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L'on. Rivellini sulle "discariche del Vesuvio"

L’ora dei conti per la discarica

«Sto incontrando numerose difficoltà nella già complessa battaglia volta a sbloccare i fondi per le politiche ambientali in Campania (circa 500 milioni di euro) che l’UE ha congelato dopo la procedura d’infrazione aperta verso l’Italia e dovuta all’emergenza rifiuti.

Le difficoltà sono frutto di alcuni problemi specifici, a cominciare dall’ipotesi di aprire una nuova discarica a Terzigno in pieno Parco del Vesuvio.Inoltre gli indugi dell’attuale amministrazione regionale non giovano al successo della nostra difficile missione…..

D’altronde, la posizione che ho assunto con gli altri colleghi europarlamentari campani di difendere i fondi Ue con ragionamenti concreti ai nostri colleghi stranieri, relativamente alle politiche ambientali che prevedevano l’uscita dall’emergenza e dal “sistema discariche”, sono oggettivamente difficili da attuare viste le attuali posizioni della nostra regione».
Queste le dichiarazioni di Enzo Rivellini, parlamentare del pdl-ppe.
La discarica di Terzigno, quella attualmente in uso e quella programmata da 3 milioni di tonnellate ritorna al centro della bufera, dopo l’eurodeputata Merkies, ci si è messa anche l’Arpac che in questi giorni ha dichiarato che anche l’attuale invaso non è a norma, sia per le reti di contenimento che per il trattamento del percolato, inoltre l’arpac ravvisa un epricolo per le colture del luogo causato dal continuo passaggio degli automezzi pesanti.
«Al passaggio degli automezzi si elevano notevoli quantitativi di polveri che potrebbero danneggiare gravemente la produzione agricola».
Il 22 giugno il neo assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano sarà a Bruxelles per spiegare cosa ha in mente di fare riguardo alla situazione campana,in quella sede si parlerà delle discariche del Vesuvio ma anche del sito di Ferrandelle, del destino delle ecoballe e dell’uso dei militari, che non ha più senso in un momento di cessata emergenza.

Questo il primo impegno importante di Romano, le condizioni per sbloccare i fondi sono note, bisogna portare un piano regionale di gestione dei rifiuti che sia comprensivo di date, di impianti e di risultati da raggiungere, non basterà dire in quella sede che vi sono delle decisioni pregresse del governo, bisogna accettare il fatto che ora vigono le leggi normali e bisogna prepararsi ad applicarle , favorendo il recupero dei territori inquinati dai rifiuti tossici ed aiutando le amministrazioni volenterose ad incrementare il loro lavoro nel ciclo dei rifiuti.
 

Discorso a parte va all’organizzazione ed alla divisione dei compiti, nel 2011 tutti i compiti di raccolta e gestione del ciclo dei rifiuti dovrebbero andare alle province, questa situazione ha già da ora bloccato di fatto gli investimenti nella riduzione o nel riciclo delle materie da parte dei comuni, l’organizzazione degli impianti è giusto che sia centralizzata, ma ci vorrebbe anzi una maggiore responsabilizzazione dei comuni creando un circolo di incentivi e premialità per risultati raggiunti se si vuole che la Campania diventi una regione virtuosa per la gestione dei rifiuti.

(di Francesco Iacotucci da Terra)

Esposto alla Corte dei Conti

Coordinamento Regionale Rifiuti

Si denunciano le modalità con cui sono state utilizzate, negli anni , le risorse economiche per la gestione ed il superamento dell'emergenza rifiuti in Regione Campania; lo stato di realizzazione degli impianti di compostaggio e delle isole ecologiche e la loro effettiva funzionalità; la congruità degli investimenti effettuati e di quelli programmati in relazione alla quantità di rifiuti prodotti nella Regione Campania, anche con riferimento ai livelli di raccolta differenziata stabiliti dalla normativa europea e nazionale; il danno ambientale prodottosi sul territorio regionale; le responsabilità dei soggetti coinvolti nei confronti dell’erario.

Pubblicato il 14/6/2010 alle 2.28 nella rubrica Società.

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