fa. E’ oggi. E’ il 14 giugno del ’40. Un giornocaldo con il sole scintillante sulle rotaie della morte. Stanislaw Ryniak e gli altri 727 polacchi partiti da Tarnów hanno viaggiato verso est per 150 chilometri, nel cuore di paesaggiotriste e martoriato della Polonia del Sud. Sono quasi tutti prigionieripolitici, sono i primi ospiti ad Oswiecim. Sono tuttiterrorizzati. «Questo è Auschwitz…», gli urla in faccial'ufficiale con le ciglia aggrottate e la fronte alta sotto il berretto dacapitano. E’ Karl Fritzsch, un hauptsturmführer delle SS. Un ufficiale della morte.

Il sole luccicaovunque, beffardo, anche sulle nastrine e sulle spille della sua divisa, eluccica perfino sugli stivali neri tirati a lucido per la prima accoglienzaall’inferno. Luccica sui portelloni pesanti dei vagoni merci che si richiudonosui binari sporchi di grasso con un rumore di ferro che suona come una colonnasonora sinistra. E luccica sulle ciminiere in mattoni, sul filo spinato, suglielmetti nelle garitte e sulle armi. Centinaia di fucili. Tutti puntati contro.Come un plotone di esecuzione. Un nodo stringe la gola di Stanislaw Ryniak edegli altri 727 polacchi partiti da Tarnów.

«Qualsiasi resistenza o disobbedienza sarà spietatamente punita», urlal’hauptsturmführer. l'ufficiale della morte. «Chiunque disobbediràai superiori, chiunque tenterà di scappare sarà condannato». Si esce soloattraverso i camini dei forni crematori da quell’inferno. Ma questo ancora nonlo sa nessuno. Nemmeno Dio, all'oscuro di Auschwitz, di Birkenau, di Monowitz edegli altri 45 “sottocampi" costruiti durante l'occupazione tedesca dellaPolonia per «la soluzione finale del problemaebraico». Il massacro più vergognoso della storia dell’uomo.

E' il 14 giugno 1940,e mentre il primo treno della morte continua a vomitare i deportati nel lagerdei nazisti, i tedeschi invadono Parigi e gli italianileggono l’appello di Benito Mussolini nel titolo a novecolonne stampato dal Corriere della Sera. “Folgorante annunzio del Duce. La guerra alla Gran Bretagna e alla Francia”. E più chiaramente: «Popolo italiano, corri alle armi». L’orrore della Seconda Guerramondiale, che alla fine conterà 60milioni di morti, galoppa ovunque. La Germania di Adolf Hitler ha già occupato laPolonia da nove mesi e il Terzo Reich ha pianificato l’Olocausto a partire proprio da quei  venti edifici (che diventeranno moltidi più) che ospitavano le caserme di Oswiecim fuori dal centroabitato conosciuto fino ad allora per essere un importante snodo ferroviario asessanta chilometri da Cracovia.

Quel giorno di 75 annifa, Stanislaw Ryniak entra nella storia. Suo malgrado. E avrà la fortuna dipoterla raccontare. Il 14 giugno del 1940 ha soltanto 24 anni era statoarrestato dalla Sicherheitspolizei nella cittàmedioevale di Sanok. Assieme agli altri 728 polacchirastrellati nelle carceri di Tarnów si ritrova in fila, sull’attenti, in unadelle cinque righe di volti pallidi e terrorizzati oltre il filo spinato diAuschwitz. Il primo indice nazista viene puntato proprio contro di lui, e percaso diventa il primo prigioniero del lager. Il numero uno. O meglio, il numero 31, perché i pigiami a righe dal numero uno al numero trenta sono già statidistribuiti un mese prima tra un gruppo di criminali tedeschi condotti adAuschwitz da Sachsenhausen per formare iprimi kapò del campo di concentramento.

Stanislaw Ryniak èaccusato di essere un soldato della resistenza polacca, era stato detenuto a Jaroslaw e poi era stato trasferito a Tarnów. Viene rasato, spogliato dei suoiaveri e della sua dignità, fotografato e schedato. Quel giorno diventa unnumero. Il «31». Diventa uno schiavo. E come lui lo diventano tutti gli altriprigionieri politici radunati all'alba nella piazza di Tarnów, sotto lo sguardoterrorizzato di alcune donne nascoste dietro le tende di casa.

No, il numero uno nonmorirà ad Auschwitz. O almeno non morirà fisicamente ad Auschwitz.Chiuderà gli occhi nel suo letto di casa a Breslavia, nel 2004, a 88 anni, dopoaver raccontato per milioni di volte il suo inferno, quello dei compagni,quello di migliaia di sopravvissuti e di oltre un milione di schiavi uccisi estraziati giorno per giorno, ora per ora, prima di essere ridotti in cenere.Finiranno nei forni crematori anche molti di quegli altri 727 polacchi arrivaticon il primo treno-merci all'inferno, quelli che il 14 giugno del 1940, quandocala la notte sul lager, sono tutti schedati come «oppositori del Reich», conun numero sulla pelle. Dal «31» di Stanislaw fino al «758» di Ignacy Plachta da Lódz, che era stato catturato dalla Gestapo a Zagórz mentre cercava di rifugiarsi in Ungheria.

Molti anni dopo Stanislaw Ryniak con gli occhi lucidi e il viso segnato dal dolore di un’esperienzadisumana ha raccontato: «Ci portarono in un bagno pubblico e cidissero di fare una doccia per disinfettarci. Ci trattennero fino alle primeore del 14 giugno, poi scortati dalle SS, uscìmmo dalla prigione e percorremmoa piedi le strade deserte di Tarnów, fino alla stazione ferroviaria.Tutti in fila, per quattro, sotto gli occhi di alcune donne che guardavanoditro le tende delle abitazioni fronte strada. Poi ci spinsero nei vagoniferroviari. Sembravamo un serpente gigante, o forse bestie da portare almacello». Quel giorno faceva caldo, il sole scintillava ovunque. Sulle rotaie, sulfilo spinato, sugli stivali dell’hauptsturmführer delle Ss, Karl Fritzsch. E,beffardo, scintillava sul primo giorno ad Auschwitz, quell’infernodimenticato anche da Dio. Un inferno che non si cancella. Che pesa sullacoscienza dell'uomo. Che non deve più tornare.




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DIARI
14 giugno 2015
LAUDATO SII, SULLA CURA DELLA CASA COMUNE

 

 Papa Francesco: tutti siano responsabili della cura del creato

Il titolo non lascia più spazio a dubbi: LAUDATOSII, SULLA CURA DELLA CASA COMUNE. La “casa comune” è il nostro pianeta, e lacura che dobbiamo averne è un rimprovero per tutti, nessuno escluso. Questoscritto, con un lampante richiamo al Cantico delle Creature del suo omonimosanto, vuole essere un inno al creato, a Dio che lo ha fatto e all’uomo,chiamato a sorvegliarlo e proteggerlo, non a distruggerlo per bassi fini.Intanto il mondo è in pericolo proprio per colpa dell’uomo e delle sue attività(ricerca del petrolio, disboscamento, deviazione dei fiumi, esperimenti atomici)mirate ai soldi e nient’altro.

Da sempre Bergoglio mette al centro delle proprieprediche il rispetto per l’ambiente, dunque ci si aspetta che molto siasintetizzato in questa enciclica, e molto altro sia ancora da scoprire. Comericorda il Papa, “non solo i cristiani sono chiamati a proteggere il mondo”,ma tutti gli esseri umani. E ancora: “Il rispetto del creato è un’esigenzadella nostra fede: il ‘giardino’ in cui viviamo non ci è affidato perché losfruttiamo, ma perché lo coltiviamo e lo custodiamo con rispetto”.Sicuramente saranno molte le polemiche che seguiranno questa enciclica, sebbenemolte altre voci saranno favorevoli e felici che finalmente se ne parli.

““Tutti possano ricevere il suo messaggio e crescere nella responsabilità verso la casa comune che Dio ha affidato a tutti”. È l’auspicio che Papa Francesco ha espresso al termine dell’Angelus in Piazza San Pietro, dopo aver ricordato che giovedì prossimo verrà presentata la sua Enciclica “sulla cura del creato”.

Piccolo, anzi infinitesimale. Tutto il Regno di Dio sta in un chicco di nessun peso, praticamente invisibile. Sta tutto, ripete ancora una volta Francesco, nel piccolo Vangelo che ognuno può portarsi in borsa o in tasca e leggere ogni giorno. Ma è anche grande come la terra che Dio stesso ci ha dato come casa in cui vivere tutti assieme e che, proprio perché comune, dev’essere da tutti tenuta da conto.



L’Angelus che il Papa apre commentando le parabole del Regno di Dio della liturgia domenicale, si chiude con un annuncio che è soprattutto un appello universale alla custodia dell’ambiente:

“Giovedì prossimo sarà pubblicata una Lettera Enciclica sulla cura del creato. Invito ad accompagnare questo avvenimento con una rinnovata attenzione alle situazioni di degrado ambientale, ma anche di recupero, nei propri territori. Questa Enciclica è rivolta a tutti: preghiamo perché tutti possano ricevere il suo messaggio e crescere nella responsabilità verso la casa comune che Dio ha affidato a tutti”.



L’Enciclica sulla tutela del creato è in piena sintonia con gli esempi del mondo rurale da cui Gesù trae spunto per le sue parabole del seme che germoglia e del granello di senape. Un nonnulla che l’occhio umano fatica a vedere e che pure contengono in sé la forza di germogliare e diventare enormi purché – afferma Francesco – il cuore che accoglie il seme sia un luogo fertile:

“Dio ha affidato la sua Parola alla nostra terra, cioè a ciascuno di noi con la nostra concreta umanità. Possiamo essere fiduciosi, perché la Parola di Dio è parola creatrice, destinata a diventare ‘il chicco pieno nella spiga’. Questa Parola, se viene accolta, porta certamente i suoi frutti, perché Dio stesso la fa germogliare e maturare attraverso vie che non sempre possiamo verificare e in un modo che noi non sappiamo”.



Il modo lo conosce Dio, prosegue il Papa, perché – ribadisce – è sempre Lui “a far crescere il suo Regno”, così come prega il “Padre Nostro”. L’uomo è il “suo umile collaboratore, che contempla e gioisce dell’azione creatrice divina e ne attende con pazienza i frutti”. Anche quelli che possono nascere da “una realtà umanamente piccola e apparentemente irrilevante”:

“Per entrare a farne parte bisogna essere poveri nel cuore; non confidare nelle proprie capacità, ma nella potenza dell’amore di Dio; non agire per essere importanti agli occhi del mondo, ma preziosi agli occhi di Dio, che predilige i semplici e gli umili. Quando viviamo così, attraverso di noi irrompe la forza di Cristo e trasforma ciò che è piccolo e modesto in una realtà che fa fermentare l’intera massa del mondo e della storia”.



La nostra “debole opera, apparentemente piccola di fronte alla complessità dei problemi del mondo, se inserita in quella di Dio – assicura Francesco – non ha paura delle difficoltà”:

La vittoria del Signore è sicura: il suo amore farà spuntare e farà crescere ogni seme di bene presente sulla terra. Questo ci apre alla fiducia e alla speranza, all’ottimismo, nonostante i drammi, le ingiustizie, le sofferenze che incontriamo. Il seme del bene e della pace germoglia e si sviluppa, perché lo fa maturare l’amore misericordioso di Dio”.

Al termine, nel salutare le migliaia di persone di varia provenienza in ascolto dell’Angelus in Piazza San Pietro, il Papa ha espresso tra l’altro nuovo sostegno a “tutti i lavoratori che difendono in modo solidale il diritto al lavoro, che è – ha esclamato con forza – un diritto alla dignità”.

 

 




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DIARI
14 giugno 2015
Firmato accordo tra Corepla, Conai, CIC e Assobioplastiche per migliorare gestione imballaggi in plastica biodegradabili
Firmato accordo tra Corepla, Conai, CIC e Assobioplastiche per migliorare gestione imballaggi in plastica biodegradabili



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DIARI
7 giugno 2015
off topics

Agli amici turchi...questa sera

 

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