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Nel PD: da Piombino per un nuovo racconto dell'Italia

A proposito del “ciclone” Renzi in rete circolano protagonismi oltre misura se non del tutto surreali, storie per lo più raffazzonate e pur di accreditarsi di essere tra i “renziani” del primo quarto d’ora o delle ore successive, si scrive di tutto e di più.

A rigor di storia l’avventura nasce, all’indomani delle dimissioni di Veltroni da segreterio del PD, in un’accogliente agriturismo nell’aprile 2009 a Riotorto di Piombino dove fu organizzato, soprattutto con il là di Ivan Scalfarotto ( che aveva partecipato alle primarie dell’Unione del 2005 e successivamente mancato deputato) e Pippo Civati (Consigliere regionale lombardo dei DS),  un incontro tra quanti anelavano ad un PD che rinnovasse completamente la propria classe dirigente partendo da esperienze composite come il primo Circolo PD on line “Obama”, il gruppo dei “I Mille” con Luca Sofri (fondatore de Il Post) e Mario Adinolfi (per la verità mai entrato in questa storia) e quanti attivisti nei Circoli territoriali provavano nel PD a scrivere un nuovo racconto dell’Italia, come titolerà successivamente il documento finale prodotto.

La due giorni di Piombino, a cui partecipai entusiasticamente (da poco eletto all’Assemblea nazionale PD), salvo a rientrare la mattina del secondo giorno per questioni professionali, vide la presenza di una cinquantina persone (la foto è con coloro che erano rimasti fino alla fine)  tra cui oltre a Civati, Scalfarotto e il leader de “I Mille” Marco Simoni (successivamente con un importante incarico ministeriale), ricordo  Paola Concia (attivista LGBT e poi deputato) , Marianna Madia (poi capolista alla Camera con Veltroni ed attuale Ministro), Luca Sofri, Debora Serracchiani (Presidente Friuli-VG), Sandro Gozi ( attuale Sottosegretario), Marta Meo (dirigente PD Veneto) ed altri che all’epoca non conoscevo che poi hanno ricoperto incarichi politici. Fece capolino anche Matteo Renzi (famoso, allora, soprattutto per aver sconfitto alle primarie a Sindaco di FI la corazzata “d’alemiana-DS”) che ascoltò per poco tempo e poi ripartì subito.

“Le cose cambiano, cambiandole”, lo slogan di quei giorni anticipò di un anno il tema della “rottamazione” che era già nell’aria ma la vera “mission” dei  “Piombini democratici” (autoappellativo in onore di quell’incontro di partenza) era soprattutto dare corpo ad un’alternativa generazionale per il Congresso da lì a poco, spingendo soprattutto per le primarie per la scelta per i candidati al Parlamento.

“Primarie vere, primarie sempre” altro slogan in voga in quei giorni.

E così ci si diede appuntamento a pochi mesi dopo, a luglio, per la kermesse di Torino, nella stessa sede del Lingotto dove due anni prima il Segretario  Veltroni, poi dimessosi,  aveva declinato la sua idea di ...YES, WE CAN... del PD.

Al Lingotto si era davvero in tanti con l’aggiunta di Laura Puppato, Ignazio Marino, Andrea Orlando, Andrea Sarubbi, Giovanna Melandri, Francesco Boccia, Alessandra Moretti ed altri e si videro pure il sindaco Chiamparino, PG Bersani e il segretario Franceschini, venuti per poco tempo a carpire l’aria che tirava.

Fu un incontro quasi finalizzato ad un tentativo di dare ai Piombini una leadership che corresse per la Segreteria in alternativa all’establishment.

Ma in quella sede il tentativo fallì e successivamente il gruppo si presentò in forma sparpagliata e solo in pochi seguirono la candidatura Marino in competizione con Franceschini e Bersani che divenne poi il nuovo segretario.

Al Lingotto Matteo Renzi non venne ma subito dopo il Congresso cominciarono i contatti più frequenti tra lui, Civati e la Serracchiani, (che nel frattempo “franceschiniana” era  diventata Parlamentare EU) che fece scaturire l’incontro di Firenze, dal titolo programmatico di Prossima fermata Italia e che si tenne l’anno successivo alla ex Stazione Leopolda.

Dalla delusione di non essere riusciti a modificare l’assetto del Partito si passa alla fase di confronto sui temi cari ad una generazione di democratici e non più solo ex di qualcosa o di qualcuno.

Questa Leopolda 1 a cui si aggiunsero tanti altri sostenitori del nuovo corso (come l’ex consigliere comunale DS di Napoli, Francesco Nicodemo, oggi in Segreteria nazionale) cominciò a mettere in luce un protagonismo di quella parte di partito che non sopportava più la vecchia guardia, che andava oltre l’antiberlusconismo come collante per l’unità del centro sx e aprì di fatto la strategia che portò all’idea “renziana” della rottamazione di un’intera classe dirigente.

Strategia sinergica che però ebbe uno stop traumatico all’indomani della visita ad Arcore di Matteo Renzi, che segnò definitivamente il solco tra l’area “civatiana” più orientata alla sx politica e quella “renziana” del “grande labour”.

Gli incontri proseguirono in fasi separate con Civati a seguire le successive Prossime Italie, campus vari e un uso del web molto insistente mentre Renzi tutto teso a costruire il suo profilo di rottamatore che culminerà col Big bang della Leopolda 2 (in cui si ferma la mia presenza fisica attivandomi attraverso il web a sostegno di Renzi) da cui prende le mosse la sfida lanciata alla “premiership” bersaniana, in vista delle elezioni politiche del 2013 che risultò poi sconfitta.

Ma quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla.

E così alla successiva Leopolda 3, quella che “si sale sul carro….”  ho preferito rimanere sul territorio a dare forza e concretezza all’idea del #cambiaverso che ha prodotto il risultato delle primarie scorse, a cui ho preso parte da capolista all’Assemblea nazionale PD nel collegio #terradeifuochi in Campania, (che ha dato la più alta percentuale di consensi a Matteo Renzi di tutta la  provincia di Napoli), e la conseguente conquista della Segreteria del Partito e in rapida successione di Palazzo Chigi da parte del Segretario/Premier Renzi.

I resto è storia di questi giorni e di queste ore che ha visto quasi tutti i protagonisti di Riotorto di Piombino assurgere a ruoli di responsabilità nazionale e oltre, partendo dalle “cose che cambiano, cambiandole” per #cambiareverso, questa volta per davvero.

FrancoM

Pubblicato il 3/4/2014 alle 13.4 nella rubrica Politica.

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