“Non si vive invano ai piedi di un vulcano” Jorge Pilar vesuvionline | Il Cannocchiale blog
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vesuvionline
Notizie, aggiornamenti e liberi pensieri di vita sociale, politica e ambientale dal Parco nazionale del Vesuvio

 

Fine dell'  ecocidio

Facciamo sì che la distruzione ambientale

diventi un crimine.

Unisciti al movimento e fai sentire la tua voce!

Un'iniziativa dei cittadini europei ha potere giuridico,i politici non possono più ignorarci!
1 Milione di firme per il nostro futuro

"la legalità è la premessa assoluta della democrazia" 

"Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono.Poi vinci!"
Mahatma Gandhi

In uno stato democratico i cittadini hanno diritto
ad esprimere le proprie opinioni dove vogliono.
Anche su internet. 

 

 Utente: Alessandro74
Nome: FrancoM

Sono uno in mezzo ai tanti.

Uno che pensa e quindi esiste.

 Sono quello che sono, imperfetto e migliorabile.

Sono uno che sa di non sapere.
 

Adesso una Italia nuova
...YES, WE CAN...
Si può fare

 

Consulta il METEO dei Comuni vesuviani

Meteo Campania

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 foto

 

NOI CI IMPEGNIAMO

Ci impegniamo noi

e non gli altri

unicamente noi

e non gli altri,

né chi sta in alto

né chi sta in basso,

né chi crede

né chi non crede.

Ci impegniamo senza pretendere

che altri s'impegnino,

con noi o per suo conto,

come noi o in altro modo.

Ci impegniamo senza giudicare

chi non s'impegna,

senza accusare chi non s'impegna,

senza condannare chi non s'impegna,

senza disimpegnarci

perché altri non s'impegna.

Ci impegniamo perché

non potremmo non impegnarci.

 
 

Chi lotta sa di poter perdere

chi non lotta ha già perso

 

 

Solo in Campania, posto che nelle altre regioni vige il divieto assoluto, (con il decreto n. 90) sarà possibile smaltire in discarica un rifiuto normativamente considerato pericoloso in qualsiasi paese europeo.
75 Magistrati
della Procura Generale di Napoli (documento inviato al Consiglio Superiore della Magistratura nel giugno 2008)


Questo è un Urban Blog!
Boscotrecase e Area Vesuviana


 

 Firma contro i corrotti

aiutaci
 
"Signor Abate, detesto quello che scrivete, ma darei la vita per permettervi di continuare a scrivere"  
François-Marie Arouet (per gli amici e gli svizzeri Voltaire 1754) 

Dovete ritrovare il coraggio di indignarvi di fronte alla negazione dei diritti che vi competono
mons. Depalma Vescovo di Nola


"Il male non sta solo nell'atto di compiere il male, sta nel non prendere posizione contro il male"
Oriana Fallaci.

 "Chiunque, da solo, si accinge oggi a spostare le montagne dell'indifferenza, se non dell'odio e della violenza, ha un compito immane. Ma ciò che è impossibile a milioni di uomini isolati e divisi, pare diventi possibile a gente che ha fatto della fraternità universale il movente essenziale della vita.”
Chiara Lubich - Parlamento europeo, 1998

"Se vuoi la Pace custodisci il Creato

e difendi i diritti e i beni comuni di ogni uomo".

 

 « Ogni giorno di più mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede nell'amore che non abbiamo donato. L'amore che doniamo è la sola ricchezza che conserveremo per l'eternità »
Gustavo Rol

Cercate l'amico sempre nelle ore di vita, lui può colmare ogni vostro bisogno,
ma non il vostro nulla.

K. Gilbran 

lo sdegno per la realtà delle cose è il coraggio di cambiarle
Sant'Agostino

"Lasciatemi dire che è anche un po' colpa nostra se c'è qualche politico, più di un politico, che non fa il proprio dovere o, peggio ancora, fa qualcos'altro"
Francesco Fortugno

" La mafia non è affatto invincibile.
E' un fatto umano, e come tutti i fatti
umani ha avuto un inizio e avrà anche
una fine.
Piuttosto bisogna rendersi conto
che è un fenomeno
terribilmente serio,
molto grave,
e che si può vincere
non pretendendo l'eroismo
da inerti cittadini, ma impegnando
in questa battaglia tutte le forze
migliori delle istituzioni.."

Giovanni Falcone

"E' naturale avere paura,

l'importante è che sia accompagnata dal coraggio"

paolo borsellino 

Il fatto è che loro sono forti della nostra paura.

Nel momento in cui noi non abbiamo più paura ,

loro sono poca cosa.

Silvana Fucito

Il saggio sa di essere stupido,
è lo stupido invece che crede di essere saggio 
William Shakespeare


Si è sempre meridionali di qualcun'altro

 

Se i genitori hanno fallito che siano i figli ad educare i padri;

se la vecchia scuola ha mancato che siano gli alunni a formare i
docenti distratti o cinici o indifferenti;

se la politica ha mostrato il suo volto
peggiore che siano i cittadini a ricordare ai politici che sono loro ad essere al servizio della gente e non viceversa!

                                                            

                                  prof. Felicio Izzo


"La democrazia è il governo del popolo, dal popolo, per il popolo"
Abramo Lincol


La vecchiaia è come un conto in banca.
Prelevi da ciò che hai accumulato.
Date di più. Aspettatevi di meno. 


Aiuta gli altri ad aiutare se stessi.
Rita Levi-Montalcini

 

Gli uomini sbagliano e comunque, quando lo fanno, subiscono sempre le conseguenze dei loro errori. L’arte invece è sempre al di sopra di tutte le bassezze umane, infatti risorge prepotentemente da tutte le ceneri.
musicaepolitica

Quando imparermo ad osservare senza emettere giudizi, sarà un gran giorno per la nostra intelligenza.
Sale nel mondo

 "Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità"
Joseph Pulitzer (1911)


"Val sempre la pena di fare una domanda, ma non sempre di darle una risposta"
(Oscar Wilde)

"Non c'è nulla di male a essere ultimi, se lo si è con dignità"
(Zdenek Zeman)



"Non serve trovare un posto in una società ma costruire una società nella quale valga la pena di trovare un posto" 


 A combatter con il fango...
che si vinca o che si perda,
sempre ci si infanga.
 
 

«… Noi sappiamo che la Terra non appartiene …»

all’uomo, è l’uomo che appartiene alla Terra.

Questo sappiamo.

Tutte le cose sono collegate

come il sangue che unisce una famiglia.

Tutto è connesso.

Quello che accade alla Terra,

accade ai figli della Terra.

L'uomo non ha tessuto la trama della vita,

in essa non è che un filo.

Qualsiasi cosa che egli faccia alla trama…

la fa a sé stesso

Risposta del Capo Indiano Seattle

al Presidente Americano nel 1854

 

Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri.
I tuoi pensieri diventano le tue parole.
Le tue parole diventano le tue azioni.
Le tue azioni diventano le tue abitudini.
Le tue abitudini diventano i tuoi valori.
I tuoi valori diventano il tuo destino.
Mahatma GANDHI

Ama tutti
Ama ogni giorno
Ama per primo
Chiara Lubich


La libertà è innanzitutto un dovere,
prima che un diritto
Oriana Fallaci

"Nessuna violenza sui bambini è giustificabile, tutte le violenze sui bambini possono essere evitate. Il grado di civiltà di un Paese si misura in base all'attenzione che dedica ai suoi bambini".
Walter Veltroni


"il miglio rifiuto è quello che non è prodotto"
W. Sacks

Una stampa cinica e mercenaria
 prima o poi
creerà un pubblico ignobile.
Joseph Pulitzer

Non avere amici che non siano simili a te stesso; se sbagli, non aver paura di correggerti.Non mi dispiace di non essere conosciuto dagli uomini, mi dispiace di non conoscerli.
Confucio

La legalità non si predica, si pratica 

Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile.
Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. 
Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo.
 
Aldo Moro alla moglie Eleonora

La Pace prima che traguardo, è cammino, cammino in salita.
don Tonino Bello

Uno stato che attua la pena di morte
è uno stato che non insegna
che uccidere è sbagliato!
nelson mandela

"...Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo chiude la borsa
e c'è il sospetto che sia triviale l'affanno e l'ansimo dopo una corsa,
l'ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami vita."
il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni
el Che

l`uomo saggio è colui che sa di non sapere..
filosofia Zen

"Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinunzino all'azione"  Edmund Burke

"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"

"Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere,qualunque sia il sacrificio da sopportare,costi quel che costi,perche' in cio' sta l'essenza della dignita' umana"
Giovanni Falcone 

per cambiare il mondo basta anche una sola persona,
basta che non sia una persona sola
Mario Adinolfi

Molto ho imparato dai miei maestri, altro dai miei colleghi
e moltissimo dai miei allievi.
 [dal “Talmud”]
   

"Un idiota in un posto importante e' come un uomo in cima a una montagna: tutto gli sembra piccolo e lui sembra piccolo a tutti"
(Match)

"La somma dell'intelligenza sulla Terra e' costante; la popolazione e' in aumento"
(Cole)

”Noi abbiamo combattuto per quelli che c’erano,
per quelli che non c’erano e anche per chi era contro…”
Arrigo Boldrini (medaglia d’oro per la Resistenza) 

Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia
commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo
Ernesto Che Guevara

"Se un uomo non è disponibile a correre qualche rischio per le proprie idee,
o le sue idee non valgono nulla
o è lui che non vale nulla"
(Ezra Pound)

“I deboli non combattono,
quelli più forti lottano per un’ora,
quelli ancora più forti lottano per molti anni,
ma quelli fortissimi lottano per tutta la vita.
Costoro sono indispensabili”

B. Brecht



“Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato
quando l'ultimo albero sarà abbattuto
quando l'ultimo animale sarà ucciso
solo allora capirete che il denaro non si mangia."
Profezia Creek

Quando la metà del mondo guarda in tv

l´altra metà che muore di fame,
la civiltà è giunta alla fine.

James Wolfensohn
già presidente della Banca Mondiale
 


 Essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza,

anche quando ilmare è cattivo e il

cielo si è stancato di essere azzurro.

Bob Dylan



Se sei triste e vorresti morire, pensa a chi sa di morire e vorrebbe vivere.    
Jim Morrison

"La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica

è quella di essere governati da uomini malvagi"

Socrate

 

È necessario cercare il giusto equilibrio tra
il rispetto della propria identità e il riconoscimento di quella altrui.
 
 Papa Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla)

 

"Dio, tu che hai posto un limite all'intelligenza dell'uomo, perchè non hai posto un limite alche alla sua idiozia?"
 

(John Fitzgerald Kennedy)
 

 "L'utopia è come l'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare".

Eduardo Galeano

 

 

„Non possiamo più ignorare e sottrarci al dibattito politico, dimenticare l’urgenza di una

riappropriazione delle sfide democratiche, «facendo come se» l’impegno civile e

responsabile fosse una faccenda riservata agli eletti“

 

 "Non dimenticare che nei periodi più bui, un piccolo numero di donne, di uomini, di giovani e perfino di bambini sparsi sulla terra, sono stati capaci di cambiare il mondo”  Frére Roger Schutz

Se in tutta questa guerra disonesta dobbiamo perdere anche il gusto del bello, allora il barbaro ha già vinto   Trevanian - "Shibumi. Il ritorno delle gru. L'etica dell'assassino perfetto"

"Alla fine, proteggeremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che capiamo, e capiremo solo ciò che ci viene insegnato"    Baba Dioum, ambientalista senegalese

Può darsi non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla Martin Luter King

POLITICA
3 aprile 2014
Nel PD: da Piombino per un nuovo racconto dell'Italia

A proposito del “ciclone” Renzi in rete circolano protagonismi oltre misura se non del tutto surreali, storie per lo più raffazzonate e pur di accreditarsi di essere tra i “renziani” del primo quarto d’ora o delle ore successive, si scrive di tutto e di più.

A rigor di storia l’avventura nasce, all’indomani delle dimissioni di Veltroni da segreterio del PD, in un’accogliente agriturismo nell’aprile 2009 a Riotorto di Piombino dove fu organizzato, soprattutto con il là di Ivan Scalfarotto ( che aveva partecipato alle primarie dell’Unione del 2005 e successivamente mancato deputato) e Pippo Civati (Consigliere regionale lombardo dei DS),  un incontro tra quanti anelavano ad un PD che rinnovasse completamente la propria classe dirigente partendo da esperienze composite come il primo Circolo PD on line “Obama”, il gruppo dei “I Mille” con Luca Sofri (fondatore de Il Post) e Mario Adinolfi (per la verità mai entrato in questa storia) e quanti attivisti nei Circoli territoriali provavano nel PD a scrivere un nuovo racconto dell’Italia, come titolerà successivamente il documento finale prodotto.

La due giorni di Piombino, a cui partecipai entusiasticamente (da poco eletto all’Assemblea nazionale PD), salvo a rientrare la mattina del secondo giorno per questioni professionali, vide la presenza di una cinquantina persone (la foto è con coloro che erano rimasti fino alla fine)  tra cui oltre a Civati, Scalfarotto e il leader de “I Mille” Marco Simoni (successivamente con un importante incarico ministeriale), ricordo  Paola Concia (attivista LGBT e poi deputato) , Marianna Madia (poi capolista alla Camera con Veltroni ed attuale Ministro), Luca Sofri, Debora Serracchiani (Presidente Friuli-VG), Sandro Gozi ( attuale Sottosegretario), Marta Meo (dirigente PD Veneto) ed altri che all’epoca non conoscevo che poi hanno ricoperto incarichi politici. Fece capolino anche Matteo Renzi (famoso, allora, soprattutto per aver sconfitto alle primarie a Sindaco di FI la corazzata “d’alemiana-DS”) che ascoltò per poco tempo e poi ripartì subito.

“Le cose cambiano, cambiandole”, lo slogan di quei giorni anticipò di un anno il tema della “rottamazione” che era già nell’aria ma la vera “mission” dei  “Piombini democratici” (autoappellativo in onore di quell’incontro di partenza) era soprattutto dare corpo ad un’alternativa generazionale per il Congresso da lì a poco, spingendo soprattutto per le primarie per la scelta per i candidati al Parlamento.

“Primarie vere, primarie sempre” altro slogan in voga in quei giorni.

E così ci si diede appuntamento a pochi mesi dopo, a luglio, per la kermesse di Torino, nella stessa sede del Lingotto dove due anni prima il Segretario  Veltroni, poi dimessosi,  aveva declinato la sua idea di ...YES, WE CAN... del PD.

Al Lingotto si era davvero in tanti con l’aggiunta di Laura Puppato, Ignazio Marino, Andrea Orlando, Andrea Sarubbi, Giovanna Melandri, Francesco Boccia, Alessandra Moretti ed altri e si videro pure il sindaco Chiamparino, PG Bersani e il segretario Franceschini, venuti per poco tempo a carpire l’aria che tirava.

Fu un incontro quasi finalizzato ad un tentativo di dare ai Piombini una leadership che corresse per la Segreteria in alternativa all’establishment.

Ma in quella sede il tentativo fallì e successivamente il gruppo si presentò in forma sparpagliata e solo in pochi seguirono la candidatura Marino in competizione con Franceschini e Bersani che divenne poi il nuovo segretario.

Al Lingotto Matteo Renzi non venne ma subito dopo il Congresso cominciarono i contatti più frequenti tra lui, Civati e la Serracchiani, (che nel frattempo “franceschiniana” era  diventata Parlamentare EU) che fece scaturire l’incontro di Firenze, dal titolo programmatico di Prossima fermata Italia e che si tenne l’anno successivo alla ex Stazione Leopolda.

Dalla delusione di non essere riusciti a modificare l’assetto del Partito si passa alla fase di confronto sui temi cari ad una generazione di democratici e non più solo ex di qualcosa o di qualcuno.

Questa Leopolda 1 a cui si aggiunsero tanti altri sostenitori del nuovo corso (come l’ex consigliere comunale DS di Napoli, Francesco Nicodemo, oggi in Segreteria nazionale) cominciò a mettere in luce un protagonismo di quella parte di partito che non sopportava più la vecchia guardia, che andava oltre l’antiberlusconismo come collante per l’unità del centro sx e aprì di fatto la strategia che portò all’idea “renziana” della rottamazione di un’intera classe dirigente.

Strategia sinergica che però ebbe uno stop traumatico all’indomani della visita ad Arcore di Matteo Renzi, che segnò definitivamente il solco tra l’area “civatiana” più orientata alla sx politica e quella “renziana” del “grande labour”.

Gli incontri proseguirono in fasi separate con Civati a seguire le successive Prossime Italie, campus vari e un uso del web molto insistente mentre Renzi tutto teso a costruire il suo profilo di rottamatore che culminerà col Big bang della Leopolda 2 (in cui si ferma la mia presenza fisica attivandomi attraverso il web a sostegno di Renzi) da cui prende le mosse la sfida lanciata alla “premiership” bersaniana, in vista delle elezioni politiche del 2013 che risultò poi sconfitta.

Ma quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla.

E così alla successiva Leopolda 3, quella che “si sale sul carro….”  ho preferito rimanere sul territorio a dare forza e concretezza all’idea del #cambiaverso che ha prodotto il risultato delle primarie scorse, a cui ho preso parte da capolista all’Assemblea nazionale PD nel collegio #terradeifuochi in Campania, (che ha dato la più alta percentuale di consensi a Matteo Renzi di tutta la  provincia di Napoli), e la conseguente conquista della Segreteria del Partito e in rapida successione di Palazzo Chigi da parte del Segretario/Premier Renzi.

I resto è storia di questi giorni e di queste ore che ha visto quasi tutti i protagonisti di Riotorto di Piombino assurgere a ruoli di responsabilità nazionale e oltre, partendo dalle “cose che cambiano, cambiandole” per #cambiareverso, questa volta per davvero.

FrancoM

POLITICA
15 settembre 2013
Ma il MòViMento 5 stelle in Parlamento non doveva contare "anche le carte delle caramelle"
           

Espresso
A nove mesi dal voto del Senato che obbliga i partiti a mettere in rete le spese, solo Pd e Autonomie sono in regola. Pdl, Lega e Monti no. E i Cinquestelle? No (di Vittorio Malagutti E Andrea Palladino - l'Espresso)

L'hanno messo nero su bianco il 16 gennaio, in piena campagna elettorale. Tirava aria di tutti a casa, quando il consiglio di presidenza del Senato, allora guidato da Renato Schifani, si riunì per dare via libera al nuovo regolamento di contabilità di Palazzo Madama. Dieci articoli in tutto, nel nome della trasparenza. «Ciascun gruppo si dota di un proprio sito Internet (…) nel quale sono pubblicati e resi liberamente disponibili i seguenti documenti: organizzazione interna del gruppo, gli estremi dei mandati di pagamento, assegni e bonifici bancari, rendiconti e relazioni sulla gestione». Recita così, testuale, l'articolo 5 del testo firmato nove mesi fa in Senato dai rappresentanti dei partiti.

Parole d'ordine: tutto in Rete, tutto su Internet, per dare la possibilità ai cittadini di controllare le spese dei loro rappresentanti. Insomma, il massimo della trasparenza. Solo che poi, passando dalle parole ai fatti, le cose sono andate un po' diversamente da quanto promesso in quelle giornate di campagna elettorale.

Ebbene, "l'Espresso" ha verificato che a nove mesi di distanza da quel solenne impegno, e sei mesi dopo l'inizio della legislatura, soltanto due partiti hanno rispettato alla lettera il regolamento del Senato. Il Pd e il Gruppo per le Autonomie (Svp, Union Valdotaine, Autonomisti Tirolesi, Psi e Movimento italiani all'estero) hanno creato un sito Internet dove è possibile consultare l'elenco dettagliato delle spese del gruppo in Senato. E tutti gli altri? Non pervenuti. Il Pdl fin qui non ha pubblicato nulla. Alla voce trasparenza del sito "PdlSenato" non c'è niente che faccia riferimento al rendiconto di entrate e uscite. Idem per quanto riguarda Scelta Civica. E il gruppo Grandi Autonomie e Libertà, meglio noto come Grande Sud, alla voce amministrazione ha messo in Rete una pagina vuota.

Compito in bianco pure per i grillini. Gli alfieri della trasparenza, protagonisti di epiche battaglie (anche tra di loro) nel nome dello scontrino, non hanno ancora pubblicato nulla. Bonifici, mandati di pagamento, assegni: tutto è rimasto nei cassetti del gruppo presieduto dal senatore Nicola Morra. Sul blog di Beppe Grillo, che è poi la sede virtuale da dove parte ogni comunicazione del movimento, non c'è traccia dei documenti che in base al regolamento del Senato dovrebbero essere consultabili on line. [...]

Alcuni deputati hanno anche reso pubblici i propri compensi, con il dettaglio delle indennità a cui hanno rinunciato. Le entrate e le spese del gruppo al Senato restano invece materia riservata. Eppure, i parlamentari Cinquestelle avevano promesso di pubblicare sul loro sito «ciascun mandato di pagamento, assegno o bonifico, con attestazione della relativa causale». Questo è quanto si legge nello statuto dei senatori del Movimento, reperibile, questo sì, all'indirizzo del blog di Beppe Grillo. Niente da fare, gli attivisti anticasta, sbarcati in Parlamento grazie anche alla battaglia sui costi della politica, in questo caso si sono comportati come berlusconiani e leghisti.

Nove mesi fa i partiti si erano affrettati a cambiare le regole del gioco sull'onda di scandali come quello del tesoriere della Lega, Francesco Belsito. All'epoca era ben vivo anche il clamore sollevato dai furti milionari del senatore del Pd Domenico Lusi, che aveva a lungo amministrato il defunto partito della Margherita. Non c'è tempo da perdere, devono essersi detti a Palazzo Madama. Conviene passare in fretta una mano di bianco sulle vecchie imbarazzanti vicende. Tanto più che le elezioni incombevano di lì a qualche settimana. Ed ecco che a gran velocità viene approvato un nuovo regolamento della contabilità dei gruppi.

I partiti adesso sono obbligati a dar conto quasi in tempo reale della gestione del denaro pubblico a loro affidato. E non basta la pubblicazione di un rendiconto annuale. Le nuove norme impongono che l'elenco di bonifici, assegni e mandati di pagamento, una sorta di estratto conto bancario, venga messo via Internet a disposizione di tutti gli interessati almeno ogni quattro mesi. Le disposizioni del Senato sono molto più stringenti (chissà perché) rispetto a quelle sulla stessa materia varate dalla Camera solo un paio di mesi prima (novembre 2012). A Montecitorio è sufficiente presentare un resoconto annuale della gestione del gruppo, accompagnato dall'ok formale di una società di revisione. Non è invece richiesta la pubblicazione on line dei giustificativi di spesa, obbligatoria al Senato.

Queste, in breve, le nuove regole varate nel nome della trasparenza. Regole rimaste in buona parte lettera morta, visto che la maggioranza dei partiti hanno pensato bene di far finta di niente. «È un problema che stiamo affrontando», si giustifica un portavoce di Scelta Civica. «Il sito Internet ancora non c'è, abbiamo chiesto tanti preventivi ma ancora non lo abbiamo fatto», spiega il rappresentante del partito fondato da Mario Monti. Buio pesto anche in casa Pdl. «Il gruppo si è costituito ad aprile - spiega il portavoce - poi c'è stato agosto, ma entro settembre pubblicheremo tutto». Pochi giorni ancora, assicurano i senatori del centrodestra, e finalmente si potrà leggere come vengono spesi i soldi pubblici destinati al gruppo.

Si vedrà. Per il momento solo Pd e Autonomisti hanno le carte in regola [...]

dal sito del Tafanus




permalink | inviato da FrancoM il 15/9/2013 alle 23:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
2 settembre 2013
Cronaca vera...

L’Italia è sull’orlo del baratro. Il debito pubblico è fuori controllo, gli investitori scommettono sul fallimento dell’italia e non comprano più i nostri titoli di Stato: il tasso d’interesse cresce, e se cresce ancora sarà per noi insostenibile. Tra un mese non saremo più in grado di pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici. E’ necessario intervenire pesantemente sulle pensioni. Va ripristinata la tassazione sugli immobili. Serve austerità.

L’austerità ha fallito. L’austerità è un errore, i suoi sostenitori hanno sbagliato i calcoli. In tempi di crisi lo Stato è l’unico investitore possibile: deve spendere di più, non di meno.

La politica non potrà essere più la stessa, dopo il Governo Monti.

Fallimento dei tecnici, ritorna la politica.

Berlusconi è finito.

No, Monti è finito.

Lo spread non conta niente, lo spread è un’invenzione, fino a ieri non ne avevamo mai sentito parlare.

Se lo spread torna a superare quota 300 la crisi sarà gravissima.

Stiamo andando bene, ancora un piccolo sforzo e in autunno saremo nella terra promessa.

In autunno l’Italia avrà finito i soldi, ci saranno disordini.

Non c’è assolutamente la copertura per cancellare l’Imu.

L’Imu è stata cancellata, è un grande risultato.

Nel 2014 l’Imu sarà sostituita da una service tax.

Per coprire la cancellazione dell’Imu inevitabile aumentare l’Iva.

Inaccettabile aumentare l’Iva.

Serve un Governo per gestire l’emergenza sociale e cambiare la legge elettorale.

Serve un percorso di 18 mesi per avviare le riforme istituzionali, poi si cambierà la legge elettorale.

La legge elettorale va cambiata subito, in autunno.

Il Governo delle larghe intese è a rischio.

Il Governo delle larghe intese non ha più scadenza.

Non ci sono alternative.

Il premier al lavoro su una maggioranza alternativa.

E’ ormai sicuro che la Cassazione rimanderà la decisione sulla condanna a Berlusconi.

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a Berlusconi.

La Giunta al Senato non potrà far altro che decidere per l’incandidabilità e la decadenza di Berlusconi.

E’ ormai certo che la Giunta al Senato non potrà far altro che accogliere la richiesta di Berlusconi di ricorrere alla Consulta e prendere tempo.

dal blog Popolino




permalink | inviato da FrancoM il 2/9/2013 alle 13:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
28 agosto 2013
"I have a dream", il sogno di MLKing 50 anni dopo.
           

Il 28 agosto del 1963 al Lincoln Memorial di Washington arrivarono oltre 250 mila persone, marciarono "per il lavoro e la libertà". Con il suo discorso il reverendo chiese di realizzare l'impossibile, e di renderlo reale. Fu pronunciato alle 15, la stessa ora (le 21 in Italia) in cui ha parlato Obama: "Non sono morti invano"

Cinquant'anni fa Martin Luther King, nato Michael King, guidò verso Washington la "marcia per il lavoro e la libertà". Era il 28 agosto del 1963. Una giornata di sole. L'America era in bianco e nero, la musica iniziava a vestire fiori colorati, il presidente era John F. Kennedy. E quello un Paese che andava verso il futuro e voleva farlo senza catene. Jfk aveva presentato al Congresso un provvedimento che sanciva pari diritti per bianchi e neri. Aveva contro il Sud di Stati che non riuscivano a diventare uniti.


TwitterTime 50 anni da discorso Luther King: #IhadADream
IL TESTO INTEGRALE




permalink | inviato da FrancoM il 28/8/2013 alle 10:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
3 agosto 2013
Purtatavill'.......
           

Berlusconi incandidabile e senza passaporto. Tutte le conseguenze della condanna

Il dispositivo integrale della sentenza - "La Corte suddetta rigetta i ricorsi di Agrama Frank, Galetto Gabriella, Lorenzano Daniele, che condanna al pagamento delle spese processuali. Annulla la sentenza impugnata nei confronti di Berlusconi Silvio limitatamente alla statuizione relativa alla condanna alla pena accessoria dell'interdizione temporanea per anni 5 dai pubblici uffici, per violazione dell'articolo 12, comma 2, dlgs 10 marzo 2000, numero 74 e dispone trasmettersi gli atti ad altra sezione della Corte d'appello di Milano perchè ridetermini la pena accessoria nei limiti temporali fissati dal citato articolo 12, ai sensi dell'articolo 133 c.p., valutazione non consentita alla Corte di legittimità. Rigetta nel resto il ricorso di Berlusconi nei cui confronti dichiara, ai sensi dell'articolo 624, comma 2, cpp, irrevocabili tutte le altri parti della sentenza impugnata. Condanna tutti gli imputati, in solido, al pagamento in favore della parte civile, Agenzia delle entrate, delle spese dalla stessa sostenute in questo grado di giudizio, liquidate in complessivi euro 5mila, oltre accessori come per legge".

Gli effetti della sentenza della Cassazione: in base a una legge del governo Monti, l'ex premier non potrà essere candidato per sei anni e il Senato dovrà votare sulla decadenza parlamentare. Con tre anni coperti dall'indulto, resta un anno dei 4 di pena da scontare: la scelta tra affidamento ai servizi sociali e domiciliari

Berlusconi-ammalorato
...Forza Silvio!...

Condanna irrevocabile a 4 anni di reclusione per frode fiscale. E' questa la parte della sentenza Mediaset, subito esecutiva, che avrà riflessi immediati sulla vita di Silvio Berlusconi.

INCANDIDABILITA' PER SEI ANNI -Primo aspetto: il futuro politico di Berlusconi. In base all'art.1 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, varato dal governo Monti, non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la carica di deputato e di senatore "coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni". Tra questi rientra anche la frode fiscale, il reato per il quale è stato condannato Berlusconi. Questa incandidabilità scatta a prescindere dalle eventuali pene accessorie e in ogni caso non è inferiore a 6 anni.

VOTO SULLA DECADENZA - Le implicazioni riguardano anche il mandato parlamentare in corso: l'ex premier è attualmente senatore. Sempre secondo il decreto dell'esecutivo Monti la Camera di appartenza, quindi il Senato, riceve subito la comunicazione della sentenza definitiva e delibera ai sensi dell'articolo 66 della Costituzione. Che prevede prima un'istruttoria della Giunta per le elezioni e le Immunità (presieduta da Dario Stefano, Sel) e poi il voto (segreto se richiesto da almeno 20 senatori) di convalida da parte dell'aula. A cui spetta, quindi, ratificare la decadenza di Berlusconi dal mandato parlamentare.

PASSAPORTI RITIRATI - L'altro aspetto riguarda la vita privata dell'ex premier. Il dispositivo della sentenza sarà tempestivamente inviato alla Procura di Milano, che dovrà eseguire la pena. Effetto pratico, da non trascurare, a Berlusconi sarà chiesta dalla questura la restituzione del passaporto ordinario. Mentre è prevedibile che il ministero degli Esteri si attivi per il ritiro del passaporto diplomantico.

AFFIDAMENTO AI SERVIZI SOCIALI -Considerando i tre anni coperti dall'indulto, a Berlusconi resta da scontare un anno di reclusione. Il carcere può essere escluso. La Procura emetterà, infatti, contemporaneamente all'ordine di esecuzione della pena, anche quella di sospensione per 30 giorni. In questo lasso di tempo, in base alla legge Simeone-Saraceni, l'ex premier potrà scegliere se richiedere le misure alternative "dell'affidamento ai servizi sociali" o "della detenzione domiciliare". Trovandoci nel periodo di sospensione feriale, questo processo si metterà in moto dopo il 15 settembre. Quindi la scelta di Berlusconi dovrà avvenire entro il 16 ottobre.

DETENZIONE DOMICILIARE - Berlusconi ha già fatto sapere di non avere nessuna intenzione di essere affidato ai servizi sociali. Ma in ogni caso, anche se non dovesse presentare nessuna richiesta, non andrà comunque in carcere, ma ai domiciliari. Per due motivi: 1) ha più di 70 anni, 2) come nel caso di Alessandro Sallusti, l'orientamento del procuratore milanese Edmondo Bruti Liberati è di ricorrere il più possibile alle misure alternative, secondo quanto prevede anche il dl Severino (cosiddetto svuota carceri) per pene da scontare fino a 18 mesi.

PERMESSI DA AUTORIZZARE - In ogni caso con l'ex premier ai domiciliari, sarà il Tribunale di sorveglianza a dettare le prescrizioni a cui dovrà conformarsi Berlusconi. Se restasse senatore è immaginabile che i magistrati autorizzino qualsiasi impegno parlamentare. Nel caso decadesse, invece, le richieste di natura politica, dovranno essere valutate di volta in volta.

dal Tafanus (Fonte: Repubblica)




permalink | inviato da FrancoM il 3/8/2013 alle 10:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
1 agosto 2013
A proposito degli F-35...e bugie varie
           

Politici da buttare - F35 Mauro: "Non si può tornare indietro. Già spesi 3,5 mld per adeguare la Cavour"

Portaerei-cavour
La portaerei Cavour

Ci avevano detto che il programma degli ingestibili F35 si poteva fermare in qualsiasi momento, perchè non c'era nessuna penale da pagare. Ora scopriamo che abbiamo già buttato via 3,5 miliardi di euro per "adeguare" l'unica portaerei che abbiamo, la Cavour, e per adattarla agli aerei a decollo verticale. Quanta fretta! nel silenzio della polirica e dei media, i militari "adeguano" la Cavour. Parola tranquillizzante, "adeguare". Senonchè scopriamo solo adesso che questo silenzioso "adeguamento" è costato solo 3,5 miliardi di euro. Per dare un ordine di grandezza, questo piccolo "adeguamento" è costato il 41% della costruzione totale del costosissimo "Ponte Silvio", il quale a sua volta costerebbe mezzo punto di PIL.

Perchè tanta fretta? Perchè "adeguare" una portaerei, con un costo folle, ad aerei che da decenni hanno dimostrato di essere dei cani con le gambe storte? Intorno a questo "adeguamento" quali aziende hanno lucrato? guidate da quali personaggi - palesi o occulti - e avallate da quali ministri? E se fallirà - come fallirà - il progetto F35, "riadegueremo" la Cavour per il decollo orizzontale? Ancora: quanti sanno che la versione "Svtol" (a decollo verticale) degli F35 costa 10 milioni di dollari in più per esemplare rispetto ai tradizionali "Ctol" a decollo lungo? E che entrambi prevedono costi di manutenzione, nell'arco della loro vita, quattro volte superiori al costo d'acquisto?

E L'Italia, paese che per costituzione "ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie fra stati", chi cazzo deve andare a bombardare???? Si, perchè gli F35, per chi non si fosse ancora accorto, sono dei cacciabombardieri, non dei caccia e basta.

Il ministro Mauro rilascia questa agghiacciante dichiarazione: "...Si dice che se ci ritiriamo dal programma degli F-35 non avremo penali. Ma abbiamo già speso 3 miliardi e mezzo di euro per la portaerei Cavour che dovrebbe ospitare gli F-35 a decollo verticale. Allora non capiremmmo per quale ragione abbiamo speso quei soldi..."

Non lo capiamo neanche noi, Ministro. Quanta fretta! Ma dal momento che abbiamo già buttato nel cesso 3,5 miliardi di euro per la Cavour, adesso ci dobbiamo sentire vincolati a buttarne via altri 140 miliardi per degli aerei che volano solo con "tempo bello assicurato", più altri 560 per manutenzione, addestramento, aggiornamento? Per un aereo che è di qualità così eccelsa che persino i padrini americani stanno "rallentando" il progetto?. Ministro, chi mangia sugli F35?

L'articolo di Repubblica di oggi

Per giustificare l'impegno, il ministro della Difesa ricorda anche che l'Europa conta solo su due portaerei: la Cavour e la francese Charles de Gaulle. Ma dagli Usa giungono segnali di progressivo disimpegno: mentre il Pentagono ottiene uno sconto dalla Lockheed per altri 71 aerei, una commissione del Senato dispone tagli e il rallentamento sul programma

Lo ha affermato il ministro della Difesa Mario Mauro nel corso di una audizione al Senato davanti alle commissioni congiunte di Difesa, Esteri e Politiche europee in vista del consiglio europeo della difesa di dicembre 2013. Il ministro Mauro ha inoltre ricordato che in Europa le portaerei in servizio sono rimaste due, la nostra Cavour e la francese Charles de Gaulle.

Intanto, dagli Stati Uniti si apprende di un accordo tra Il Pentagono e la Lockheed Martin Corporation, in base al quale la compagnia che costruisce gli F-35 applicherà uno sconto del 4% sull'acquisto di 71 cacciabombardieri anti-radar, da consegnare in due lotti, 36 aerei con il primo, 35 con il secondo. Una commessa dal valore complessivo superiore ai 7 miliardi di dollari. In alternativa, visto i tagli lineari che hanno colpito tutte le spese del governo Usa, i militari sarebbero stati costretti a ridurre il numero di velivoli acquistati.

Una commissione del Senato ha appena deciso di frenare l'impegno Usa nel programma F-35, alla luce anche dei risultati spesso controversi dei test a cui gli aerei sono stati sottoposti. Per il 2014, la commissione ha autorizzato il Pentagono ad acquistarne 29, ma ha annunciato nuovi tagli al programma a partire dagli anni successivi.

L'articolo di "Famiglia Cristiana" di Ottobre 2012

F35

F-35, bugie d'alta quota - La Difesa ammette un consistente aumento di costi. Ogni aereo costerà oltre 40 milioni di dollari in più rispetto a quanto dichiarato tra febbraio emarzo al Parlamento e ai giornali.

L'aumento è notevole: da 80 a 127,3 milioni di dollari per aereo. Se va bene. Perché in una variante più sofisticata si arriva a 137,1 milioni per velivolo. Mica poco in tempo di spending review. Gli F-35 sono aerei prodotti dal colosso statunitense Lockheed Martin. Chi li costruisce e chi li compra li definisce pudicamente mezzi multiruolo. In realtà sono aerei versatili che possono sia difendere (comportandosi dunque da caccia) che attaccare (alla stregua di veri e propri bombardieri; magari portando anche ordigni nucleari). Soprattutto sono pozzi senza fondo. Costano un occhio della testa.

Rete disarmo, Sbilanciamoci, la Tavola della Pace (sempre appoggiati in questa battaglia da una parte significativa del mondo cattolico) lo sostengono da tempo, ripresi con puntualità da Famiglia Cristiana. Ora la conferma è ufficiale. L'ammissione dell'impennata della spesa viene direttamente dal generale Claudio Debertolis, segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli armamenti, che lo ha dichiarato in una lunga intervista al magazine Analisi Difesa.

Esistono due versioni di F-35: una a decollo convenzionale, per operare da basi terrestri (Ctol); un'altra a decollo corto o verticale e atterraggio verticale (Stvol) per portaerei ovvero per piste di fortuna. Nel corso dell'intervista, il generale Claudio Debertolis, dichiara testualmente: «Al momento, le stime per i Ctol prevedono un costo unitario e attualizzato di 127,3 milioni di dollari (99 milioni di euro, ndr.). Per quanto riguarda gli Stvol, l’Italia incomincerà ad acquisirli a partire dal 2015. Per quell’anno il costo stimato del velivolo a decollo corto ed atterraggio verticale è di 137.1 milioni di dollari (106,7 milioni di euro di oggi)».

Nel febbraio-marzo 2012 (cioè solo 8 mesi prima di quest'articolo. NdR) i vertici politici della Difesa sostenevano con determinazione che il prezzo unitario sarebbe stato di 80 milioni di dollari, non un centesimo di più. Dai dati ufficiali forniti dal generale Debertolis, invece, si evince come il progetto F-35 veda crescere costantemente le spese rispetto a quanto ipotizzato all'inizio, analogamente come è già avvenuto nel passato per altri aerei (a suo tempo il Tornado e poi l'Eurofighter). Sarebbe ora che il Governo e il Parlamento mostrassero senso di responsabilità almeno nei confronti dei cittadini italiani costretti a forti tagli e a grandi sacrifici rivedendo la propria decisione.




permalink | inviato da FrancoM il 1/8/2013 alle 10:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
19 luglio 2013
da sottoscrivere integralmente...parola per parola...
           

"Il Padrone Kazako" (di Massimo Giannini - Repubblica.it)

Massimo-gianniniUna democrazia non può e non deve avere paura della verità. Per questo lo scandalo kazako segna una pagina nera della democrazia. E per questo la scelta della «strana maggioranza », che chiude gli occhi di fronte alla colossale operazione di manomissione della realtà e blinda l’esecutivo solo in nome della realpolitik, non aiuta la causa della buona democrazia. Angelino Alfano ha mentito al Parlamento e al popolo sovrano. «È un fatto gravissimo: non ero stato informato io, né i miei colleghi, né il presidente del Consiglio». Questo dice al Senato, il ministro dell’Interno, dando lettura puntigliosa e testuale delle sei cartelle che compongono, da pagina 8 a pagina 13, la parte della relazione del prefetto Pansa intitolata “Il flusso informativo”. Nulla sapeva, dunque, di ciò che è avvenuto tra il 28 e il 31 maggio, quando l’ambasciatore kazako Adrian Yelemessov chiede e ottiene dal Viminale che la moglie e la figlia di un noto dissidente siano «sequestrate» e rispedite, con procedure contrarie al diritto interno e internazionale, in un Paese il cui regime pratica abitualmente la tortura.

Quello che invece non dice ai senatori, il ministro dell’Interno, è ciò che è scritto nelle sette cartelle precedenti di quel rapporto, intitolate “Cronologia dei fatti”, dove alla pagina 2 si può leggere ciò che accadde davvero «il 28 maggio», «nella serata»: «Il ministro dell’Interno, a seguito di ulteriori telefonate dell’Ambasciatore, cui non ha risposto, fa incontrare lo stesso con il suo Capo di gabinetto». Quello che non dice ai senatori, il ministro dell’Interno, e ciò che invece riconosce il suo stesso Capo di Gabinetto, ora costretto alle dimissioni e finora unico capro espiatorio dell’intera vicenda, nell’intervista non smentita rilasciata ieri a “Repubblica”. Alla domanda di Carlo Bonini: «Era stato il ministro Alfano a chiederle di ricevere l’ambasciatore kazako?», Giuseppe Procaccini testualmente risponde: «Sì. Ero stato informato che l’ambasciatore doveva riferirmi una questione molto delicata ». E poco più avanti, alla domanda: «Dunque il 29 maggio il ministro dell’Interno sapeva che la diplomazia kazaka aveva chiesto l’arresto di un latitante? », il funzionario ammette: «Sì. Di un pericoloso latitante».

Eccole, se ancora ce ne fosse bisogno, le prove dell’omertà che rendono indifendibile Alfano, e non più sostenibile la sua posizione dentro il governo. Per un mese e mezzo il ministro dell’Interno, e con lui quello degli Esteri, hanno vissuto o hanno fatto finta di vivere in un vuoto politico e pneumatico, dove la sovranità statuale è stata sospesa, e dove la potestà ministeriale è stata disattesa. Alfano e Bonino non hanno visto, sentito o parlato. E hanno lasciato che, a ordinare, a gestire e a decidere della sorte di due cittadine straniere, sul territorio italiano, fosse il «padrone kazako», cioè il satrapo dispotico Nursultan Nazarbaeyev, attraverso i suoi messi diplomatici. Lo dicono i fatti, e lo confermano i documenti ufficiali.

È Yelemessov, la sera del 28 maggio, a irrompere al Viminale, ad esigere il blitz nella villetta di Casal Palocco, a prendere parte insieme ai funzionari della Ps alla «riunione operativa» nell’ufficio di Procaccini, che lo stesso (ex) Capo di Gabinetto, nell’intervista a “Repubblica” di ieri, racconta sia «finita molto tardi».

È Yelemessov, attraverso il suo consigliere Khassen, a forzare la Questura di Roma per avviare l’operazione, spiegando che il dissidente Ablyazov «è un criminale pericoloso in contatto con gruppi armati terroristici ». È Yelemessov, attraverso Khassen, a concordare il 30 maggio (dopo il blitz che non ha portato alla cattura di Ablyazov, ma al sequestro di sua moglie e sua figlia) le procedure di espulsione di Alma e di Alua, a «rappresentare alla Questura il timore che un transito a Mosca possa diventare l’occasione per un attacco organizzato dal ricercato», e a comunicare alla stessa Questura che la Shalabayeva «potrebbe usare un passaporto falso della Repubblica del Centro Africa» (comunicazione poi rivelatasi a sua volta falsa). È Yelemessov, attraverso Khassen, a fornire il 31 maggio alla Questura i documenti di viaggio di Alma e Alua e a proporre «la possibilità di un volo diretto verso la capitale del Kazakhstan, in partenza dall’aeroporto di Ciampino alle ore 17». E infine è ancora Yelemessov, attraverso Khassen, a prendere direttamente in carico madre e figlia poco prima delle 17 del 31 maggio, e ad imbarcarle «sul volo della compagnia austriaca Avcon Jet, proveniente da Lipsia e diretto ad Astana».

Com’è evidente, per ragioni che vanno al di là della pura e semplice inefficienza delle burocrazie amministrative, un bel pezzo di sicurezza nazionale è stata nelle mani delle autorità kazake, mentre quelle italiane si bagnavano nell’acqua di Ponzio Pilato. Il “padrone kazako” è stato il vero gestore di questa «rendition all’amatriciana », che ha ridicolizzato l’Italia di fronte al mondo e l’ha esposta a una più grave violazione dei diritti umani nei confronti di una donna e della sua figlioletta di sei anni. Può ritenersi soddisfatto, l’ambasciatore kazako, che ora un’indignata Bonino convoca inutilmente alla Farnesina. Yelemessov se n’è già andato in ferie: un meritato «viaggio premio», perché lui la sua «missione» può dire di averla a tutti gli effetti compiuta.

Sono le autorità politiche e amministrative italiane che, invece, la loro missione l’hanno miseramente fallita, o volutamente sfuggita. Bisognava ammetterlo subito, senza rifugiarsi dietro l’ormai solita scusa tartufesca del misfatto «a mia insaputa». Bisognava che Alfano lo riconoscesse subito, assumendosi fino in fondo e a viso aperto le sue responsabilità, senza scaricarle sulla tecnostruttura che comunque dipende da lui, e senza la penosa e pelosa «chiamata di correo» nei confronti di Enrico Letta. «Né io né il premier sapevamo nulla», ribadisce il ministro. A sproposito, perché nessuno ha mai insinuato che il presidente del Consiglio sapeva o avrebbe dovuto sapere fin dall’inizio cosa successe in quei frenetici giorni di fine maggio, nel quadrilatero oscuro Viminale- Casal Palocco-Ponte Galeria-Ciampino.

Questa colpa «in vigilando», o questo dolo «in agendo», pesa tutto intero sulle spalle del ministro dell’Interno. Che se non sapeva è stato negligente, e se sapeva è stato reticente. Forse ha agito in base a ordini superiori, vista la spregiudicata disinvoltura con la quale la «falange kazaka» ha orchestrato e diretto le operazioni italiane, certa di poter pretendere un «sequestro di persona» in cambio dei buoni affari conclusi a suo tempo dall’ex premier Berlusconi con gli zar del petrolio ex sovietico. Forse è stato addirittura scavalcato dal suo leader, che di Nazarbayev è molto più amico di quanto non riconosca lui stesso nell’intervista al “Corriere della Sera” di ieri, in cui il Cavaliere blinda Alfano e il governo definendo «assurde queste mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni, che impegnano il Parlamento e fanno perdere tempo in un momento così difficile e preoccupante». Non male, detto dal capo-popolo di un partito che solo una settimana fa, dopo la semplice fissazione di un’udienza della Cassazione, ha minacciato l’Aventino chiedendo la «serrata » delle Camere per tre giorni consecutivi.

Comunque siano andate le cose, Alfano aveva il dovere di dimettersi da ministro dell’Interno. E quel dovere lo ha ancora. Non è troppo tardi, per un gesto di serietà istituzionale e di onestà intellettuale di fronte al Paese. E il Pd non dovrebbe dividersi né provare imbarazzi inutili, nell’invocare ed esigere quel gesto. Non dovrebbe rassegnarsi alla logica che lega inestricabilmente la sorte personale di Alfano a quella del governo. E invece è esattamente quello che fa: scivolando sempre di più, in nome di una governabilità a qualsiasi costo, sul piano inclinato del compromesso al ribasso. Si dice che la richiesta delle dimissioni di Alfano indebolisce il governo, o addirittura lo espone al rischio di una crisi.

Ma proviamo a rovesciare la visuale. È quello che è accaduto, cioè lo scandalo kazako, ad aver indebolito irrimediabilmente il governo e ad averlo esposto al pericolo di una caduta. Non è quello che dovrebbe accadere, cioè la doverosa uscita di scena di chi ha sbagliato, a minacciare la sopravvivenza della Grande Coalizione. Se non si erigono le barricate dell’ideologia, è possibile separare il destino del ministro dell’Interno dal futuro delle Larghe Intese. Il governo Letta potrebbe persino rafforzarsi, se riuscisse ad uscire da questo pasticcio kazako con una soluzione decorosa. L’autoassoluzione della politica, che per durare insegue di volta in volta l’impunità formale e sostanziale, non lo è affatto. Se la «pacificazione» produce assuefazione, non ci rimette solo la sinistra. Ci rimette l’Italia.

La relazione Pansa integrale:

http://www.ilpost.it/2013/07/16/relazione-pansa-shalabayeva-alfano/relazione-pansa-su-shalabayeva/

POLITICA
15 luglio 2013
Parte da Boscotrecase e dal Vesuvio la sfida neo fascista di Alba Dorata e dei suoi proseliti.
           


Comunicato stampa

La città di Boscotrecase (Na) ha aggiunto un’altra “perla”, come sempre in negativo, che getta una luce sinistra (forse questa volta è giusto definirla destra) sulla sua lunga storia democratica e antifascista.
Apprendiamo con grande stupore che domenica 14 luglio 2013 si è costituita in Italia ALBA DORATA EUROPA, la formazione politica della destra transazionale, che partendo dalla Grecia, mira a fare ad espandersi anche in Italia.
L’incontro è avvenuto presso il Park Hotel VESEVUS in pieno Parco nazionale del Vesuvio come si evince dal sito del movimento: http: www.albadorataeuropa.eu/index.php
“Finalmente a pochi passi dal cratere del VESUVIO e' stata celebrata la Costituente di ALBA DORATA EUROPA che ha eletto Presidente nazionale Vincenzo Maresca da Torre Annunziata e Segretario regionale Campania, Palma Renato”.
Là dove i rappresentanti della destra di Alba Dorata non hanno potuto organizzare l’evento per il diniego a manifestare opposto prima dal Sindaco di Pozzuoli, Figliolia e poi da quello di Napoli, de Magistris è stato possibile a Boscotrecase, sul Vesuvio, con la complicità di strutture recettive che per ragioni economiche si adattano a tutto e nel silenzio “vergognoso” delle istituzioni democratiche locali, regionali e nazionali e di tutte le forze politiche del territorio.
Ciascuno è libero di esprimere le proprie opinioni, come sancito dalla Costituzione italiana, ma quando queste si richiamano a ideologie simil fasciste, causa nel nostro paese di una sanguinosissima guerra civile o addirittura l’organizzazione di una formazione politica che si richiama apertamente a tale ideologia, come si può rilevare dai numerosi siti delle Albe Dorate in Italia http://www.albadorataitalia.com, allora non può esserci via di mezzo.
Senza se e senza ma si denuncia e si prendono le distanze.
Lo si deve a quanti hanno pagato con la vita il prezzo della nostra libertà dal fascismo e dal nazismo e lo si deve a tutte le nuove generazioni per tenere alta la barra del confine tra manifestazioni di democrazia partecipata, anche di aperto dissenso, e rigurgiti di nazionalismo becero e razzismo ignobile, che in quest’epoca di crisi, sembra trovare il brodo ottimale.
Il Vesuvio e le sua popolazione, che in questi anni ha sofferto di tanti attentati alla propria biodiversità, e che ha visto scendere in piazza decine di migliaia di cittadini, comitati e associazioni intenzionati a difendere il diritto alla vita e alla salute propria e dei propri figli e nipoti, saprà anche questa volta riaffermare con forza i valori fondanti della propria convivenza civile fatta di valori ancorati alla democrazia e alla libertà.

Centro Studi Legalità & Sviluppo
Boscotrecase Napoli

POLITICA
12 luglio 2013
Qualcosa si muove ???
           

Rifiuti, Scalzi (Pdl): legge per reati ambientali e obbligo bonifica dei luoghi

luciana scalzi

“La difesa dell’ambiente dev’essere la nuova grande frontiera dei diritti in Campania e in Italia”.

Lo ha detto Luciana Scalzi, vicepresidente della commissione Ambiente del Consiglio regionale della Campania.

“La politica deve dare risposte immediate e incisive per migliorare la qualità di vita dei cittadini su questo fronte – ha aggiunto la Scalzi -. Introducendo, ad esempio, nel codice penale una efficace legge sui reati ambientali che preveda, oltre a sanzioni particolarmente dure, anche l’obbligo di bonificare e ripristinare i luoghi pur in presenza di prescrizione”.




permalink | inviato da FrancoM il 12/7/2013 alle 13:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
24 giugno 2013
Il Rifiuto del SUD
           

Il Rifiuto del Sud

Mercoledì 26 giugno presentazione del libro " Il Rifiuto del Sud" con il Ministro dell' Ambiente Andrea Orlando


Min. Andrea Orlando (Ministro dell’Ambiente)

On. Gaetano Pecorella (PresidenteCommissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti XVI legislatura)

On. Elisabetta Zamparutti (Dirigente Radicale e deputata della XVI legislatura)

On. Alessandro Bratti (MembroCommissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti XVI legislatura)

Modera: Valter Vecellio (Giornalista e direttore di Notizie Radicali)

Mercoledì 26 giugno ore 12.30, Presso la sede del Partito Radicale in via di Torre Argentina 76 III piano Roma
Roghi, assunzioni clientelari, discariche fuorilegge, inceneritori fantasma, commissariamenti e mancanza di senso dello Stato, in poche parole criminalità politica che, insieme a quella organizzata, distrugge i territori. Questa non è un’indagine giudiziaria ma il racconto di un metodo partitocratico che ha come fine il controllo del consenso. Dalla Sicilia alla Campania, attraversando la Calabria, un viaggio nel sud d’Italia, dove a farla da padrone è immancabilmente solo il disordine organizzato! Gli uomini passano lasciandosi tuttavia alle spalle i gravi problemi di sempre. In queste regioni, più che in altre, è lampante come lo Stato sia assente. Le più elementari regole vengono eluse a discapito della salute dei cittadini attraverso poteri speciali prorogati per anni con risultati inesistenti, fiumi di denaro spesi per il funzionamento di strutture inadeguate, contenziosi milionari dovuti all’inaffidabilità dei soggetti chiamati a decidere e società di gestione in liquidazione o in fallimento. Unico risultato conseguito risulta essere l’aumento del debito pubblico e di quello ecologico. In queste territori, ma non solo, lo stato di diritto non esiste, regola basica la legge delle cosche. Il rifiuto del sud è questo: il racconto di un metodo che passa attraverso la negazione sistematica delle regole!



permalink | inviato da FrancoM il 24/6/2013 alle 0:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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