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Il Vesuvio da salvare

Comunicato stampa   18/11/ 2017

Siamo alla vigilia della Giornata nazionale degli Alberi istituitaper L.10/13 in tutto il Paese. L’intento è quello di promuovere le politiche diriduzione delle emissioni, la protezione del suolo, il miglioramento dellaqualità dell’aria, la valorizzazione delle tradizioni legate all’albero e levivibilità degli insediamenti urbani in attuazione del Protocollo di Kyoto percontrastare i “cambiamenti climatici”.

Accanto alle iniziative della Giornata nazionale sisvolgono anche quelle per la #FestadellAlbero che, grazie a Legambiente onlus, dal2008 è ritornata nelle scuole, nei Comuni, tra i cittadini.

Anche nei nostri territori da oggi e fino a fine novembreci saranno momenti di coinvolgimento in tal senso e la Rete dei Comitati Vesuviani/RifiutiZeroItaly sta programmando una serie di iniziative che culmineranno in primaveracon una piantumazione straordinaria in accordo con Plant-for-the-Planet dell’ONUche ha progettato di avere nel mondo 300 mld di nuovi alberi. A tutt’oggi dal2007 ne sono stati piantati circa 14 mld. 

Ma sul Vesuvio?  SulVesuvio non ci sarà la Festa dell’Albero.

Anzi ci sarà quella del Taglio dell’Albero, necessaria perevitare che il disastro degli ultimi due anni alla pineta e al bosco vesuvianio causato dai terrificanti incendiestivi possa mettere in pericolo vite e sicurezza dei vesuviani.

E in questi ultimi mesi abbiamo contato i danni. Interesuperficie di territorio annerite dal fuoco a testimoniare l’incapacità delleistituzioni preposte, tutte,  ad ognilivello,a controllare e tutelare il Parco e la sua biodiversità dalla mano di criminaliche distruggono le bellezze del creato e che puntulamente ad ogni estate riplicanoocon inaudita crudeltà . E all’incuria verso l’abusivismo edilizio degli annibui, aggiungasi il vergognoso comportamento del littering che ha ridotto questosplendido habitat naturale, un immenso immondezzaio di ogni tipo di rifiuto.

E non bastano letante discariche di stato e non. Da anni si assiste al moltiplicarsi di micro emacro sversamenti di rifiuti pericolosi, di intere stradine trasformate indiscariche anche in area demaniale, che col fuoco hanno distribuito pericolosimiasmi a tutte le popolazioni residenti e oltre, e di cui a ttutt’oggi ancoranon si conosce il danno agli abitanti.

E non basta. Con le copiose piogge in arrivo, il pericolosi sposta sull’instabilità del terreno che costituisce un alto rischio di movimentifranosi di cui i primi segnali sono già ben evidenti a chi frequenta ilvulcano.

Non si può piùrestare inermi dinanzi a tanto scempio. Occorre agire in fretta per mitigare irischi al territorio vesuviano dall’incombente dissesto idrogeologico eprogrammare, in tempi repentini, interventi straordinari di perimetrazione,messa in sicurezza, bonifica, e prevenzione futura dell’intero ecosistema delParco nazionale del Vesuvio.

Le responsabilità diquanto accaduto in due estati sui mancati interventi di prevenzioni e evidenti ritardioperativi le accerterà la magistratura inquirente anche sulla scorta di quantodenunciato dall’opinione pubblica di mezzo mondo.

Quello che è fondamentale,ora, è comprendere, alla lucedei dati raccolti, quali sono le progettualità messe in campo dalle varieistituzioni e quanto queste siano coerenti con le norme di tutela previstedall’ordinamento vigente e il loro impatto sul fragile e super-antropizzatoterritorio del Parco e le sue attività.

Al di là diposizioni strumentali in evidente chiave elettorale pubblicate dai media, èfondamentale il confronto urgente con le cittadinanze attive per discutereprogetti di primo intervento, messa in sicurezza, bonifica, riqualificazione eprevenzione, raccogliendo consigli e sollecitazioni da chi il territorio lovive, lo conosce e lo protegge.

Quelle stesse Associazioni, Comitati e liberi cittadiniche si sono spesi nelle terribili notti per allertare e aiutare nel contrastoal fuoco, che hanno chiesto una profonda revisione della L. 394/91 oramai persanella palude parlamentare e hanno saputo opporsi al Ddl Falanga-Langella-Auricchio,che avrebbe dato  il definitivo colpo digrazia alla lottà all’abusivismo edilizio e al consumo di suolo in unecosistema a rischio di illeciti e illegalità come quello del Vesuvio.

Per discutere di tutto ciò e per aprire un serio confrontola Rete dei Comitativesuviani/RifiutiZero Italy ha programmando una serie di incontri tra istituzioni del Parco, Sindaci, esperti ecittadini che si terranno a scadenza nelle prossime settimane partendo da Boscotrecase e in sequenza a Terzigno, Torre del Greco, S. Sebastiano alVesuvio e Somma Vesuviana, comunicandole date con largo anticipo per favorire la massima e, si spera, costruttiva participazionedi chiunque abbia a cuore il futuro del territorio del Parco del Vesuvio chel’intero mondo ci invidia e verso cui nessuno può dirsi innocente ma che tuttihanno il dovere di tutelarne il futuro.

Rete dei Comintati vesuviani/RifiutiZero Italy

Pubblicato il 18/11/2017 alle 12.24 nella rubrica Diario.

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