“Non si vive invano ai piedi di un vulcano” Jorge Pilar vesuvionline | Il Cannocchiale blog
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Notizie, aggiornamenti e liberi pensieri di vita sociale, politica e ambientale dal Parco nazionale del Vesuvio

 

Fine dell'  ecocidio

Facciamo sì che la distruzione ambientale

diventi un crimine.

Unisciti al movimento e fai sentire la tua voce!

Un'iniziativa dei cittadini europei ha potere giuridico,i politici non possono più ignorarci!
1 Milione di firme per il nostro futuro

"la legalità è la premessa assoluta della democrazia" 

"Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono.Poi vinci!"
Mahatma Gandhi

In uno stato democratico i cittadini hanno diritto
ad esprimere le proprie opinioni dove vogliono.
Anche su internet. 

 

 Utente: Alessandro74
Nome: FrancoM

Sono uno in mezzo ai tanti.

Uno che pensa e quindi esiste.

 Sono quello che sono, imperfetto e migliorabile.

Sono uno che sa di non sapere.
 

Adesso una Italia nuova
...YES, WE CAN...
Si può fare

 

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 foto

 

NOI CI IMPEGNIAMO

Ci impegniamo noi

e non gli altri

unicamente noi

e non gli altri,

né chi sta in alto

né chi sta in basso,

né chi crede

né chi non crede.

Ci impegniamo senza pretendere

che altri s'impegnino,

con noi o per suo conto,

come noi o in altro modo.

Ci impegniamo senza giudicare

chi non s'impegna,

senza accusare chi non s'impegna,

senza condannare chi non s'impegna,

senza disimpegnarci

perché altri non s'impegna.

Ci impegniamo perché

non potremmo non impegnarci.

 
 

Chi lotta sa di poter perdere

chi non lotta ha già perso

 

 

Solo in Campania, posto che nelle altre regioni vige il divieto assoluto, (con il decreto n. 90) sarà possibile smaltire in discarica un rifiuto normativamente considerato pericoloso in qualsiasi paese europeo.
75 Magistrati
della Procura Generale di Napoli (documento inviato al Consiglio Superiore della Magistratura nel giugno 2008)


Questo è un Urban Blog!
Boscotrecase e Area Vesuviana


 

 Firma contro i corrotti

aiutaci
 
"Signor Abate, detesto quello che scrivete, ma darei la vita per permettervi di continuare a scrivere"  
François-Marie Arouet (per gli amici e gli svizzeri Voltaire 1754) 

Dovete ritrovare il coraggio di indignarvi di fronte alla negazione dei diritti che vi competono
mons. Depalma Vescovo di Nola


"Il male non sta solo nell'atto di compiere il male, sta nel non prendere posizione contro il male"
Oriana Fallaci.

 "Chiunque, da solo, si accinge oggi a spostare le montagne dell'indifferenza, se non dell'odio e della violenza, ha un compito immane. Ma ciò che è impossibile a milioni di uomini isolati e divisi, pare diventi possibile a gente che ha fatto della fraternità universale il movente essenziale della vita.”
Chiara Lubich - Parlamento europeo, 1998

"Se vuoi la Pace custodisci il Creato

e difendi i diritti e i beni comuni di ogni uomo".

 

 « Ogni giorno di più mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede nell'amore che non abbiamo donato. L'amore che doniamo è la sola ricchezza che conserveremo per l'eternità »
Gustavo Rol

Cercate l'amico sempre nelle ore di vita, lui può colmare ogni vostro bisogno,
ma non il vostro nulla.

K. Gilbran 

lo sdegno per la realtà delle cose è il coraggio di cambiarle
Sant'Agostino

"Lasciatemi dire che è anche un po' colpa nostra se c'è qualche politico, più di un politico, che non fa il proprio dovere o, peggio ancora, fa qualcos'altro"
Francesco Fortugno

" La mafia non è affatto invincibile.
E' un fatto umano, e come tutti i fatti
umani ha avuto un inizio e avrà anche
una fine.
Piuttosto bisogna rendersi conto
che è un fenomeno
terribilmente serio,
molto grave,
e che si può vincere
non pretendendo l'eroismo
da inerti cittadini, ma impegnando
in questa battaglia tutte le forze
migliori delle istituzioni.."

Giovanni Falcone

"E' naturale avere paura,

l'importante è che sia accompagnata dal coraggio"

paolo borsellino 

Il fatto è che loro sono forti della nostra paura.

Nel momento in cui noi non abbiamo più paura ,

loro sono poca cosa.

Silvana Fucito

Il saggio sa di essere stupido,
è lo stupido invece che crede di essere saggio 
William Shakespeare


Si è sempre meridionali di qualcun'altro

 

Se i genitori hanno fallito che siano i figli ad educare i padri;

se la vecchia scuola ha mancato che siano gli alunni a formare i
docenti distratti o cinici o indifferenti;

se la politica ha mostrato il suo volto
peggiore che siano i cittadini a ricordare ai politici che sono loro ad essere al servizio della gente e non viceversa!

                                                            

                                  prof. Felicio Izzo


"La democrazia è il governo del popolo, dal popolo, per il popolo"
Abramo Lincol


La vecchiaia è come un conto in banca.
Prelevi da ciò che hai accumulato.
Date di più. Aspettatevi di meno. 


Aiuta gli altri ad aiutare se stessi.
Rita Levi-Montalcini

 

Gli uomini sbagliano e comunque, quando lo fanno, subiscono sempre le conseguenze dei loro errori. L’arte invece è sempre al di sopra di tutte le bassezze umane, infatti risorge prepotentemente da tutte le ceneri.
musicaepolitica

Quando imparermo ad osservare senza emettere giudizi, sarà un gran giorno per la nostra intelligenza.
Sale nel mondo

 "Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità"
Joseph Pulitzer (1911)


"Val sempre la pena di fare una domanda, ma non sempre di darle una risposta"
(Oscar Wilde)

"Non c'è nulla di male a essere ultimi, se lo si è con dignità"
(Zdenek Zeman)



"Non serve trovare un posto in una società ma costruire una società nella quale valga la pena di trovare un posto" 


 A combatter con il fango...
che si vinca o che si perda,
sempre ci si infanga.
 
 

«… Noi sappiamo che la Terra non appartiene …»

all’uomo, è l’uomo che appartiene alla Terra.

Questo sappiamo.

Tutte le cose sono collegate

come il sangue che unisce una famiglia.

Tutto è connesso.

Quello che accade alla Terra,

accade ai figli della Terra.

L'uomo non ha tessuto la trama della vita,

in essa non è che un filo.

Qualsiasi cosa che egli faccia alla trama…

la fa a sé stesso

Risposta del Capo Indiano Seattle

al Presidente Americano nel 1854

 

Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri.
I tuoi pensieri diventano le tue parole.
Le tue parole diventano le tue azioni.
Le tue azioni diventano le tue abitudini.
Le tue abitudini diventano i tuoi valori.
I tuoi valori diventano il tuo destino.
Mahatma GANDHI

Ama tutti
Ama ogni giorno
Ama per primo
Chiara Lubich


La libertà è innanzitutto un dovere,
prima che un diritto
Oriana Fallaci

"Nessuna violenza sui bambini è giustificabile, tutte le violenze sui bambini possono essere evitate. Il grado di civiltà di un Paese si misura in base all'attenzione che dedica ai suoi bambini".
Walter Veltroni


"il miglio rifiuto è quello che non è prodotto"
W. Sacks

Una stampa cinica e mercenaria
 prima o poi
creerà un pubblico ignobile.
Joseph Pulitzer

Non avere amici che non siano simili a te stesso; se sbagli, non aver paura di correggerti.Non mi dispiace di non essere conosciuto dagli uomini, mi dispiace di non conoscerli.
Confucio

La legalità non si predica, si pratica 

Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile.
Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. 
Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo.
 
Aldo Moro alla moglie Eleonora

La Pace prima che traguardo, è cammino, cammino in salita.
don Tonino Bello

Uno stato che attua la pena di morte
è uno stato che non insegna
che uccidere è sbagliato!
nelson mandela

"...Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo chiude la borsa
e c'è il sospetto che sia triviale l'affanno e l'ansimo dopo una corsa,
l'ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami vita."
il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni
el Che

l`uomo saggio è colui che sa di non sapere..
filosofia Zen

"Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinunzino all'azione"  Edmund Burke

"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"

"Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere,qualunque sia il sacrificio da sopportare,costi quel che costi,perche' in cio' sta l'essenza della dignita' umana"
Giovanni Falcone 

per cambiare il mondo basta anche una sola persona,
basta che non sia una persona sola
Mario Adinolfi

Molto ho imparato dai miei maestri, altro dai miei colleghi
e moltissimo dai miei allievi.
 [dal “Talmud”]
   

"Un idiota in un posto importante e' come un uomo in cima a una montagna: tutto gli sembra piccolo e lui sembra piccolo a tutti"
(Match)

"La somma dell'intelligenza sulla Terra e' costante; la popolazione e' in aumento"
(Cole)

”Noi abbiamo combattuto per quelli che c’erano,
per quelli che non c’erano e anche per chi era contro…”
Arrigo Boldrini (medaglia d’oro per la Resistenza) 

Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia
commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo
Ernesto Che Guevara

"Se un uomo non è disponibile a correre qualche rischio per le proprie idee,
o le sue idee non valgono nulla
o è lui che non vale nulla"
(Ezra Pound)

“I deboli non combattono,
quelli più forti lottano per un’ora,
quelli ancora più forti lottano per molti anni,
ma quelli fortissimi lottano per tutta la vita.
Costoro sono indispensabili”

B. Brecht



“Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato
quando l'ultimo albero sarà abbattuto
quando l'ultimo animale sarà ucciso
solo allora capirete che il denaro non si mangia."
Profezia Creek

Quando la metà del mondo guarda in tv

l´altra metà che muore di fame,
la civiltà è giunta alla fine.

James Wolfensohn
già presidente della Banca Mondiale
 


 Essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza,

anche quando ilmare è cattivo e il

cielo si è stancato di essere azzurro.

Bob Dylan



Se sei triste e vorresti morire, pensa a chi sa di morire e vorrebbe vivere.    
Jim Morrison

"La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica

è quella di essere governati da uomini malvagi"

Socrate

 

È necessario cercare il giusto equilibrio tra
il rispetto della propria identità e il riconoscimento di quella altrui.
 
 Papa Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla)

 

"Dio, tu che hai posto un limite all'intelligenza dell'uomo, perchè non hai posto un limite alche alla sua idiozia?"
 

(John Fitzgerald Kennedy)
 

 "L'utopia è come l'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare".

Eduardo Galeano

 

 

„Non possiamo più ignorare e sottrarci al dibattito politico, dimenticare l’urgenza di una

riappropriazione delle sfide democratiche, «facendo come se» l’impegno civile e

responsabile fosse una faccenda riservata agli eletti“

 

 "Non dimenticare che nei periodi più bui, un piccolo numero di donne, di uomini, di giovani e perfino di bambini sparsi sulla terra, sono stati capaci di cambiare il mondo”  Frére Roger Schutz

Se in tutta questa guerra disonesta dobbiamo perdere anche il gusto del bello, allora il barbaro ha già vinto   Trevanian - "Shibumi. Il ritorno delle gru. L'etica dell'assassino perfetto"

"Alla fine, proteggeremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che capiamo, e capiremo solo ciò che ci viene insegnato"    Baba Dioum, ambientalista senegalese

Può darsi non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla Martin Luter King

DIARI
14 luglio 2019
Universiade19 e Rifiuti Zero: un primo importante passo
Comunicato Stampa      

Di queste due settimane straordinarie di sport e giovani che abbiamo vissuto a Napoli con la XXX Universiade rimane un ricordo meraviglioso di efficienza, capacità, convivenza e spettacolo che mai si sarebbe prefigurato, nel più ottimistico pensiero, realizzato nella città dell’approssimazione e della  “a bon e Dio”.
Eppure è avvenuto, ribaltando luoghi comuni e pregiudizi grazie alla tenacia e alla competenza di diversi attori, ma anche in forza di uno scenario unico e straordinario come solo una città dai mille colori e dalle mille potenzialità poteva realizzare: Napoli.
Orbene, nessuno avrebbe scommesso otto mesi fa, quando all’ing. Gianluca Basile fu affidato questo compito di mettere su in fretta e furia il Commissariato per la Universiade 19 di Napoli e della Campania, di riuscire in così poco tempo a realizzare l’”irrealizzabile”, ad una Regione Campania e al suo Presidente Vincenzo de Luca già in difficoltà per una serie di ragione ataviche oltre che economiche e strutturali di organizzare finanziariamente la ristrutturazione di una quantità impensabile di impianti sportivi, alcuni giudicati ai vertici della tecnologia contemporanea, ad un Comune come quello di Napoli sotto scacco dal punto di vista finanziario e con incredibili e antiche problematicità gestionali riuscire, al meglio, a rendere questo evento mondiale sicuro, partecipato in una città accogliente, ospitale, organizzata e”funzionale”, commercialmente  sempre “soldout” oltre che “pulita”, a dispetto dei tanti denigratori che aspettavano, come sempre, al varco, per screditare istituzioni e cittadini.
Tutto è andato per il meglio, anzi più che meglio, e tutti ci apprestiamo a godere dell’evento conclusivo allo stadio San Paolo, per omaggiare istituzioni, atleti, volontari  e pubblico per questo esempio di efficienza, quanto mai raro alle nostre latitudini.
Ma prima che si spenga definitivamente la fiaccola olimpica avrei piacere a sottolineare un aspetto molto sottaciuto, eppure avveniristico e foriero di sviluppi futuri, perché parla di ambiente, sostenibilità, riduzione CO2, efficientamento gestionale e circulareconomy. Temi che come si sa sono al centro delle proteste mondiali, guidate soprattutto da giovani e giovanissimi, e parlano di futuro e sviluppo sostenibile.
Ebbene, in primis, è obbligatorio ringraziare da subito il Commissario Basile, perchè in un tempo in cui la macchina dell’ARU andava a 100 all’ora per portare a termine i compiti istituzionali affidati, ha avuto la sensibilità di riflettere e sedersi a sottoscrivere un Protocollo d’intesa con ZeroWaste/RifiutiZero Italy per dare una spinta concreta e verificabile su quanto questa edizione potesse etichettarsi ecosostenibile, e a costi pari allo zero.
Poteva sembrare una etichettatura velleitaria e di slogan, invece è risultata una delle espressioni che hanno reso questo evento mondiale diverso dalle precedenti edizioni e che da Losanna a Chengdou nel 2021 non potrà prescindere nel proseguire sempre più verso la ecosostenibilità dell’evento.
Il lavoro di supporto dei pochi volontari che lo zerowaste ha messo in campo è partito da due aspetti principali: formazione e informazione.
In primo luogo, grazie agli incontri di formazione che la struttura di Amesci ha coordinato con i circa 4 mila volontari, sono state trasferite notizie sulla qualità della RD negli impianti e l’attenzione ai corretti conferimenti delle tipologie di rifiuto, e l’informazione che attraverso la brochure redatta e stampata in diverse lingue, grazie al supporto di Cartesar spa,  è stata recapitata agli 8 mila atleti partecipanti attraverso il gadget di benvenuto e a tutte le delegazioni straniere per prendere contezza non solo della possibilità di comprendere quanto le singole azioni personali, come ad es. ben differenziare i rifiuti, rendono meno impattante un evento di tali proporzioni, ma anche quanto l’attuale situazione di conoscenze sul disastro che ci aspetta per il progredire del riscaldamento globale e la sua azione devastante sul cambiamento climatico interessa tutti, soprattutto una platea giovanile di studenti e intellettuali che si apprestano ad assumere le leve di comando della governance mondiale nel  prossimo decennio, quando il limite per ridurre i nefasti danni dell’aumento della CO2 potrebbero diventare irreversibili.

Anche il controllo e i suggerimenti espressi nello scegliere materiali con impatti minimi, sul food e beverage, attraverso l’utilizzo di meal-box completamente biocompostabili e l’aver dispensato, grazie alla sensibilità personale del Presidente di Acqua Bene Comune Napoli dr. Sergio D’Angelo, oltre 3 mila borracce in acciaio seconda vita riutilizzabili presso i fontanelli pubblici predisposti dalla stessa ABC  in alcune aree critiche, come il lungomare Caracciolo, hanno ridotto di gran lunga l’utilizzo della plastica monouso, purtroppo ancora presente per regolamento sicurezza e antidoping a supporto degli atleti, e hanno sancito l’applicazione della delibera “plasticfree” sul lungomare adottata dall’Amministrazione Comunale.
Insomma un lavoro ai fianchi, si potrebbe dire, rispettando la sicurezza e privacy delle varie location, che ha dato i suoi frutti nel riconoscimento, per l’azione svolta, da parte dei tanti manager value che abbiamo incontrato nelle aree di gara.
Certo per noi sarebbe stato ottimale organizzare servizi food all’insegna del riuso con stovigliame e materiale lavabile  e riutilizzabile per ridurre l’uso  anche delle bioplastiche, ma non tutto è possibile e subito, e lanciamo questa ipotesi agli amici di Losanna e in Cina per le prossime edizioni del 2021 pronti a collaborare con lo Zero Waste Europe e International Alliance, partendo da  questo piccolo startup iniziato proprio qui a Napoli19.
Ma non solo. Da ultimo ci siamo riservati un bilancio sull’impatto che un evento del genere, concentrato in così breve tempo, appena dieci giorni, avrà sulla città in termini ambientale e climalterante.  Evento ovviamente da non sottovalutare. Ebbene tale valutazione sarà oggetto di studio di un comitato scientifico che condivideremo con le altre Associazioni ambientaliste del territorio per proporre , grazie al supporto del Commissariato per la Universiade19, dell’Assessorato Ambiente della Regione Campania  e dell’Amministrazione Comunale di Napoli , per ottobre alla Festa dell’Albero, una piantumazione straordinaria in aree della città che i tecnici comunali indicheranno, a compensazione ( carbon offset) del carico in eccesso di CO2 ed altri gas climalteranti sopportato dalla Città in questi giorni e a mitigazione del “climatechange” come previsto dal Protocollo di Kyoto. 
Concludendo, non possiamo che ritenerci soddisfatti per un momento importante di prova per tutto il movimento nazionale “RifiutiZero” che non può fermarsi solo a questo primo passo ma che da qui può ripartire sui territori e in scala nazionale per ulteriori partecipazioni a macroeventi onde affinare  performance e impegni in chiave sostenibile.
Un primo piccolo passo, un piccolo tassello che da qui in avanti nessuna organizzazione non potrà non tenerne conto e incrementare nelle edizioni successive di eventi complessi come quello che abbiamo vissuto in questi giorni a Napoli con la XXX la Universiade.

Franco Matrone

Zero Waste/RifiutiZero Italy 



permalink | inviato da FrancoM il 14/7/2019 alle 12:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
DIARI
22 aprile 2019
Arrivare così, non è umano. E meriti le nostre cure. Meriti un abbraccio. Meriti rispetto. #restareumani
Questo è un post di Virginia di Vivo. Studentessa di medicina.


Mi reco molto assonnata al congresso più inflazionato della mia carriera universitaria, conscia che probabilmente mi addormenterò nelle file alte dell’aula magna. Mi siedo, leggo la scaletta, la seconda voce è “sanità pubblica e immigrazione: il diritto fondamentale alla tutela della salute”. Inevitabilmente penso “e che do bali”. Accendo Pokémon Go, che sono sopra una palestra della squadra blu. Mi accingo a conquistarla per i rossi. Comincia a parlare il tale Dottor Pietro Bartolo, che io non so chi sia. Non me ne curo. Ero lì che tentavo di catturare un bulbasaur e sento la sua voce in sottofondo: non parla di epidemiologia, di eziologia, non si concentra sui dati statistici di chissà quale sindrome di lallallà. Parla di persone. Continua a dire “persone come noi”. Decido di ascoltare lui con un orecchio e bulbasaur con l’altro. Bartolo racconta che sta lì, a Lampedusa, ha curato 350mila persone, che c’è una cosa che odia, cioè fare il riconoscimento cadaverico. Che molti non hanno più le impronte digitali. E lui deve prelevare dita, coste, orecchie. Lo racconta:”Le donne? Sono tutte state violentate. TUTTE. Arrivano spesso incinte. Quelle che non sono incinte non lo sono non perché non sono state violentate, non lo sono perché i trafficanti hanno somministrato loro in dosi discutibili un cocktail antiprogestinico, così da essere violentate davanti a tutti, per umiliarle. Senza rischi, che le donne incinte sul mercato della prostituzione non fruttano”. Mi perplimo.

Ma non era un congresso ad argomento clinico? Dove sono le terapie? Perché la voce di un internista non mi sta annoiando con la metanalisi sull’utilizzo della sticazzitina tetrasolfata? Decido di mollare bulbasaur, un secondino, poi torno Bulba, devo capire cosa sta dicendo questo qua.

“Su questi barconi gli uomini si mettono tutti sul bordo, come una catena umana, per proteggere le donne, i bambini e gli anziani all’interno, dal freddo e dall’acqua. Sono famiglie. Famiglie come le nostre”.

Mostra una foto, vista e rivista, ma lui non è retorico, non è formale. È fuori da ogni schema politically correct, fuori da ogni comfort zone.

“Una notte mi hanno chiamato: erano sbarcati due gommoni, dovevo andare a prestare soccorso. Ho visitato tutti, non avevano le malattie che qualcuno dice essere portate qui da loro. Avevano le malattie che potrebbe avere chiunque. Che si curano con terapie banali. Innocue. Alcuni. Altri sono stati scuoiati vivi, per farli diventare bianchi. Questo ragazzo ad esempio”, mostra un’altra foto, tutt’altro che vista e rivista. Un giovane, che avrà avuto 15/16 anni, affettato dal ginocchio alla caviglia.
Mi dimentico dei Pokémon.
“Lui è sopravvissuto agli esperimenti immondi che gli hanno fatto. Suo fratello, invece, non ce l’ha fatta. Lui è morto per essere stato scuoiato vivo”.
Metto il cellulare in tasca.
”Qualcuno mi dice di andare a guardare nella stiva, che non sarà un bello spettacolo. Così scendo, mi sembrava di camminare su dei cuscini. Accendo la torcia del mio telefono e mi trovo questo..”
Mostra un’altra foto.
Sembrava una fossa comune. Corpi ammassati come barattoli di uomini senza vita.
“Questa foto non è finta. L’ho fatta io. Ma non ve la mostrano nei telegiornali. Sono morti li, di asfissia. Quando li abbiamo puliti ho trovato alcuni di loro con pezzi di legno conficcati nelle mani, con le dita rotte. Cercavano di uscire. Avevano detto loro che siccome erano giovani, forti e agili rispetto agli altri, avrebbero fatto il viaggio nella stiva e poi, con facilità, sarebbero usciti a prendere aria presto. E invece no. Quando l’aria ha cominciato a mancare, hanno provato ad uscire dalla botola sul ponte, ma sono stati spinti giù a calci, a colpi in testa. Sapeste quanti ne ho trovati con fratture del cranio, dei denti. Sono uscito a vomitare e a piangere. Sapeste quanto ho pianto in 28 anni di servizio, voi non potete immaginare”.

Ora non c’è nessuno in aula magna che non trattenga il fiato, in silenzio.

“Ma ci sono anche cose belle, cose che ti fanno andare avanti. Una ragazza. Era in ipotermia profonda, in arresto cardiocircolatorio. Era morta. Non avevamo niente. Ho cominciato a massaggiarla. Per molto tempo. E all’improvviso l’ho ripresa. Aveva edema, di tutto. È stata ricoverata 40 giorni. Kebrat era il suo nome. È il suo nome. Vive in Svezia. È venuta a trovarmi dopo anni. Era incinta” ci mostra la foto del loro abbraccio.

“..Si perché la gente non capisce. C’è qualcuno che ha parlato di razza pura. Ma la razza pura è soggetta a più malattie. Noi contaminandoci diventiamo più forti, più resistenti. E l’economia? Queste persone, lavorando, hanno portato miliardi nelle casse dell’Europa. E io aggiungo che ci hanno arricchito con tante culture. A Lampedusa abbiamo tutti i cognomi del mondo e viviamo benissimo. Ci sono razze migliori di altre, dicono. Si, rispondo io. Loro sono migliori. Migliori di voi che asserite questo”.

Fa partire un video e descrive:”Questo è un parto su una barca. La donna era in condizioni pietose, sdraiata per terra. Ho chiesto ai ragazzi un filo da pesca, per tagliare il cordone. Ma loro giustamente mi hanno risposto “non siamo pescatori”. Mi hanno dato un coltello da cucina. Quella donna non ha detto bau. Mi sono tolto il laccio delle scarpe per chiudere il cordone ombelicale, vedete? Lei mi ringraziava, era nera, nera come il carbone. Suo figlio invece era bianchissimo. Si perché loro sono bianchi quando nascono, poi si inscuriscono dopo una decina di giorni. E che problema c’è, dico io, se nascono bianchi e poi diventano neri? Ha chiamato suo figlio Pietro. Quanti Pietri ci sono in giro!”.

Sorridiamo tutti.

“Quest’altra donna, invece, è arrivata in condizioni vergognose, era stata violentata, paralizzata dalla vita in giù... Era incinta. Le si erano rotte le acque 48 ore prima. Ma sulla barca non aveva avuto lo spazio per aprire le gambe. Usciva liquido amniotico, verde, grande sofferenza fetale. Con lei una bambina, anche lei violentata, aveva 4 anni. Aveva un rotolo di soldi nascosto nella vagina. E si prendeva cura della sua mamma. Tanto che quando cercavo di mettere le flebo alla mamma lei mi aggrediva. Chissà cosa aveva visto. Le ho dato dei biscotti. Lei non li ha mangiati. Li ha sbriciolati e ci imboccava la mamma. Alla fine le ho dato un giocattolo. Perché ci arrivano una montagna di giocattoli, perché la gente buona c’è. Ma quella bimba non l’ha voluto. Non era più una bambina ormai.”

Foto successiva.
“Questa foto invece ha fatto il giro del mondo. Lei è Favour. Hanno chiamato da tutto il mondo per adottarla. Lei è arrivata sola. Ha perso tutti: il suo fratellino, il suo papà. La sua mamma prima di morire per quella che io chiamo la malattia dei gommoni, che ti uccide per le ustioni della benzina e degli agenti tossici, l’ha lasciata ad un’altra donna, che nemmeno conosceva, chiedendole di portarla in salvo. E questa donna, prima di morire della stessa sorte, me l’ha portata. Ma non immaginate quanti bambini, invece, non ce l’hanno fatta. Una volta mi sono trovato davanti a centinaia di sacchi di colori diversi, alcuni della Finanza, alcuni della polizia. Dovevo riconoscerli tutti. Speravo che nel primo non ci fosse un bambino. E invece c’era proprio un bambino. Era vestito a festa. Con un pantaloncino rosso, le scarpette. Perché le loro mamme fanno così. Vogliono farci vedere che i loro bambini sono come i nostri, uguali”.

Ci mostra un altro video. Dei sommozzatori estraggono da una barca in fondo al mare dei corpi esanimi. “Non sono manichini” ci dice.

Il video prosegue.
Un uomo tira fuori dall’acqua un corpicino. Piccolo. Senza vita. Indossava un pantaloncino rosso. “Quel bambino è il mio incubo. Io non lo scorderò mai”.

Non riesco più a trattenere le lacrime. E il rumore di tutti coloro che, alternadosi in aula, come me, hanno dovuto soffiarsi il naso.

“E questo è il risultato” ci mostra l’ennesima foto. “368 morti. Ma 367 bare. Si. Perché in una c’è una mamma, arrivata morta, col suo bambino ancora attaccato al cordone ombelicale. Sono arrivati insieme. Non abbiamo voluto separarli, volevamo che rimanessero insieme, per l’eternità”.

Penso che possa bastare così. E questo è un estratto. Si, perché il Dottor Bartolo ha parlato per un’ora. Gli altri relatori hanno lasciato a lui il loro tempo. Nessuno ha osato interromperlo. E quando ha finito tutti noi, studenti, medici e professori, ci siamo alzati in piedi e abbiamo applaudito, per lunghi minuti. E basta. Lui non ha bisogno di aiuto, “non venite a Lampedusa ad aiutarci, ce l’abbiamo sempre fatta da soli noi lampedusani. Se non siete medici, se non sapete fare nulla e volete aiutare, andate a raccontare quello che avete sentito qui, fate sapere cosa succede a coloro che dicono che c’è l’invasione. Ma che invasione!”.

E io non mi espongo, perché non so le cose a modo. Ma una cosa la so. E cioè che questo è vergognoso, inumano, vomitevole. E non mi importa assolutamente nulla del perché sei venuto qui, se sei o no regolare, se scappi dalla guerra o se vieni a cercare fortuna: arrivare così, non è umano. E meriti le nostre cure. Meriti un abbraccio. Meriti rispetto. Come, e forse più, di ogni altro uomo.



permalink | inviato da FrancoM il 22/4/2019 alle 23:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SCIENZA
2 gennaio 2019
Come riconoscere i cotton-fioc compostabili a norma di legge?
Come riconoscere i cotton-fioc compostabili a norma di legge?


Tutti parlano del divieto dei cotton-fioc non compostabili entrato in vigore il 1 gennaio. Norma sacrosanta!

Ma come poter distinguere quelli a norma in commercio? Mi sono andata a riprendere la proposta di Ermete Realacci divenuta legge. Essenzialmente sono 3 gli elementi fondamentali:

Come riconoscere i cotton fioc a norma di legge?
 compostabilità secondo la EN13432
 indicazione sul corretto smaltimento dei bastoncini
 citazione esplicita il divieto del gettarli nei servizi igienici e negli scarichi

Non ho ancora avuto modo di fare un giro nei negozi, ma guardando online, purtroppo, ho notato poche confezioni che rispecchiano i criteri. Spesso si parla di “biodegradabilità” ma non basta. I 3 elementi citati sono essenziali e non “facoltativi. 

Ovviamente immagino che all’inizio sia fondamentale un po’ di tolleranza, l’importante è che la normativa non divenga un mero pezzo di carta… Pensate che – come ci informa Legambiente-  circa il 10% dei rifiuti in mare pare venga proprio dai wc e la stragrande maggioranza sono cotton fioc. Perché mai tutta questa “gioia” nel vederli scomparire nello sciacquone?



1. Ai sensi del decreto legislativo 13 ottobre 2010, n. 190, dal 1° gennaio 2019 è fatto divieto di commercializzare e produrre sul territorio nazionale i bastoncini per la pulizia delle orecchie che abbiano il supporto in plastica o comunque in materiale non biodegradabile e compostabile ai sensi della norma UNI EN 13432.
2. Decorso il termine di diciotto mesi dall’approvazione della norma tecnica da parte della Commissione europea ai sensi della direttiva 2015/1535 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 9 settembre 2015, la produzione e la commercializzazione dei prodotti indicati al comma 1 costituiscono illeciti amministrativi. Si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.500 a euro 50.000. Nel caso di reiterazione anche non specifica delle violazioni indicate è applicata, dall’autorità amministrativa con l’ordinanza-ingiunzione o dal giudice con la sentenza di condanna nel caso previsto dall’articolo 24 della legge 24 novembre 1981, n. 689, tenuto conto della natura e dell’entità dei fatti, la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dello stabilimento o dell’esercizio da un minimo di cinque giorni
a un massimo di due mesi, ovvero la sospensione fino a un massimo di due mesi della licenza, dell’autorizzazione o dell’analogo
provvedimento amministrativo che consente l’esercizio dell’attività. In tale caso non è inoltre ammesso il pagamento in misura ridotta
ai sensi dell’articolo 16 della citata legge n. 689 del 1981. È competente all’applicazione della sanzione amministrativa il sindaco del comune in cui la violazione è commessa.
3. Dal 1° gennaio 2019 è obbligatorio indicare sulle confezioni di bastoncini per la pulizia delle orecchie informazioni chiare sul
corretto smaltimento dei bastoncini stessi, citando in maniera esplicita il divieto di gettarli nei servizi igienici e negli scarichi.



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DIARI
4 aprile 2018
Innovation Village a Napoli 5/7 aprile
INNOVATION VILLAGE? La visione portante dell’edizione 2018 di Innovation Village si articola attorno a 4 eventi che fanno il punto su strategie e policy, innovazioni disruptive, trend e strumenti operativi Verso un modello di economia circolare Strumenti e governance del Piano Industria 4.0 come sostenere l’innovazione; incontro dei Digital Innovation Hub, Competence Centre e PID Blue Growth una roadmap per l’Italia Soil bio-remediation innovazioni tecnologiche per “biorisanare” la Terra dei fuochi

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DIARI
31 marzo 2018
Buona Pasqua a tutti gli amici di vesuvionline

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DIARI
18 marzo 2018
18 marzo 1944. Ultima eruzione del Vesuvio

L'eruzione del1944, descritta in maniera dettagliata da Giuseppe Imbò, allora direttore dell'Osservatorio Vesuviano, fu preceduta da chiari segni premonitori a partire dal 13 marzo, quando si ebbe il collasso del cono di scorie presente all'interno del cratere.

L'eruzione iniziò il 18Marzo con un aumento dell'attività stromboliana e con piccole colate laviche sul versante orientale e verso Sud. Subito dopo un altro flusso lavico si riversò nell'Atrio del Cavallo e si fermò a 1,2 km da Cercola, dopo aver invaso e parzialmente distrutto gli abitati di Massa di Somma e di S. Sebastiano.Nel pomeriggio del 21 marzo iniziò la seconda fase dell'eruzione caratterizzata da fontane di lava che determinarono l'arresto dell'alimentazione lavica.

A partire da mezzogiornodel 22 marzo si verificò un sensibile cambiamento nello stile eruttivo: la nube eruttiva raggiunse un'altezza di 5 km, mentre lungo i fianchi del cono si innescarono valanghe di detriti caldi e piccoli flussi piroclastici.

Si verificò, inoltre, una intensa attività sismica fino al mattino del 23 in cui l'attività eruttiva si ridusse alla sola emissione di cenere. L'emissione di cenere chiara che ebbe luogo il 24 marzo preannunciò il termine dell'attività eruttiva, imbiancando il Gran Cono come dopo una nevicata. Le esplosioni gradualmente si ridussero fino a scomparire il giorno 29, quando l'attività si ridusse a nubi di polvere, da attribuire prevalentemente a frane dell'orlo craterico.

I paesi più danneggiati dai depositi piroclastici da caduta furono Terzigno, Pompei,Scafati, Angri, Nocera, Poggiomarino e Cava. Gli abitanti di S. Sebastiano, diMassa e di Cercola, circa 12.000 persone, furono costretti all'evacuazione.Napoli fu favorita dalla direzione dei venti che allontanarono dalla città la nuvola di cenere e lapilli. 
L'eruzione del 1944 è l'ultima eruzione del Vesuvio e segna la transizione del vulcano da stato di attività caratterizzato da condizioni di condotto aperto a condizioni di condotto ostruito, in cui ci troviamo attualmente.


I danni prodottidall'eruzione furono:

·        26 persone morte nell'area interessata da ricaduta di ceneri a causa deicrolli dei tetti delle abitazioni;

·        2 centri abitati in parte distrutti dalle colate laviche;

·        3 anni di raccolti persi nelle aree interessate da ricaduta di ceneri.

Questo video dà l'idea di come l'eruzione è avvenuta (ripresa dal Comando Alleato di stanza a Terzigno/Poggiomarino)

https://youtu.be/N_rwrw0HuVA


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DIARI
3 marzo 2018
Marzo 1944 Balvano PZ la più grande tragedia ferroviaria della storia d'Italia. 560 morti per scappare da fame e miseria. 12 di Boscotrecase
           

Treno 8017. Balvano: 74 anni fa la più grande tragedia ferroviaria 560 morti (3/3/44)

 

Anche Boscotrecase dovrebbe ricordarle:  12 vittime

 

Dall’elenco:

60 Brancaccio Giulietta, in Francione, 44 anni, diBoscotrecase

72 Carotenuto Carmela, 17 anni di Boscotrecase

76 Carotenuto Maria, 33 anni, di Boscotrecase

123 D'Aquino Luca, 34 anni, di Boscotrecase

166 Esposito Giuseppe, 34 anni, di Boscotrecase

179 Favorito Luigi, 41 anni, di Boscotrecase

241 Izzo Antonio, 17 anni, di Boscotrecase

265 Marrone Carmine, 40 anni, di Boscotrecase

271 Matrone Giuseppe, 42 anni, di Boscotrecase

273 Matrone Vincenzo, 11 anni, di Boscotrecase

346 Renis Carmine, 11 anni, di Boscotrecase

356 Russo Giuseppe, 27 anni, di Boscotrecase

 

« Nessuna Spoon River dei poveri ha mairaccontato le loro storie. »

(Antonio Manzo, su IlMattino, 29 febbraio 2004)

 

 

La sciaguradel treno 8017, che ebbe luogo il 3 marzo 1944,è il più grave incidenteferroviario per numero di vittime della storia d'Italia. Prende ilnome dal numero del treno coinvolto ma è conosciuta anche con il nome di disastrodi Balvano, dal luogo dell'accaduto.

Nel primopomeriggio del 2 marzo 1944, il treno merci speciale 8017, creato percaricare legname da utilizzare nella ricostruzione dei ponti distrutti dallaguerra, partì da Napoli con destinazione Potenza.

Il treno eramolto lungo, perciò venne dotato di una locomotiva elettrica molto potente che, nellastazione di Salerno, fu sostituita da due macchine a vaporeposte in testa al treno, per poter percorrere il tratto dopo Battipaglia che, all'epoca e per tutti gli annifino al 1994, non era elettrificato e richiedeva l'uso dilocomotive a vapore (locomotori Diesel dopo la guerra).

Il trenoarrivò nella stazione di Battipaglia poco dopo le 6 del pomeriggio.

Storia

Alle 19:00,il treno 8017 partì dalla stazione diBattipaglia, in direzione di Potenza, trainato dalle due locomotive a vaporeFS476.058[1] e 480.016assegnate al deposito di Salerno. Era composto da 47 carri merce[2] e aveva la ragguardevole massa di 520t.

In originenon era prevista la seconda locomotiva, ma la necessità di spostare la 480 daBattipaglia a Potenza spinse ad aggiungerla in testa al treno per rendere piùfacile il duro valico tra Baragiano e Tito. Come tutte le locomotive FS dell'epoca,entrambe le macchine avevano la cabina aperta, erano alimentate a carbonespalato dai fuochisti e condotte da un macchinista.

Sul trenosalirono centinaia di viaggiatori clandestini provenienti soprattutto daigrossi centri del napoletano,stremati dalla guerra, che nei paesi di montagna lucani speravano di poteracquistare derrate alimentari in cambio di sigari e caffè distribuiti daglistatunitensi. Sul treno erano presenti anche alcuni ragazzi. Il carico dipersone influiva notevolmente sul peso del treno, portandolo a superare le 600tonnellate.

Alla stazione di Eboli alcuni abusivi vennero fattiscendere ma più numerosi ne salirono alle stazioni successive, fino ad arrivaread un numero di circa 600 passeggeri.

Il trenoarrivò circa a mezzanotte alla stazione diBalvano-Ricigliano, dove registrò 37 minuti di ritardo permanutenzione alle locomotive. Da lì, alle 0:50 del 3 marzo, ripartì per untratto in notevole pendenza con numerose galleriemolto strette e poco areate. Sarebbe dovuto arrivare venti minuti dopo allastazione successiva, Bella-Muro,ma alle 2:40 non era ancora stato segnalato.

L'ultima galleria

Nella galleriadelle Armi, a causa dell'eccessiva umidità, le ruote cominciarono aslittare: Per la perdita dell'aderenza il treno persevelocità fino a rimanere bloccato, senza riuscire ad uscire dalla galleria. Lagalleria è situata tra le stazioni di Balvano e di Bella-Muro Lucano, e si estende per 1.968'26 metri conuna pendenza media del 12,8‰ (0,73° di inclinazione) e punte del 13‰. Il trenosi fermò a 800 metri dall'ingresso, con i soli due ultimi vagoni fuori.

Gli sforzidelle locomotive per riprendere la marcia svilupparono grandi quantità di monossido di carbonioe acido carbonico, facendo presto perdere i sensial personale di macchina. In poco tempo anche la maggioranza dei passeggeri,che in quel momento stavano dormendo, venne asfissiata dai gas tossici che, inassenza di vento, potevano uscire dalla strettissima galleria solo tramite ilpiccolo condotto di aerazione.

L'unicofuochista che sopravvisse, Luigi Ronga, dichiarò che il macchinista suocompagno, Espedito Senatore, prima di svenire, tentò di dare potenza persuperare lo stallo e cercare di uscire dalla galleria. Le condizioni dellamacchina 476.058indicano che invece il suo personale, il macchinista Matteo Gigliano e ilfuochista Rosario Barbaro, tentarono di invertire la marcia per retrocedere. Lapotenza erogata dalla locomotiva 476.058 el'inclinazione avrebbero forse permesso di sopravanzare la macchina tipo Gr.480, ma il macchinista perse i sensi prima diaprire la valvola di regolazione, particolarmente dura su quelle macchine. Laposizione dei treni e dei comandi confermò in seguito questo racconto.

Oltre alfuochista si salvò anche il frenatore del carro di coda, che insieme alpenultimo carro erano gli unici rimasti fuori dalla galleria, Giuseppe DeVenuto, il quale riuscì, camminando lungo i binari, ad avvisare alle ore 5:10il capostazione di Balvano che nella galleria era presente un treno connumerosi cadaveri a bordo.

Ilcapostazione di Balvano, alle 5:25, fece distaccare la locomotiva del convoglio8025 giunto in stazione ed in attesa di passo e dispose una ricognizione allagalleria indicata: ai soccorsi arrivati sul posto la situazione apparve subitomolto grave, al punto da non poter rimuovere il convoglio a causa dei corpiabbandonati anche sulla banchina. Furono loro a soccorrere una novantina disuperstiti nelle vetture più arretrate, tutti recanti forti sintomi diintossicazione da monossido di carbonio. Con l'arrivo di una seconda squadra disoccorso, alle ore 8:40 venne liberata la linea e il treno finalmenterecuperato.

Bilancio e cause

Il bilanciodella tragedia è ancora oggi impossibile da accertare e oggetto dicontroversie: quello ufficiale parlava di 501 passeggeri, 8 militari e di 7ferrovieri morti, ma, alcune ipotesi arrivano a considerarne oltre 600. Moltevittime tra i passeggeri non vennero riconosciute. Furono tutti allineati sullabanchina della stazione di Balvano e poi sepolti senza funerali nel cimiterodel paesino, in quattro fosse comuni.

Gli agentiferroviari invece vennero sepolti a Salerno. Molti dei sopravvissuti riportaronogravi sconvolgimenti mentali.

È la piùgrave sciagura ferroviaria italiana e una delle più gravi al mondo.

Le causedella tragedia furono molteplici: la giornata era poco ventosa, per cui lagalleria non godeva della normale ventilazione naturale, e l'umidità dellafoschia notturna aveva bagnato i binari, rendendoli scivolosi e ardui dapercorrere per un treno così pesante. A questi si affiancava la mancatavigilanza delle autorità competenti, che avevano permesso il sovraccarico deltreno e la presenza a bordo di viaggiatori clandestini.

Inoltre, peruna serie di cause contingenti, il treno era stato composto con due locomotivein testa, invece che con una in testa e una in coda come nelle composizionitipiche. Anche solo aver posto le locomotive separate avrebbe potuto contribuiread evitare la tragedia.

Soprattuttoperò la responsabilità della tragedia venne imputata alla scarsa qualità del carbone fornito dal Comando Militare Alleato.Questo carbone, di qualità nettamente inferiore a quello tedesco usato in precedenza, conteneva molto zolfoe ceneri, che rendevano poco affidabile il tiraggio dei fumi ostruendo letubature della caldaia.

Mancando unefficiente drenaggio dei fumi, all'apertura della bocca di lupo del forno i gasritornavano in cabina, intossicando il personale e rendendo difficile laregolazione del forno, una situazione che poteva causare improvvisi cali dipressione alla caldaia. Senza uno stretto controllo dell'alimentazione, lacapacità di trazione scadeva notevolmente, fino a far fermare la macchina insalita e a rendere impossibile la compensazione dello slittamento sulle rotaie.

Ecco i datidelle vittime secondo diverse fonti[3]:

Elencovittime per città, tratto dal libro di Patrizia Reso "Senza ritorno.Balvano '44, le vittime del treno della speranza.":

  • Agerola, 4 vittime.
  • Angri, 6 vittime.
  • Anzi, 2 vittime.
  • Aversa, 1 vittima.
  • Baragiano, 1 vittima.
  • Baronissi, 8 vittime.
  • Barano d'Ischia, 1 vittima.
  • Battipaglia, 3 vittime.
  • Benevento, 1 vittima.
  • Boscoreale, 14 vittime.
  • Boscotrecase, 12 vittime.
  • Cariati, 1 vittima.
  • Cassino, 3 vittime.
  • Castellammare di Stabia, 27 vittime.
  • Cava de' Tirreni, 35 vittime.
  • Centola, 1 vittima.
  • Cercola,1 vittima.
  • Curtarola, 1 vittima.
  • Eboli, 1 vittima.
  • Ercolano, 2 vittime.
  • Gannasfatica, 1 vittima.
  • Gragnano, 8 vittime.
  • Loreto, 1 vittima.
  • Maiori, 3 vittime.
  • Marglianella, 1 vittima.
  • Marigliano, 1 vittima.
  • Massalubrense, 1 vittima.
  • Mignano, 1 vittima.
  • Minori, 1 vittima.
  • Modica, 1 vittima.
  • Muro Lucano, 11 vittime.
  • Napoli, 11 vittime.
  • Nocera Inferiore, 25 vittime.
  • Nocera Superiore, 4 vittime.
  • Pagani, 12 vittime.
  • Pellezzano, 2 vittime.
  • Picerno, 2 vittime.
  • Piedimonte, 2 vittime.
  • Pimonte, 6 vittime.
  • Poggiomarino, 1 vittima.
  • Portici, 18 vittime.
  • Potenza, 1 vittima.
  • Resina, 80 vittime.
  • Ricigliano, 1 vittima.
  • Roccapiemonte, 1 vittima.
  • Salerno, 7 vittime.
  • Sant'Agnello, 1 vittima.
  • Sant' Egidio di Montealbino, 14 vittime.
  • San Giorgio a Cremano, 3 vittime.
  • San Giovanni a Teduccio, 3 vittime.
  • San Sebastiano al Vesuvio, 1 vittima.
  • San Severino Rota (attuale Mercato San Severino), 4 vittime.
  • Sarno, 1 vittima.
  • Siano, 4 vittime.
  • Sorrento, 5 vittime.
  • Torre Annunziata, 10 vittime.
  • Torre del Greco, 28 vittime.
  • Torchiara, 1 vittima.
  • Tramonti, 1 vittima.
  • Vico Equense, 1 vittima.
  • Vietri sul Mare, 11 vittime.

Precedenti

Un meseprima, in una galleria sulla tratta Baragiano - Tito, immediatamente successiva a quella dellatragedia e con pendenze superiori al 22‰, un treno dell'autorità militarestatunitense aveva subito un incidente simile, dove il personale era rimastointossicato dai gas di scarico del carbone di scarsa qualità. Il macchinistaVincenzo Abbate era svenuto ed era rimasto schiacciato tra la motrice e il tender.

Per ridurrel'eventualità di questi incidenti riducendo gli sforzi e le emissioni dellemacchine era stato disposto il limite di 350 tonnellate per questa tratta, el'utilizzo di locomotori diesel-elettrici americani nei casi di doppiatrazione, con eventualmente una locomotiva a vapore italiana posta in coda einvertita per scaricare con il fumaiolo in coda. Venne stabilito a Battipaglia il punto di applicazione di questenormative, per evitare di dover compiere operazioni di separazione sulla lineamontana. Questi limiti rimasero per molto tempo in vigore, fino al 1996, quandola lineaBattipaglia-Metaponto venne tutta elettrificata.

Inoltrenell'uscita sud della Galleria delle Armi fu istituito un posto di guardia incui l'operatore ad ogni passaggio di treno doveva avvertire telefonicamente lastazione di Balvano quando poteva vedere la luce in fondo, segno che nellagalleria non vi erano più gas di scarico. Queste disposizioni rimasero invigore fino al 1959, quando su questa linea vennero vietate le locomotive avapore.

Responsabilità

Lacommissione parlamentare non rilevò alcuna responsabilità per l'accaduto, chevenne ritenuto una sciagura per cause di forza maggiore. Tuttavia venneroavanzate ipotesi per alcune infrazioni secondarie.

Il trenoavrebbe dovuto essere fermato a Battipaglia nonostante le due locomotivefossero nominalmente sufficienti al traino, e avrebbe dovuto essere messo inregola con le nuove normative; era noto inoltre che il carbone fornito non erain grado di sviluppare sufficiente potenza per mantenere le massime prestazionidelle macchine.

Vennerosollevati dubbi sulla tempestività dei soccorsi e sull'operato dei capistazionedi Balvano e Bella-Muro, che non accertarono subito la posizione del trenoquando questo apparve in ritardo sulla tabella di marcia. Tuttavia nellaconfusione postbellica era normale che le comunicazioni fossero intermittenti,e i treni portassero grande ritardo. Non era raro che ci volessero oltre dueore per percorrere i 7 km della tratta.

Inizialmentevenne anche supposto che i macchinisti non avessero adeguatamente regolato lesabbiere, che avrebbero potuto evitare lo slittamento delle ruote.

Infine lacatastrofe venne attribuita principalmente a[6]:

« una combinazione di cause materiali, quali densanebbia, foschia atmosferica, mancanza completa di vento, che non ha mantenutola naturale ventilazione della galleria, rotaie umide, ecc., cause chemalauguratamente si sono presentate tutte insieme e in rapida successione. Iltreno si è fermato a causa del fatto che scivolava sulle rotaie e il personaledelle macchine era stato sopraffatto dall'avvelenamento prodotto dal gas, primache avesse potuto agire per condurre il treno fuori del tunnel. A causa dellapresenza dell'acido carbonico, straordinariamente velenoso, si è prodottal'asfissia dei passeggeri clandestini. L'azione di questo gas è così rapida,che la tragedia è avvenuta prima che alcun soccorso dall'esterno potesse essereportato. »

Venne notatoche le disposizioni per la costituzione del treno venivano direttamente dalComando Alleato, e che comunque il personale di stazione e viaggiante nonavrebbe potuto fermare il treno e chiederne la modifica. Lo stesso comandoorganizzò un treno per verificare le condizioni dell'incidente, con ilpersonale dotato di maschere ad ossigeno, che rilevò l'effettivo sviluppo diquantità anomale di gas tossici.

Molti deiparenti delle vittime intentarono causa alle Ferrovie dello Stato.Le ferrovie declinarono ogni responsabilità, sostenendo che su quel treno nonavrebbero potuto trovarsi passeggeri di alcun tipo e che, a causa dellacomplicata situazione dell'equilibrio dei poteri tra le amministrazioniitaliane e il comando statunitense, non era immediato nemmeno risalire a chiavesse la responsabilità della gestione di quella particolare tratta. Tuttavia,non bisogna dimenticare che in quel periodo, tra Napoli e Potenza, esistevasolo una relazione per viaggiatori, il treno 8021, che partiva dal capoluogocampano due volte alla settimana, il mercoledì e il sabato.

Per spegneresul nascere una vertenza che avrebbe potuto trascinarsi per anni, il Ministero del Tesorosancì l'emissione di un risarcimento come se si trattasse di vittime di guerra(risarcimento che venne erogato dopo oltre 15 anni).

Peraltro,alcune fonti indicano che molti dei passeggeri a bordo del treno fossero inpossesso di un regolare biglietto ferroviario, che li qualificava quindi comepasseggeri e non come clandestini. Questa eventuale condizione, che implica lapossibilità di richiedere cospicui risarcimenti all'ente che gestisce la linea,sarebbe stata fatta passare sotto silenzio durante le inchieste ufficiali sullatragedia. In ogni caso, le fonti ufficiali fanno riferimento a coloro che sitrovavano sul treno, eccetto il personale ferroviario, solo con il termine di"clandestini". Questa posizione è supportata dal fatto che il trenoera classificato come "merci" e quindi non autorizzato al trasportodi passeggeri paganti. La questione non risulta tuttora essere stata chiaritain modo definitivo.

Terry Allen ha dedicato alla tragedia una sua ballata:

http://www.youtube.com/watch?v=AQoSIbfhNUY

DIARI
24 dicembre 2017
A Boscotrecase il Presepe del Riciclo..l'arte ai tempi della #sostenibilità

A Boscotrecase il Presepe del Riciclo..l'arte ai tempi della ..

cose belle.

Grazie alle mamme e ai papà del Comitato Cittadino.

 

Anche quest’anno il Comitato Cittadino ha regalato a
Boscotrecase il bellissimo Presepe a grandezza naturale autoprodotto con tutto
materiale di scarto riciclato e trasformato in opera d’arte.

Capanna e figure della natività collocate a piazza Matteotti
quest’anno sono state rielaborate in modo così accurato tale da rasentare la
perfezione artistica.

Resteranno esposte fino al 10 gennaio nel piazzale della ex
circumvesuviana.

Le mamme e i papa del Comitato Cittadino hanno dovuto
faticare non poco per mettere in sesto ancora una volta il Presepe del Riciclo
tra gli impegni familiari e il freddo e l’acqua che ha accompagnato la messa in
opera, circondata purtroppo dall’indifferenza generale dei compaesani che ha
contribuito a mettere in dubbio la prosecuzione l’anno prossimo.

L’impegno del riciclo ha un grande valore nell’ambito
dell’economia circolare che rende gli scarti dei materiali post consumo non un
rifiuto ma una risorsa.

Quando poi questi contribuiscono a produrre delle vere opere
artistiche il valore raddoppia.

Ed è questa la filosofia del Comitato Cittadino da otto anni
impegnato a tradurre l’idea che #rifiutizero può realizzarsi se i comportamenti
di tutti si adeguano al riutilizzo, alla riduzione degli sprechi e agli
acquisti consapevoli.

E non è un caso il loro impegno a sostenere la campagna per
una Raccolta Differenziata di qualità partendo dalle scuole e finendo ai
quartieri di Boscotrecase.

Un grande esempio di educazione civile e di cittadinanaza
attiva.

 

 

DIARI
16 dicembre 2017
Boscoreale off dalle Comunità a Rifiuti Zero
           

Il Comune di Boscoreale in provincia di Napoli in procinto di essere sospeso dall’eleco nazionale delle comunità a Rifiuti Zero. E’ questo quanto trapela dal Coordinamento nazionale dello Zero Waste Italy a seguito di diverse denunce di cittadini che hanno inoltrato foto e comunicazioni sulle inadempienze dell’Amministrazione comunale che disattende da diverso tempo a quanto stabilito dall’atto deliberativo che impeganva il Comune vesuviano a rispettare e consolidare il porta a porta, aumentare la raccolta differenziata e renderla migliore in termini di qualità, calendarizzare gli incontri dell’Osservatorio verso RZ con la partecipazione delle associazioni e comitati e contribuire con l’efficientamento delle buone pratiche di riduzione a scoraggiare la pratica dell’incenerimento dei rifiuti  in particolare l’appriovvigionamento del forno di Acerra.

“Dispiace dare avvio a questa “squalifica” che spero temporanea ad un Comune che negli anni difficili della battaglia contro la discarica nel Parco del Vesuvio aveva saputo virare verso un percorso virtuoso con percentuali di RD notevoli ed aveva adottato tra i primi dell’area vesuviana  il protocollo verso Rifiuti Zero adottando la delibera e attivandio l’Osserrvatorio con la cittadinanaza attiva”.

A rimarcarlo non senza una piccata delusione è Franco Matrone di Zero Waste/Rifiuti Zero Italy spiegando che “dai tempi dell’attivismo prima dell’Assessore Trerè che aveva dato il là all’adozione della Delibera verso Rifiuti Zero e aveva meritato il premio di Comune riciclone da Legambiente e poi dell’Assesore Marconi che aveva riprogrammato e migliorato l’attività dell’Isola ecologica di via Gesuiti e standardizzato il Porta a Porta si assiste da qualche anno ad una decadenza in termini di quantità e qualità della Rd (allo stato Boscoreale è uno degli ultimi comuni della Provincia con solo il 53% di RD) e in alcune e popolose aree del territorio sono ricomparsi i cassonetti che hanno dato luogo a delle macrodiscariche di sversamento di materiale tal quale come quella prospicente il Museo Archeologico di “VillaRegina” della Sovraintendenza archeologica di Pompei oltre alle continue lamentele di associazioni e comitati locali impegnati in tematiche ambientali che denunciano l’assoluta inerzia dell’Amministrazione nei confronti dell’impegno a convocare l’Osservatorio cittadino verso RZ”.

 Intanto sul piano nazionale è in itinere la discussione con ANCI nazionale per istituire un tavolo permanente delle Comunità a Rifiuti Zero per sollecitare norme che stimolino e aiutano i comuni virtuosi ad incrementare le azioni tese a migliorare le performance in tema di qualità della Rd e ridurre l’indifferenziato e in priospettiva anche il MiniAmbiente sta manifestando forte interessamento a finanziare ad hoc i Comuni che si distigueranno per migliorare gli standard di riduzione dei rifiuti e di percentuali di RD.

“ZeroWaste/Rifiuti Zero non è una medaglietta da appuntarsi al petto” conclude Matrone” ma un impegno di civiltà verso la propria comunità che aiuterà a rendere più pulito e bello il paese e a ridurre il costo per le tasche dei cittadini in tema di gestione del servizio RSU premiando economicamente i più virtuosi. E spiace dover rimarcare per la Comunità di Boscoreale ( che purtroppo non è affatto un caso isolato) questo “cartellino giallo” ma è alta la speranza che l’Amministrazione corra al più presto ai ripari recuperando credibilità e iniziativa da tempo appannata”.

Tocca ora al Sindaco Giuseppe Balzano e alla sua Giunta dimostrare che il percorso di Boscoreale verso Rifiuti Zero riprenda con maggiore coerenza e partecipazione.

 


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DIARI
18 novembre 2017
Il Vesuvio da salvare

Comunicato stampa   18/11/ 2017

Siamo alla vigilia della Giornata nazionale degli Alberi istituitaper L.10/13 in tutto il Paese. L’intento è quello di promuovere le politiche diriduzione delle emissioni, la protezione del suolo, il miglioramento dellaqualità dell’aria, la valorizzazione delle tradizioni legate all’albero e levivibilità degli insediamenti urbani in attuazione del Protocollo di Kyoto percontrastare i “cambiamenti climatici”.

Accanto alle iniziative della Giornata nazionale sisvolgono anche quelle per la #FestadellAlbero che, grazie a Legambiente onlus, dal2008 è ritornata nelle scuole, nei Comuni, tra i cittadini.

Anche nei nostri territori da oggi e fino a fine novembreci saranno momenti di coinvolgimento in tal senso e la Rete dei Comitati Vesuviani/RifiutiZeroItaly sta programmando una serie di iniziative che culmineranno in primaveracon una piantumazione straordinaria in accordo con Plant-for-the-Planet dell’ONUche ha progettato di avere nel mondo 300 mld di nuovi alberi. A tutt’oggi dal2007 ne sono stati piantati circa 14 mld. 

Ma sul Vesuvio?  SulVesuvio non ci sarà la Festa dell’Albero.

Anzi ci sarà quella del Taglio dell’Albero, necessaria perevitare che il disastro degli ultimi due anni alla pineta e al bosco vesuvianio causato dai terrificanti incendiestivi possa mettere in pericolo vite e sicurezza dei vesuviani.

E in questi ultimi mesi abbiamo contato i danni. Interesuperficie di territorio annerite dal fuoco a testimoniare l’incapacità delleistituzioni preposte, tutte,  ad ognilivello,a controllare e tutelare il Parco e la sua biodiversità dalla mano di criminaliche distruggono le bellezze del creato e che puntulamente ad ogni estate riplicanoocon inaudita crudeltà . E all’incuria verso l’abusivismo edilizio degli annibui, aggiungasi il vergognoso comportamento del littering che ha ridotto questosplendido habitat naturale, un immenso immondezzaio di ogni tipo di rifiuto.

E non bastano letante discariche di stato e non. Da anni si assiste al moltiplicarsi di micro emacro sversamenti di rifiuti pericolosi, di intere stradine trasformate indiscariche anche in area demaniale, che col fuoco hanno distribuito pericolosimiasmi a tutte le popolazioni residenti e oltre, e di cui a ttutt’oggi ancoranon si conosce il danno agli abitanti.

E non basta. Con le copiose piogge in arrivo, il pericolosi sposta sull’instabilità del terreno che costituisce un alto rischio di movimentifranosi di cui i primi segnali sono già ben evidenti a chi frequenta ilvulcano.

Non si può piùrestare inermi dinanzi a tanto scempio. Occorre agire in fretta per mitigare irischi al territorio vesuviano dall’incombente dissesto idrogeologico eprogrammare, in tempi repentini, interventi straordinari di perimetrazione,messa in sicurezza, bonifica, e prevenzione futura dell’intero ecosistema delParco nazionale del Vesuvio.

Le responsabilità diquanto accaduto in due estati sui mancati interventi di prevenzioni e evidenti ritardioperativi le accerterà la magistratura inquirente anche sulla scorta di quantodenunciato dall’opinione pubblica di mezzo mondo.

Quello che è fondamentale,ora, è comprendere, alla lucedei dati raccolti, quali sono le progettualità messe in campo dalle varieistituzioni e quanto queste siano coerenti con le norme di tutela previstedall’ordinamento vigente e il loro impatto sul fragile e super-antropizzatoterritorio del Parco e le sue attività.

Al di là diposizioni strumentali in evidente chiave elettorale pubblicate dai media, èfondamentale il confronto urgente con le cittadinanze attive per discutereprogetti di primo intervento, messa in sicurezza, bonifica, riqualificazione eprevenzione, raccogliendo consigli e sollecitazioni da chi il territorio lovive, lo conosce e lo protegge.

Quelle stesse Associazioni, Comitati e liberi cittadiniche si sono spesi nelle terribili notti per allertare e aiutare nel contrastoal fuoco, che hanno chiesto una profonda revisione della L. 394/91 oramai persanella palude parlamentare e hanno saputo opporsi al Ddl Falanga-Langella-Auricchio,che avrebbe dato  il definitivo colpo digrazia alla lottà all’abusivismo edilizio e al consumo di suolo in unecosistema a rischio di illeciti e illegalità come quello del Vesuvio.

Per discutere di tutto ciò e per aprire un serio confrontola Rete dei Comitativesuviani/RifiutiZero Italy ha programmando una serie di incontri tra istituzioni del Parco, Sindaci, esperti ecittadini che si terranno a scadenza nelle prossime settimane partendo da Boscotrecase e in sequenza a Terzigno, Torre del Greco, S. Sebastiano alVesuvio e Somma Vesuviana, comunicandole date con largo anticipo per favorire la massima e, si spera, costruttiva participazionedi chiunque abbia a cuore il futuro del territorio del Parco del Vesuvio chel’intero mondo ci invidia e verso cui nessuno può dirsi innocente ma che tuttihanno il dovere di tutelarne il futuro.

Rete dei Comintati vesuviani/RifiutiZero Italy


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permalink | inviato da FrancoM il 18/11/2017 alle 12:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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