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Comunicato Stampa Decreto Ministero Ambiente sulla Tariffa Puntuale per la gestione degli RSU

Comunicato Stampa del 29/7/2017

Finalmente entra in vigore il DM 20/4/17 sulla tariffa puntuale deirifiuti conferiti al servizio pubblico che lascia il tempo (24 mesidall’entrata in vigore) ai Comuni che già utilizzano un sistema di misurazione puntualedi adeguarsi alle nuove prescrizioni.

Il decreto definisce i criteri per larealizzazione da parte dei comuni di sistemi di misurazione puntuale dellaquantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico o di sistemi di gestionecaratterizzati dall’utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costodel servizio. Ha come obiettivo quello di fornire ai comuni criteri omogeneicon i quali effettuare la misurazione, al fine di superare eventuali differenzeterritoriali.

Cometale, atteso dai tempi del Dlgs 22/97 (Decreto Ronchi) e largamente anticipatoda attività che circa 1500 Comuni in Italia ed asnche in Campania hanno giàintrapreso.

Sonocioè Linee Guida per la sua applicazione, SE e DOVE si vuole fare.

IlDecreto fortunatamente non stravolge quella che è la pratica corrente, di cui èsostanziale fotografia - con la unica eccezione che chiedendo sistemi diidentificazione precisa dell'utenza, non consentirà più sistema abbastanzadiffusi come i "sacchi prepagati" o "sacchi conformi" che hannofatto la storia dell RD in origine.

Talisistemi infatti consentono di fare pagare in proporzione a quanto rifiuto (RUR)viene generato, ma non prevedono forme di identificazione dell'utenza. 

Ildecreto dà per la prima volta  certezza di approcci e costituisce unriferimento regolamentare.

Conl’entrata in vigore della Legge 147/2013, l’assetto del prelievo sui rifiuti èstato collocato nell’ambito della disciplina dell’imposta unica comunale con ilriconoscimento di una discrezionalità importante che consente ai comuni diadottare sia un tributo, denominato TARI, sia un corrispettivo, denominatoTARIP.

LaTARI è una tassa che opera sulla base di un sistema presuntivo che collega ilprelievo al parametro della superficie, con adattamenti diversi. La TARIP(tariffa puntuale) è un corrispettivo di natura patrimoniale scelto dallegislatore italiano per tradurre l’obbligo di pagamento rispetto al servizioreso, nell’ambito della raccolta trasporto e smaltimento del rifiuto prodotto.

Ilcomma 668 dell’articolo 1 della legge 147/2013 dà facoltà ai comuni che hannorealizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità dei rifiuti conferitial servizio pubblico, di applicare, in luogo della Tari, una tariffa aventenatura corrispettiva. Lo strumento normativo risiede nell’articolo 52 del D.Lgs 446/97, norma cardine di riconoscimento della potestà regolamentare aiComuni, confermata dalla legge madre sul federalismo fiscale 42/2009.

Laformula del comma 668 pone una condizione obbligatoria per lalegittima istituzione della tariffa corrispettiva: la realizzazione di sistemidi misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al pubblicoservizio pur in assenza di una nomenclatura giuridica in grado di definire l’aggettivo“puntuale”.

 

 Icriteri della misurazione puntuale sono finalizzati a determinare la quotavariabile della tariffa

·        Si applica anche per la frazioneorganica se questa si raccoglie meno di 52 volte all' anno, quindi si passa da2/3 v sett a 1 v sett. Sarebbe interessante capire la diffusione delcompostaggio domestico in questi comuni. Probabilmente il sacco prepagato puòrimanere, ma deve essere associato alla utenza con RFID e codice a barre perfare le necessarie verifiche.

L’ENVICommittee dell’Europarlamento, allo scopo di riallineare la strategia alPacchetto Economia Circolare, chiede di terminare i sussidi all'incenerimentoentro il 2021.
Cioè si tratta della richiesta di terminare i sussidi alla produzioneenergetica stabiliti dalla Direttiva sulle Fonti Rinnovabili (i CertificatiVerdi in Italia) che applicati al 51% dell'energi prodotta  incidono per circa 50 Euro/t, consentendo diridurre le tariffe di conferimento e/o aumentare gli introiti.

Vigileremoperchè tutto questo diventi norma europea,  a dimostrazione che a volte dal basso siriesce a condizionare virtuosamente le politiche in tema di sostenibilità come proposteda anni dallo ZWEurope.

E a sostegno di quanto esposto aumenterà  l’azione di verifica per l’applicazione delPiano regionale dei rifiuti Campano che finalmente prende corpo con leprocedure propedeutiche agli appalti degli impianti di compostaggio (7dovrebbero partire entro l’autunno e 6 all’inizio del 2018). Non è esaustivioper l’autosufficienza regionale che si attesta oltre le 800mila t/a di FORSU,  ma è un enorme passo avanti nell’applicare ilPGRSU Campania (Deliberazione n. 685 del 6 dicembre 2016) di cui la UE ci chiede di rispettare ilcronoprogramma nei tempi gravando il rischio di un’infrazione salatissima perle limitate casse regionali.

Ma pur evidenziando le luci resta forte l’amarezza di aversubito la sconfitta  di Acerra.

Un’impiantoche aggrava il quadro d’impatto su un territorio vulnerabile e già martoriatoda malapolitica, malasanità ed ecomafie.

Manon ci si può fermare all’”ultimo miglio”.

Sconfitti nella battaglia impari , risulta intollerabile e senzagiustificazione alcuna il tentativo del gestore dell’inceneritore di Acerra dipotenziare le quote di RSU che il forno potrà smaltire, con tutto il suo caricosull’ecosistema , sulle matrici ambientali e sulla salute umana, soprattutto adanno principale dei più piccoli, i più esposti al nanoparticolato e aiprodotti di degradazione del’incenerimenrto dei materiali.

Sappiamoche la battaglia per chiuderlo sarà lunga e stancante ma sappiamo anche che lastrada maestra ci indica la piena applicazione del PGRSU come acqua da gettaresui camini di Acerra.

LaCampania attualemnte è di poco sotto il 50% di RD, e si pone l’obiettivo del65% al 2020  e del 70% di riciclato.

Dasolo questo risultato costringerebbe alla fame una quota considerevole delforno acerrano e se affiancato da politiche incentivanti la riduzione a monte (intutte le sue declinazioni) e la riduzione del RUR a valle si apre un’autostradache,  facendo leva sull’educazione allascelta di materiali effettivamente riciclabili (rispedendo al mittente, all’industria, l’errore diprogettazione del packaging che resta sulle spalle della comunità per losmaltimento) è possibile mettere in crisi l’intera linea d’incenerimento.

Insommavogliamo essere positivi e insistere sapendo che alla fine la convenienza tracosti e benefici renderà antieconomica la fornace già preoccupata dalla norma propostadalla Commissione Ambiente dell’Europarlamento.

 Ci batteremo con tutta la forza che abbiamoperche quella data sia anticipata.

 

 Zero Waste/Rifiuti Zero Campania 

Pubblicato il 30/6/2017 alle 15.36 nella rubrica Diario.

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